Mayo Clinic: ridotto livello di calcio sierico, rischio maggiore di arresto cardiaco improvviso

Bassi livelli di calcio sierico, anche all'interno del range di normalitÓ, possono aumentare il rischio di arresto cardiaco improvviso. Lo suggeriscono nuovi dati pubblicati online sui "Mayo Clinic Proceedings".

Bassi livelli di calcio sierico, anche all'interno del range di normalità, possono aumentare il rischio di arresto cardiaco improvviso. Lo suggeriscono nuovi dati pubblicati online sui “Mayo Clinic Proceedings”.

Dopo avere esaminato i risultati degli esami di laboratorio effettuati entro 90 giorni prima di un arresto cardiaco improvviso (SCA, Sudden Cardiac Arrest), i ricercatori - guidati da Sumeet S. Chugh (1), dell’Heart Institute del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles (USA) - hanno riscontrato che i casi avevano livelli di calcio corretti inferiori rispetto ai controlli abbinati (9,18 mg/dl vs 9,27 mg/dL; P = 0,03), l’80% dei quali aveva una diagnosi di malattia coronarica (CAD).

Nell'analisi multivariabile, una diminuzione di 1 unità nei livelli di calcio è risultata associata a un aumento di 1,6 volte di rischio di SCA (odds ratio [OR]: 1,63, 95% CI 1,06-2,51).

Gli autori ritengono che non si possono utilizzare i bassi livelli sierici di calcemia come fattore di rischio per se, ma che questo rappresenti un importante primo passo verso l'utilizzo di una serie di fattori di rischio facili da misurare per migliorare la previsione dei pazienti a rischio di SCA prima che si verifichi.

«Questa è il primo rapporto che dimostra che bassi livelli di calcio nel siero misurati in tempi vicini all'evento-indice sono associati indipendentemente a un aumento del rischio di SCA nella popolazione generale» osserva Hon-Chi Lee, del dipartimento di Medicina Cardiovascolare della Mayo Clinic di Rochester, in un editoriale di accompagnamento (2).

Aritmie pericolose a livelli inferiori del range di normalità
Chugh e colleghi hanno utilizzato i dati provenienti da 267 casi di SCA arruolati dal 2002 al 2015 nello studio di lunga durata SUDS (Oregon Sudden Unexpected Death Study) e 445 controlli corrispondenti dalla stessa area con prelievi di sangue effettuati durante la pratica clinica di routine.

I casi avevano significativamente maggiore probabilità dei controlli di essere afroamericani, avere diabete mellito, malattie polmonari croniche ostruttive, malattie renali croniche, di essere in emodialisi e in trattamento con diuretici, soprattutto dell’ansa. Inoltre, i casi presentavano una clearance della creatinina significativamente inferiore, livelli di potassio sierici più elevati e livelli di albumina più bassi.

Gli esami elettrocardiografici (ECG) eseguiti nel 64% dei casi e nel 57% dei controlli hanno mostrato che la frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) media era inferiore nei casi rispetto ai controlli (48% vs 54%; P inferiore a 0,001), anche se solo il 23% e il 10%, rispettivamente, avevano una LVEF inferiore al 35%.

Le persone nel quartile di calcio più basso corretto (inferiore a 8,95 mg/dL) hanno superato il doppio del rischio di SCA rispetto a quelle del quartile più alto (superiore a 9,55 mg/dL) dopo aggiustamento multivariato per caratteristiche demografiche, comorbilità, LVEF e livelli di potassio (OR 2,33, 95% CI 1,17-4,61).

Quando i ricercatori hanno ripetuto l'analisi escludendo gli individui in emodialisi, i risultati complessivi sono rimasti invariati. Da notare che gli intervalli QT corretti sono stati più lunghi nei casi che nei controlli (465 ms vs 425 ms, P inferiore a 0,001), portando un supporto alla possibilità che aritmie pericolose per la vita possano verificarsi quando i livelli di calcio sierico sono sufficientemente bassi.

I ricercatori non sono in grado di dire quanto debba essere basso tale livello. Reiner e colleghi, peraltro, pensano «che ciò che sia interessante di questi risultati è che si stia vedendo un possibile raddoppio del rischio anche quando i livelli di calcio sono all'interno di ciò che è considerato un range normale, cioè anche a livelli non estremamente bassi.

Ciò che resta dello studio
Altre possibili spiegazioni per i risultati includono l'associazione tra bassi livelli di calcio e insufficienza cardiaca e disfunzione diastolica; i bassi livelli di calcio possono paradossalmente aumentare il sovraccarico di calcio intracellulare, che potrebbe potenziare la morte cellulare durante gli episodi ischemici; e possono aumentare i livelli dell'ormone paratiroideo, che sono stati anche connessi con effetti deleteri cardiovascolari (CV).

«Speriamo di poter combinare biomarker come elettroliti, intervallo QT e frequenza cardiaca per meglio predire il rischio di SCA, ma occorre cautela nel dire che questi possono essere utilizzati nella popolazione generale» rilevano gli autori. «Ma in una popolazione a rischio intermedio, i soggetti con fattori di rischio con malattia CV non conclamata, la combinazione dei biomarcatori può essere davvero efficace».

Le limitazioni dello studio sono costituite da potenziali residui confondenti, l'uso di una singola misura di calcio piuttosto che le misurazioni in serie e la mancanza di dati completi sulle terapie farmacologiche, ammettono i ricercatori.

L’editorialista Lee commenta che i risultati dovrebbero essere interpretati con cautela ma che i livelli di calcio sierici dovrebbero essere esaminati e seguiti con maggiore attenzione in modo longitudinale. «I bassi livelli di calcio sierico possono essere considerati un potenziale fattore di rischio di SCA nella comunità» afferma, convenendo che in presenza di altri fattori di rischio «una maggiore consapevolezza di un basso livello di calcio nel siero può aiutare a identificare i pazienti vulnerabili a rischio di SCA».

Infine, conclude, sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se i pazienti nel quarto di calcio più basso avrebbero beneficiato di una maggiore assunzione o supplementazione di calcio. Attualmente non è raccomandata l'aumento della somministrazione orale di calcio, poiché studi hanno mostrato risultati diversificati riguardanti l'assunzione orale di calcio e il rischio CV.

A.Z.

Bibliografia:
1) Yarmohammadi H, Uy-Evanado A, Reinier K, et al.   Serum Calcium and Risk of Sudden Cardiac Arrest in the General Population. Mayo Clin Proc, 2017 Sep 19. [Epub ahead of print]
leggi

2) Lee HC. Serum Calcium: A Sudden Cardiac Arrest Risk Factor. Mayo Clin Proc, 2017 Sep 19. [Epub ahead of print]
leggi