Milano per 4 giorni capitale della cardiologia italiana

Pił di 1300 cardiologi gią iscritti e un programma di quattro giorni di discussione, arricchito da 32 corsi: Milano si prepara a diventare la capitale del cuore con il 53° convegno di Cardiologia che la fondazione De Gasperis organizza a supporto del Dipartimento Cardiotoracovascolare De Gasperis dell'Ospedale Niguarda di Milano. Si parlerą tra l'altro di "medicina senza sangue" e schock cardiogeno all'hotel Marriott di Milano dal 23 al 26 settembre. 

Più di 1300 cardiologi già iscritti e un programma di quattro giorni di discussione, arricchito da 32 corsi: Milano si prepara a diventare la capitale del cuore con il 53° convegno di Cardiologia che la fondazione De Gasperis organizza a supporto del Dipartimento Cardiotoracovascolare De Gasperis dell’Ospedale Niguarda di Milano.

Si parlerà tra l'altro di “medicina senza sangue” e schock cardiogeno all’hotel Marriott di Milano dal 23 al 26 settembre.

L’Ospedale Niguarda è all’avanguardia nella cardiochirurgia senza sangue, come spiega Claudio Francesco Russo, primario di Cardiochirurgia al Centro De Gasperis, sostenuto dall’omonima fondazione, che organizza il convegno. «Il percorso interessa l’intera comunità dei pazienti, non solo i testimoni di Geova» precisa lui stesso. «Siamo riusciti a mettere a punto un protocollo di preparazione del paziente all’intervento e di gestione intraperatoria che ci permette di operare davvero ”senza sangue”, rispettando la volontà del paziente ed evitando, al tempo stesso, i rischi connessi con la trasfusione. Oggi, possiamo eseguire ogni tipo di intervento cardiochirurgico senza trasfusioni: bypass, sostituzioni valvolari multiple, riparazioni valvolari, aneurismi aortici, trattamenti trans catetere (TAVI, endoprotesi vascolari, ecc).  L'esperienza così maturata ci permette sempre più di contenere l’entità delle perdite ematiche intraoperatorie, azzerando in molti casi la necessità di trasfusione».

Altro tema caldo è lo shock cardiogeno, che uccide se non si corre ai ripari con una diagnosi rapida e multiparametrica e un trattamento tempestivo e multidisciplinare focalizzato sull’obiettivo: il Dipartimento Cardiotoracovascolare De Gasperis dell’Ospedale Niguarda di Milano, centro di riferimento per questa condizione patologica, ha un protocollo che è incentrato su una tempistica di intervento rapida per migliorare la prognosi dei pazienti e questo sarà uno degli argomenti del 53° convegno nazionale di Cardiologia.

 Lo shock cardiogeno è una condizione clinica che genera una mortalità ancora elevata ( intorno al 40% nella fase di ricovero) nonostante i progressi terapeutici, farmacologici e non. In più del 70% dei casi lo shock cardiogeno è dovuto a sindromi coronariche acute ma  negli ultimi anni la casistica dello shock cardiogeno non conseguente a infarto miocardico acuto è in netto aumento.

«Durante il convegno parleremo di come curarlo, ma anche della prevenzione della morte improvvisa e della gestione della terapia anti-trombotica nel cardiopatico complesso. Inoltre tenteremo anche di definire meglio le malattie del muscolo cardiaco, le complicate interazioni cuore-cervello e le più recenti indicazioni a procedure interventistiche valvolari ed ablative» spiega Cristina Giannattasio, direttore del Cardiocenter e membro del comitato scientifico del convegno.