Nell'iperlipidemia rosuvastatina stabilizza le placche vulnerabili e riduce lo spessore carotideo

Pubblicato sull'International Journal of Cardiology, uno studio dimostra i meccanismi attraverso i quali rosuvastatina può contribuire alla salute dei pazienti con iperlipidemia attraverso una stabilizzazione delle placche vulnerabili carotidee e una riduzione dello spessore medio-intimale (IMT) delle carotidi.

Pubblicato sull’International Journal of Cardiology, uno studio dimostra i meccanismi attraverso i quali rosuvastatina può contribuire alla salute dei pazienti con iperlipidemia attraverso una stabilizzazione delle placche vulnerabili carotidee e una riduzione dello spessore medio-intimale (IMT) delle carotidi.

Le statine, quali inibitori competitivi dell’idrossi-metil-glutaril coenzima A (Hmg-CoA) reduttasi, favoriscono l'espressione dei recettori LDL sugli epatociti e sono ampiamente utilizzate per il trattamento dell’ipercolesterolemia. È stato anche riportato come questi farmaci possano modulare la produzione di proteine di fase acuta, l’adesione endoteliale leucocitaria, l’attivazione dei macrofagi e dell’ossido nitrico e la riduzione dei livelli delle metalloproteinasi (MPS) in pazienti con malattia carotidea occlusiva, oltre a svolgere ruoli immunomodulatori.

«Lo scopo di questo studio è stato quello di studiare gli effetti di rosuvastatina sulla placca vulnerabile carotidea e sull’IMT carotideo nei pazienti con iperlipidemia» affermano gli autori, rappresentati da un team di ricercatori coordinato da Heng-Cheng Yao, del Dipartimento di Cardiologia dell’Ospedale del Popolo di Liaocheng e della Scuola Clinica dell’Università Medica Taishan, a Liaocheng (Cina).

Un totale di 120 pazienti con iperlipidemia sono stati arruolati tra il gennaio del 2011 e il dicembre del 2013 e inclusi nello studio. La diagnosi di iperlipidemia è stata posta secondo le attuali linee guida. Tutti i pazienti sono stati divisi in modo randomizzato in due gruppi: il gruppo A (n = 60), trattato con rosuvastatina 10 mg/die, e il gruppo B (n = 60), trattato con simvastatina 20 mg/die (gruppo di controllo). Non vi erano differenze statisticamente significative tra i gruppi in termini di età, genere e ipertensione (p> 0,05).

Ai pazienti di entrambi i due gruppi sono state somministrate le statine per os per 24 settimane. Al reclutamento e alla fine delle 24 settimane, sono stati prelevati campioni di sangue al fine della rilevazione di colesterolo totale (TC), colesterolo delle lipoproteine a bassa densità (LDL-C), trigliceridi (TG), proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP) e microparticelle endoteliali plasmatiche (EMP).

Inoltre, l’IMT delle carotidi, l’area della placca aterosclerotica carotidea e i punteggi Crouse della placca sono stati misurati secondo le linee guida per la valutazione ecografica della malattia carotidea. Alla fine delle 24 settimane di trattamento, i livelli sierici di TC, LDLC, TG, hs-CRP, EMP e IMT, l’area della placca aterosclerotica carotidea e i punteggi Crouse sono diminuiti nel gruppo A e nel gruppo B rispetto alla baseline (p <0,05 o <0,01). Tutti i parametri del gruppo A sono diminuiti in modo significativo rispetto a quello del gruppo B. Nessun grave effetto negativo dovuto al farmaco è stata rilevato in entrambi i gruppi.

L’effetto sulla proteina C ad alta reattività e, quindi, sull’infiammazione
«In questo studio» riprendono gli autori «abbiamo trovato che i livelli sierici di TC, LDL-C e TG erano diminuiti in modo significativo dopo 24 settimane di trattamento sia nel gruppo A sia nel gruppo B». Rosuvastatina e simvastatina sembrano ridurre i livelli di hs-CRP, marker biochimico di infiammazione i cui livelli sono correlati con la gravità dell'aterosclerosi. Yao e collaboratori suggeriscono pertanto che rosuvastatina sia efficace nel trattamento sia dell’ipercolesterolemia sia dell’infiammazione.

L’IMT carotideo è una misura di aterosclerosi e un suo aumento è legato alla predizione del rischio futuro di ictus e infarto del miocardio. L’IMT carotideo può essere misurato in modo semplice e non invasivo tramite ecografia B-mode. «Di recente» affermano gli autori «alcuni studi hanno dimostrato che rosuvastatina può stabilizzare la placca aterosclerotica aortica e indurre la regressione della placca carotidea. Inoltre, la maggior parte degli studi precedenti hanno indicato che la placca sembrava incline a progredire piuttosto che regredire senza terapia ipolipemizzante. In accordo con queste evidenze pregresse, abbiamo rilevato che dopo 24 settimane di trattamento con rosuvastatina o simvastatina, l’IMT carotideo, l’area della placca aterosclerotica e i punteggi Crouse di placca erano diminuiti in modo significativo».

«Inoltre» aggiungono «l'effetto di rosuvastatina è risultato superiore a quello della simvastatina e nel gruppo A non sono stati rilevati gravi effetti avversi. Questi risultati suggeriscono che la terapia con rosuvastatina è efficace e sicuro per diminuire l’IMT carotideo in pazienti con aterosclerosi delle carotidi».

Un’ampia serie di possibili meccanismi sinergici
Yao e il suo team sottolineano poi che «il contenuto in TC delle membrane degli eritrociti (CEM) potrebbe svolgere un ruolo importante nella progressione e nell’instabilità della placca aterosclerotica. Rosuvastatina potrebbe diminuire i livelli di CEM in pazienti con malattia coronarica in maniera dose-dipendente e contribuire ad attenuare la progressione della malattia coronarica».

Altri meccanismi delle statine possono riguardare uno stretto controllo glicemico, oltre all'inibizione delle MPS-2 e MPS-9 della matrice e la riduzione della secrezione della MPS-7. La disfunzione endoteliale (ridotta dalle statine) è il fattore iniziale nella comparsa e nello sviluppo di aterosclerosi nei pazienti con diabete di tipo 2. A causa di una lesione, per ipossia o per stimolazione infiammatoria, le cellule endoteliali possono rilasciare EMP le quali possono attenuare la dilatazione vascolare mediata dall’acetilcolina, portando alla compromissione endoteliale e avviare il processo di aterosclerosi. Ridurre i livelli di EMP può essere quindi un altro meccanismo di rosuvastatina per alleviare l'aterosclerosi.

Liu T, Meng XY, Li T, et al. Rosuvastatin may stablize vulnerable carotid plaques and reduce carotid intima media thickness in patients with hyperlipidemia. Int J Cardiol, 2016;212:20-21.
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