La supplementazione con tiamina nel trattamento di pazienti affetti da scompenso cardiaco (HF) ha la potenzialità di migliorare la frazione d’eiezione del ventricolo sinistro (LVEF). La carenza di tiamina sembra essere non infrequente nei soggetti con HF e una sua integrazione ha dimostrato di migliorare la funzione cardiaca, la funzione urinaria, la perdita di peso e i segni e sintomi dell’HF. Le prove sono riportate in una revisione della letteratura pubblicata su Congestive Heart Failure.

«Anche se gli ACE-inibitori, i beta-bloccanti, gli antagonisti dell'aldosterone, i cardiodefibrillatori e i pacemaker resincronizzatori impiantabili e gli acidi grassi omega-3 hanno migliorato la morbilità e la mortalità in questa popolazione, i tassi di mortalità rimangono elevati» premettono gli autori della review, guidati da James J. DiNicolantonio, della Wegmans Pharmacy di Ithaca (NY, USA). Però «la supplementazione di tiamina può essere una terapia aggiuntiva per migliorare la prognosi e la qualità della vita dei pazienti con HF».

«Per diversi motivi» spiegano «i pazienti con HF possono avere carenze di micronutrienti, uno dei quali è la tiamina. Pertanto abbiamo eseguito una rassegna sistematica di articoli e studi relativi alla carenza di tiamina in pazienti con HF. La ricerca della letteratura ha prodotto 154 titoli». Di questi, 20 articoli sono stati ritenuti ammissibili per l'inclusione e opportunamente riassunti. I testi includevano 8 revisioni, un editoriale, un articolo-ipotesi, 2 case report e 8 articoli di ricerca. Ecco quanto è emerso.

Le fonti, le funzioni e l’assorbimento della vitamina B1
La tiamina è presente in piccole quantità in diversi gruppi di alimenti: grano, riso, lievito di birra, manzo, maiale, pollame, pesce, latte, verdure a foglia verde, noci e cereali. «La tiamina è una vitamina idrosolubile e quindi la quantità di riserva di tiamina nelle strutture lipidiche delle cellule del corpo è piuttosto basso, con una massima capacità di immagazzinamento pari a 30 mg. La tiamina depositata nel corpo viene esaurita entro 2 settimane di una dieta carente di tiamina con la comparsa di segni e sintomi clinici in quasi 3 mesi di dieta carente».

La tiamina – ricordano gli autori - esiste in 4 forme nel corpo umano: tiamina fosforilata, tiamina monofosfato, tiamina difosfato e tiamina trifosfato. La vitamina agisce come coenzima per le reazioni di ossidoriduzione nel corpo, in particolare il metabolismo del glucosio, lo shunt del pentoso e il ciclo dell’acido citrico. La tiamina difosfato, detta anche tiamina pirofosfato, è coinvolta nella decarbossilazione ossidativa nel mitocondrio e in più di 24 reazioni enzimatiche nell’organismo. Soprattutto agisce come coenzima nelle reazioni catalizzate dagli enzimi piruvato deidrogenasi, alfa-chetoglutarato deidrogenasi e transchetolasi.

In forma di tiamina libera e monofosfato di tiamina, infine, è attivamente trasportata nel sistema nervoso centrale e ai nervi, in cui è coinvolta nel mantenimento dei gradienti del sodio e del potassio necessari per condurre gli impulsi nervosi.

Le manifestazioni della carenza e lo sviluppo di scompenso cardiaco
La tiamina è assorbita nel digiuno e nell’ileo mediante assorbimento attivo e passivo. Ai bassi livelli di concentrazione di tiamina che si trovano normalmente nella dieta, la maggior parte della captazione avviene per trasporto attivo.
La carenza di tiamina può portare a due disturbi molto diversi: il beri beri secco e il beri beri umido. Il primo comporta complicazioni neurologiche, mentre il secondo determina complicanze cardiovascolari (CV). La probabile patogenesi alla base dello sviluppo del beri-beri umido da carenza di tiamina si basa sull'esaurimento di adenosina trifosfato (ATP) da parte dei miociti cardiaci e sulla loro maggiore produzione di adenosina che porta alla fuoruscita di quest’ultima nel plasma.

«L'impoverimento in ATP» proseguono DiNicolantonio e collaboratori «provoca un indebolimento della funzione del muscolo cardiaco, portando infine a scompenso cardiaco (HF)». I pazienti con beri beri umido hanno sintomi CV che si manifestano come insufficienza cardiaca a elevato o ridotto output (di solito il primo), vasodilatazione sistemica, acidosi lattica, edema e ritenzione di liquidi. Inoltre, questi pazienti possono avere segni e sintomi di un aumento dei livelli di catecolamine, bassa pressione diastolica e ampliata pressione del polso risultante da gravi disturbi cardiovascolari.

I fattori di rischio
«La carenza di tiamina in pazienti con HF è multifattoriale» specificano gli autori. «Possono essere presenti in questi pazienti a causa di ragioni estranee all’HF, come per esempio insufficiente apporto alimentare, età avanzata, traumi, interventi chirurgici, febbre, istituzionalizzazione, eccesso di alcol, così come in pazienti con sindromi da malassorbimento, infezioni gravi, disturbi alimentari, cancro, sindrome da immunodeficienza acquisita, errori congeniti del metabolismo, chirurgia gastrointestinale, diarrea persistente o vomito, o in coloro che assumevano farmaci come diuretici».

«Anche l'uso di fenitoina, penicilline, cefalosporine, aminoglicosidi, derivati delle tetracicline, fluorochinoloni, derivati sulfamidici e trimetoprim è anche associato con la carenza di tiamina» aggiungono.
In particolare, i fattori associati con mancanza di tiamina in pazienti con HF sono l'uso di diuretici, la malnutrizione, il mancato uso di integratori di tiamina, una funzione renale conservata, un grave HF, l’età avanzata e frequenti ospedalizzazioni.

Inoltre, alcuni fattori dietetici e la presenza di alcune condizioni di comorbilità predispongono i pazienti con HF a carenza di tiamina. «I pazienti con HF provano sazietà precoce e vanno incontro a cachessia, entrambe potenzialmente responsabili di basso intake dietetico di tiamina» spiegano gli estensori della review. «Molti alimenti che contengono sodio sono anche potenziali fonti di tiamina e finiscono per essere evitati dai pazienti con HF quando sono invitati a seguire una dieta a basso contenuto di sodio».

Le evidenze di letteratura
«Diversi studi hanno esaminato il ruolo della supplementazione di tiamina nei pazienti con HF» affermano DiNicolantonio e colleghi. «Studi clinici in pazienti con CHF hanno dimostrato che la supplementazione di tiamina aumenta la pressione venosa sistolica e diastolica centrale, con un declino della frequenza cardiaca e un aumento della frazione di eiezione. La tiamina agisce come vasodilatatore e riduce il postcarico sul cuore, migliorando così la funzione cardiaca».

«Generalmente si osserva un rapido miglioramento delle condizioni di un paziente dopo l'integrazione di tiamina» sottolineano gli autori. «La supplementazione di tiamina dovrebbe essere considerata anche come profilassi anche prima del verificarsi di sintomi se vi sono fattori di rischio aggiuntivi di carenza di tiamina in un paziente con HF. Si raccomanda che ai pazienti a rischio di sviluppare una carenza di tiamina quest’ultima deve essere somministrata alla dose di 100 mg 3 volte al giorno, da aumentare poi
a 200 mg 3 volte al giorno nei casi di comprovata carenza».

Ricapitolando, sostengono DiNicolantonio e colleghi sulla base delle evidenze di letteratura «per molte ragioni i pazienti con HF possono essere a rischio di sviluppare determinate carenze di micronutrienti, tra le quali la carenza di tiamina. Il nucleo della gestione dell’HF potrebbe avere bisogno di essere ampliato in modo da includere la normalizzazione di queste anomalie nutrizionali».

«I pazienti con HF, in particolare quelli in fase avanzata, possono trarre beneficio da una regolare supplementazione di tiamina. A causa del basso rischio di tossicità della supplementazione di tiamina e della sua carenza diffusa, questo tipo di approccio sembra essere ragionevole. I pazienti con HF refrattaria o quelli con ulteriori fattori di rischio dovrebbero essere sottoposti a screening per carenza di tiamina» concludono.

DiNicolantonio JJ, Niazi AK, Lavie CJ, et al. Thiamine supplementation for the treatment of heart failure: a review of the literature. Congest Heart Fail, 2013;19(4):214-22.
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