Over 80 post-IMA, una maggiore aderenza alle statine è associata a riduzione della mortalità

Nei pazienti più anziani, di età pari o superiore a 80 anni, un'elevata aderenza al trattamento con statine è risultata associata a un miglioramento della sopravvivenza. Lo dimostrano i risultati di uno studio pubblicato online sul "Journal of the American Geriatric Society".

Nei pazienti più anziani, di età pari o superiore a 80 anni, un’elevata aderenza al trattamento con statine è risultata associata a un miglioramento della sopravvivenza. Lo dimostrano i risultati di uno studio pubblicato online sul “Journal of the American Geriatric Society”.

L'alta aderenza delle statine è associata a una mortalità inferiore. Se l'aderenza elevata delle statine sia altrettanto importante nei pazienti di età pari o superiore a 80 anni non è stato ben studiato, scrivono gli autori, guidati da Ming-Sum Lee, del Dipartimento di Cardiologia del Kaiser Permanente Los Angeles Medical Center.

L'obiettivo di questo studio – spiegano - è stato quello non solo di descrivere il pattern di aderenza alle statine tra i pazienti più anziani (di 80 anni o più) ma anche di identificare i fattori associati all’alta aderenza e di determinare l'associazione tra aderenza alle statine e mortalità per tutte le cause.

Studio di coorte retrospettivo su quasi 6mila pazienti
Gli autori hanno condotto uno studio di coorte retrospettivo basato sulla popolazione. L’ambito considerato era un sistema sanitario integrato nel sud della California. I partecipanti erano i pazienti ricoverati in ospedale con una diagnosi principale di infarto miocardico acuto (IM) tra il 1° gennaio 2006 e il 31 dicembre 2016.

L’aderenza alle statine è stata misurata usando le registrazioni delle erogazioni delle farmacie nell’arco dei 365 giorni successivi alla dimissione, sulla base della proporzione di giorni coperti (PDC). I livelli di adesione sono stati classificati come alti (PDC 80% o superiore), parziale (PDC 40% o superiore e inferiore all’80%) e bassi (PDC inferiore al 40%).

Tra il 2006 e il 2016, 5.629 pazienti di 80 anni o più anziani, ricoverati in ospedale per IM acuto, hanno incontrato i criteri di inclusione. In questo gruppo, il 68,8% era altamente aderente alla terapia con statine, il 20,4% era parzialmente aderente e il 10,8% non era aderente.

Risultati rilevanti in termini di prevenzione secondaria
Il sesso maschile (odds ratio [OR] = 1,42; IC al 95%:1,25-1,62) e la razza caucasica (OR = 1,35; IC al 95%: 1,18-1,55) sono stati associati ad alta aderenza alle statine. Il follow-up è stato 4,3 +/- 2,6 anni.

Sia la bassa che la parziale aderenza sono state associati ad aumento della mortalità (bassa aderenza, hazard ratio [HR] aggiustata = 1,12; IC al 95%: 1,01-1,25; adesione parziale, HR aggiustata = 1,22; IC al 95%: 1,12-1,32).

Questa associazione, tra elevata aderenza alle statine dopo IM tra gli ultra80enni e l’aumentata sopravvivenza, secondo gli autori non può essere dovuta solo all’aderenza alle statine ma è correlata anche ad altri fattori. Quindi, «i risultati di questo studio possono costituire la base per discutere i potenziali benefici dell’aderenza alle statine».

In ogni caso, specificano Lee e colleghi, i risultati di questo studio sono rilevanti per la prevenzione secondaria dopo IM acuto e non si traducono necessariamente nell'uso di statine per la prevenzione primaria.

Inoltre, precisano, questo studio ha misurato l'aderenza delle statine durante il periodo di 1 anno dopo il ricovero e comprendeva solo i pazienti sopravvissuti per almeno 1 anno. I risultati di questo studio potrebbero non essere rilevanti per il gruppo di pazienti con prognosi infausta la cui aspettativa di vita è inferiore a 1 anno.

Arturo Zenorini

Phan DQ, Duan L, Lam B, et al. Statin Adherence and Mortality in Patients Aged 80 Years and Older After Acute Myocardial Infarction. J Am Geriatr Soc, 2019 Jun 17. doi: 10.1111/jgs.16037. [Epub ahead of print]
leggi