Pazienti con HFrEF, stato di salute migliorato da sacubitril/valsartan: lo ribadiscono dati real world

In una coorte prospettica "real world", i pazienti con scompenso cardiaco (HF) con frazione di eiezione ridotta (HFrEF) che ricevevano sacubitril/valsartan hanno evidenziato una migliore qualitÓ della vita e sintomi meno frequenti rispetto ai pazienti che non ricevevano il farmaco. ╚ quanto emerge dai risultati del registro CHAMP-HF (Change the management of patients with heart failure), presentati a Vienna nel corso dell'Heart Failure 2018 & World Congress on Acute Heart Failure.

In una coorte prospettica “real world”, i pazienti con scompenso cardiaco (HF) con frazione di eiezione ridotta (HFrEF) che ricevevano sacubitril/valsartan hanno evidenziato una migliore qualità della vita e sintomi meno frequenti rispetto ai pazienti che non ricevevano il farmaco. È quanto emerge dai risultati del registro CHAMP-HF (Change the management of patients with heart failure), presentati a Vienna nel corso dell’Heart Failure 2018 & World Congress on Acute Heart Failure.

I ricercatori hanno analizzato 365 pazienti che avevano iniziato il trattamento con sacubitril/valsartan abbinati a 730 pazienti che hanno ricevuto una differente terapia farmacologica per via orale per HF.

Tutti i pazienti (30% donne; 44% di età compresa tra 40-64 anni, 43% di età compresa tra 65-80 anni) hanno compilato il Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire (KCCQ) al basale e dopo 1, 3, 6, 12, 18 e 24 mesi. Il questionario misura quattro domini: limitazione fisica, frequenza e gravità dei sintomi, limitazione sociale e qualità della vita.

«Lo stato di salute definito dal KCCQ costituisce un outcome centrato sul paziente davvero molto importante, ma è raramente studiato al di fuori di studi clinici randomizzati» ha affermato Gregg C. Fonarow, direttore del centro cardiomiopatia dell’Ahmanson-UCLA, condirettore del programma di cardiologia preventiva dell'UCLA, della divisione di cardiologia all'UCLA e della cattedra Eliot Corday in Scienza e Medicina Cardiovascolare.

«Eravamo interessati all'associazione di uso di questo farmaco con lo stato di salute dei pazienti nella pratica clinica del mondo reale. Volevamo avere un'idea di come funzionava nella pratica clinica oltre le previste riduzioni in termini di mortalità e rischio di ospedalizzazione» ha spiegato.

Miglioramenti entro 3 mesi in termini di frequenza dei sintomi e qualità di vita
Secondo i ricercatori, a 32 giorni mediani di follow-up, rispetto ai pazienti assegnati a un altro farmaco, i pazienti trattati con sacubitril/valsartan hanno presentato un cambiamento maggiore rispetto al basale nel punteggio complessivo KCCQ (6,01 vs 3,55; P = 0,014), nel punteggio di frequenza dei sintomi (5,07 vs. 1,6; P =0,007) e nel punteggio di qualità della vita (7,53 vs. 4,09; P = 0,021).

È degno di nota il fatto che, in generale e in diversi domini specifici, ci siano stati miglioramenti clinicamente significativi dello stato di salute associati a sacubitril/valsartan, ha dichiarato Fonarow. Non ci sono state invece differenze significative nei cambiamenti nel punteggio di limitazione fisica o in quello di limitazione sociale.

Un cambiamento di almeno 20 punti nello score di frequenza dei sintomi si è verificato nel 20,3% del gruppo sacubitril/valsartan e nel 15,2% del gruppo di altri farmaci, mentre un cambiamento di almeno 20 punti nello score di qualità della vita si è verificato nel 27,4% del gruppo sacubitril/valsartan e nel 24% del gruppo di altri farmaci, secondo i ricercatori guidati da Fonarow.

«Questi risultati ci dicono che nella pratica clinica ci sono stati miglioramenti significativi, clinicamente rilevanti e precoci dello stato di salute» ha sottolineato Fonarow. Sebbene le linee guida raccomandino già sacubitril/valsartan per la riduzione della mortalità e del rischio di ospedalizzazione dell'HF, «i pazienti vogliono sapere se il fatto di iniziare questa terapia sarà associato al fatto di sentirsi meglio» ha puntualizzato.

«Questo studio suggerisce che, entro 3 mesi, una percentuale significativa di pazienti sperimenta significativi miglioramenti dello stato di salute rispetto alle terapie convenzionali. Questo è un motivo in più per seguire le fortissime raccomandazioni delle linee guida».

A.Z.

Khariton Y, et al. Late-breaking trial IV: Registries. Presented at: Heart Failure 2018 & World Congress on Acute Heart Failure; May 26-29, 2018; Vienna.