Pazienti COVID-19 in terapia intensiva, rilevate frequenti aritmie atriali con possibili complicazioni

Cardio

Secondo un gruppo di ricerca in Alabama, è frequente nei pazienti con COVID-19 ricoverati per malattia grave sviluppare un'aritmia atriale. È quanto riferiscono in uno studio pubblicato online su "JACC: Clinical Electrophysiology".

Secondo un gruppo di ricerca in Alabama, è frequente nei pazienti con COVID-19 ricoverati per malattia grave sviluppare un'aritmia atriale. È quanto riferiscono in uno studio pubblicato online su “JACC: Clinical Electrophysiology”.

Dei 115 pazienti ricoverati all'Università dell'Alabama presso l'ospedale di Birmingham (UAB) dal 29 febbraio al 10 aprile di quest'anno con infezione confermata da SARS-CoV-2, il 16,5% ha sviluppato una tachiaritmia atriale che non era presente all'ammissione, riferiscono Chad Colon, e colleghi.

In particolare, come fanno notare nel loro studio, hanno rilevato fibrillazione atriale (AF) in 12 persone, flutter atriale in sei e tachicardia atriale in una; tutti questi pazienti si trovavano nell'unità di terapia intensiva (ICU).

Si è reso necessario l’uso di farmaci vasopressori per sostenere la pressione arteriosa a un certo punto per 15 dei 19 pazienti con COVID-19 con aritmia atriale. Dieci su 19 hanno sperimentato compromissione emodinamica entro 1 ora dall'insorgenza dell’aritmia, nove pazienti hanno avuto necessità di una dose iniziale o aumentata di vasopressori e uno ha avuto bisogno di una cardioversione elettrica diretta immediata.

«Le aritmie atriali sono comuni tra i pazienti con COVID-19 che richiedono l'ammissione a ICU e sono spesso seguite da deterioramento emodinamico. Queste aritmie complicano il decorso dei pazienti più  gravemente malati con questa infezione» scrivono Colon e colleghi.

Alterazioni più comuni nei meno giovani con valori alti di proteina C-reattiva e d-dimero
Il gruppo di Colon aveva analizzato le registrazioni dei pazienti affetti da COVID-19 ricoverati al centro durante il periodo di studio. I ricercatori hanno contato 69 persone che erano state ammesse all’ICU e altre 46 persone che erano andate in un reparto di medicina generale.

Nel complesso, l'età media dei pazienti era di 56 anni, più della metà della coorte era costituita da uomini e i soggetti caucasici rappresentavano meno della metà del gruppo.
Il carico di comorbilità dei pazienti comprendeva l'ipertensione (70%), il consumo attuale o precedente di tabacco (42%), il diabete (39%), la malattia coronarica (16%), la malattia renale cronica (14%) e la malattia polmonare ostruttiva cronica (13%).

Rispetto a coloro che non hanno sviluppato tachiaritmie atriali, vi erano coloro che tendevano a essere più anziani con concentrazioni più elevate di proteina C-reattiva e d-dimero. Le tachiaritmie atriali inoltre erano associate al bisogno di ventilazione assistita.

Insorgenza non correlata ai farmaci somministrati
I pazienti con e senza aritmie atriale avevano altrettante probabilità di aver usato ACE-inibitori e sartani, così come remdesivir, idrossiclorochina e azitromicina.

Le aritmie atriali sono state trattate con amiodarone per via endovenosa in nove pazienti (con sette conversioni in ritmo sinusale). Un paziente che ha ricevuto la cardioversione elettrica diretta è tornato ad AF in pochi minuti. A causa di controindicazioni tra cui sanguinamento, un anticoagulante è stato somministrato solo a  dei 19 pazienti, riferisce il team di Colon. Alla fine, cinque dei 19 pazienti con aritmie atriale sono deceduti. Dieci sono stati dimessi in ritmo sinusale e quattro in AF.

Questo articolo sostiene l'idea che i pazienti malati sviluppano AF, che può essere emodinamicamente e clinicamente destabilizzante, e che è o un marcatore per un esito scarso o contribuisce ad outcome poveri» commenta Dan Roden, del Vanderbilt University Medical Center di Nashville, non coinvolto nello studio. Sarebbe stato utile vedere come erano i dati nei pazienti non COVID, vale a dire quelli con altre infezioni virali gravi o altre polmonite, ha rilevato.

Riferimento bibliografico:
Chad M. Colon, James G. Barrios, Joe W. Chiles, et al. Atrial Arrhythmias in COVID-19 Patients. JACC Clin Electrophysiol. 2020 May 20. [Epub ahead of print] DOI:10.1016/j.jacep.2020.05.015
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