Cardio

Pericardite, colchicina riduce le recidive

L’antinfiammatorio colchicina è efficace nel trattamento della pericardite acuta e nella prevenzione delle recidive della malattia. E’ quanto emerso da uno studio presentato in occasione del Congresso ESC di Amsterdam e condotto dal Dr. Massimo Imazio dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino. Il trial è stato pubblicato sul NEJM.

Per secoli, la colchicina è stata usata per trattare e prevenire attacchi gottosi e più recentemente il farmaco è stato consigliato per trattare e prevenire la sierosite in pazienti con febbre mediterranea familiare e ricorrente pericardite. I dati preliminari di studi non randomizzati hanno anche sostenuto l'uso di colchicina per il trattamento e la prevenzione di pericardite acuta.

In uno studio randomizzato monocentrico, in aperto, chiamato la Colchicina per la pericardite acuta (studio COPE),  l'aggiunta di colchicina alla terapia convenzionale con aspirina o glucocorticoidi aveva dimezzato il tasso di recidiva dopo un attacco iniziale di pericardite acuta.

Lo studio appena pubblicato sul NEJM, chiamato Indagine su colchicina per pericardite acuta (ICAP), è un trial multicentrico disegnato per valutare l'efficacia e la sicurezza di colchicina per trattare un primo attacco di pericardite acuta e per prevenire ricorrenze.

Lo studio ha arruolato 240 pazienti adulti con pericardite acuta, randomizzati a ricevere  0,5 mg di colchicina due volte al giorno per un periodo di tre mesi se di peso superiore ai 70 kg o 0,5 mg del farmaco una volta al giorno se di peso inferiore a 70 kg o placebo, in aggiunta alla terapia antinfiammatoria standard costituita da aspirina o ibuprofene. L’outcome principale dello studio era la pericardite incessante o ricorrente.

Dei partecipanti, 120 sono stati randomizzati a ricevere il farmaco. L’outcome principale è stato osservato in 16,7% dei pazienti trattati con colchicina e nel 37,5% dei controlli (rischio relativo di riduzione nel gruppo assegnato alla colchicina =0,56 IC 95% 0,30-0,72, NNT=4, P<0,001).

Il farmaco ha ridotto il tasso di persistenza dei sintomi a 72 ore (19,2% vs 40%, P=0,001), il numero di recidive per paziente (0,21 vs 0,52, P=0,001) e il tasso di ospedalizzazione (5,0% vs 14%, P=0,02). La colchicina ha anche migliorato il tasso di remissione a una settimana (85,0% vs 58,3%, P<0,001).

Gli eventi avversi erano simili a quelli del placebo con un lieve aumento della diarrea (10%) e non sono stati osservati eventi avversi gravi.

La colchicina è un alcaloide della famiglia dei tropoloni, originariamente estratta dalle piante del genere Colchicum . Si presenta sotto forma d'una polvere giallastra ed inodore, cristallina o amorfa ed è assai solubile in cloroformio, etanolo ed acqua. Attualmente la colchicina viene utilizzata come farmaco per il trattamento della gotta, ma sembra essere utile in svariate sindromi con fenomeni flogistici.
Relativamente recente (2007) è il suo impiego da parte dei cardiologi nel trattamento delle pericarditi e nella prevenzione delle recidive di tale processo infiammatorio del pericardio.

Non è noto il meccanismo specifico con cui la colchicina previene la pericardite; esso è probabilmente da collegare alle concentrazioni che il farmaco raggiunge nei leucociti e specie nei granulociti, che sono circa 16 volte superiori alle concentrazioni plasmatiche.

La recidiva di pericardite è probabilmente la più comune e preoccupante complicanza della pericardite acuta. Si verifica dal 10 al 30% dei casi in pazienti che abbiano avuto un primo episodio di pericardite acuta. Dopo una prima recidiva il tasso di ricorrenza può raggiunge il 50%.

In conclusione, gli Autori hanno condotto uno studio randomizzato di colchicina rispetto al placebo, in aggiunta alla terapia antiinfiammatoria convenzionale, nei pazienti con un primo episodio di pericardite acuta. La colchicina ha ridotto il tasso di pericardite incessante o ricorrentiein questi pazienti, rispetto al placebo.

Da ricordare, anche, che l'uso della colchicina in questo setting è "off label"non essendo il farmaco approvato per questo utilizzo nè in Usa nè in Europa. Ulteriori studi si rendono necessari per individuare la durata ottimale della terapia, che nel trial è stato fissato in tre mesi anche se è plausibile che una durata superiore potrebbe migliorare ulteriormente l’efficacia della terapia.

Imazio et al, "A Randomized trial of colchicine for acute pericarditis" NEJM 2013; DOI: 10.1056/NEJMoa1208536
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