Più decessi per malattie cardiovascolari nei paesi a medio e basso reddito con fattori di rischio poco considerati. #ESC19

Le malattie cardiovascolari (CV) rimangono la principale causa di morte in tutto il mondo, ma il cancro ha ormai superato le malattie cardiache come maggiore "big killer" in Canada, Svezia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, i quattro paesi ad alto reddito inclusi come parte dello studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), i cui ultimi risultati sono stati presentati a Parigi, durante il Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) 2019 e pubblicati contemporaneamente online su "Lancet".

Le malattie cardiovascolari (CV) rimangono la principale causa di morte in tutto il mondo, ma il cancro ha ormai superato le malattie cardiache come maggiore “big killer” in Canada, Svezia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, i quattro paesi ad alto reddito inclusi come parte dello studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), i cui ultimi risultati sono stati presentati a Parigi, durante il Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) 2019 e pubblicati contemporaneamente online su “Lancet”.

Darryl Leong, del Population Health Research Institute di Hamilton (Canada), ha affermato che mentre la mortalità per malattie CV potrebbe essere diminuita in paesi più ricchi, almeno tra quelli che il suo gruppo ha studiato, è ancora la principale causa di morte in paesi a medio (Argentina, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Iran, Malesia, Palestina, Filippine, Polonia, Turchia e Sudafrica ) e basso reddito (Bangladesh, India, Pakistan, Tanzania e Zimbabwe).

Il rapporto tra morti per cause cardiovascolari e per cancro
«Una persona ha circa il doppio delle probabilità di morire di cancro nei paesi ad alto reddito nello studio PURE rispetto alla morte per cause CV» ha sottolineato Leong, nel presentare i risultati dell'analisi esaminando le variazioni globali di malattia, ricoveri ospedalieri e morte.

Al contrario, c'è stato un leggero eccesso di mortalità per malattie CV rispetto ai decessi per cancro nei paesi a medio reddito, ma gli individui nei paesi a basso reddito avevano tre volte più probabilità di morire di malattie CV rispetto al cancro.

Salim Yusuf, della McMaster University e del Population Health Research Institute, il principale ricercatore di PURE, ha affermato che è in corso una transizione all'interno delle malattie non trasmissibili, dato che le malattie CV non sono più la più grande minaccia nei paesi ricchi.

«Forse questo potrebbe essere dovuto a una migliore prevenzione, ma forse è ancora più importante il miglioramento dei trattamenti» ha detto Yusuf. La riduzione complessiva della mortalità CV relativa al cancro nei paesi ad alto reddito «è una storia di successo» ha aggiunto, osservando che lo stesso modello è stato visto anche in alcuni stati degli Stati Uniti, sebbene questo paese non fosse incluso nel PURE.

Il valore contraddittorio del punteggio di rischio INTERHEART
La nuova analisi (1) si è concentrata su 162.534 persone di età compresa tra 35 e 70 anni arruolate tra il 2005 e il 2016 e seguite per una mediana di 9,5 anni. Durante il follow-up, 11.307 partecipanti sono morti, 9.329 hanno sviluppato malattie CV e 4.386 hanno sviluppato il cancro.

Le malattie CV si sono verificate più frequentemente nei paesi a basso reddito (7,1 casi per 1.000 persone/anno) e nei paesi a medio reddito (6,8 casi per 1.000 persone/anno) rispetto ai paesi ad alto reddito (4,3 casi per 1.000 pazienti/anno).  

A livello globale, il 40% e il 26% di tutti i decessi erano attribuibili rispettivamente a malattie CV e cancro. Malattie respiratorie, lesioni e infezioni erano le altre principali cause di morte. Nei paesi ad alto reddito, tuttavia, il 23% dei decessi era il risultato di malattie CV rispetto al 55% dei decessi per cancro. Nei paesi a medio e basso reddito, le malattie CV erano la principale causa di mortalità, responsabile rispettivamente del 42% e del 43% di tutti i decessi.

Yusuf ha sottolineato che la differenza di mortalità per malattie CV nei paesi ad alto reddito non era dovuta a un migliore controllo dei fattori di rischio. In effetti, il punteggio di rischio INTERHEART, una misura della propensione alle malattie CV che incorpora comportamenti sanitari e fattori di rischio, era più elevato tra quelli dei paesi ad alto reddito.

«Le differenze nei tassi CV non sono principalmente dovute a fattori di rischio» ha affermato Yusuf. «L'Organizzazione mondiale della sanità si concentra su fattori di rischio e non si concentra in grande misura sul miglioramento di questioni sanitarie».

Mentre ci sono fattori di rischio convenzionali responsabili della mortalità per malattie CV, ha aggiunto Yusuf, che per anni ha criticato le raccomandazione dietetiche e sull’assunzione di sale, affermando che è necessario un nuovo modo di pensare al cibo e alle scelte nutrizionali salutari.

Il peso del basso livello di istruzione e dell’inquinamento domestico
In un secondo studio, anch’esso presentato all’ESC19 e pubblicato su “Lancet”, i ricercatori PURE hanno condotto un'analisi dettagliata dei fattori di rischio modificabili, delle malattie CV e della mortalità; questi dati sono stati presentati da Yusuf.

A livello globale, oltre il 70% dei casi di malattie CV era attribuibile a un piccolo numero di caratteristiche modificabili, in particolare i fattori di rischio metabolico. «L'ipertensione si è dimostrata di gran lunga il più grande fattore di rischio di malattie CV a livello globale» ha affermato Yusuf. Dopo l'ipertensione, ha aggiunto, ci sono una serie di fattori di rischio responsabili delle malattie CV, come valutato dalla frazione attribuibile alla popolazione (PAF).

Questi includono alti livelli di colesterolo non HDL, inquinamento domestico, uso del tabacco, cattiva alimentazione, scarsa istruzione, obesità addominale, diabete mellito e bassa resistenza di presa della mano (hand grip). «L'inquinamento domestico è stata una grande sorpresa per noi» ha detto Yusuf. «Si tratta di un grosso problema nei paesi a basso e medio reddito, ma non così nei paesi ad alto reddito».

Nei paesi ad alto reddito, i primi cinque fattori di rischio per le malattie CV erano l’elevato colesterolo non HDL, il consumo di tabacco, l'ipertensione, il diabete e l'obesità addominale, che sono in gran parte fattori di rischio metabolico.

Nei paesi a medio reddito, i cinque principali driver di malattie cardiache sono risultati l'ipertensione, la scarsa istruzione, l'uso di tabacco, l'inquinamento dell'aria domestica e l'obesità addominale. Nei paesi a basso reddito l’ipertensione, il colesterolo non HDL, l’inquinamento domestico, il diabete e una dieta povera erano in gran parte responsabili delle malattie CV.

Yusuf ha affermato che mentre i fattori di rischio metabolico svolgono un ruolo importante nelle malattie CV, l'inquinamento dell'aria domestica e la scarsa istruzione sono stati trascurati. Per quanto riguarda la mortalità, i fattori di rischio comportamentali e metabolici, insieme al basso grado di istruzione e alla bassa forza di presa della mano, contribuiscono tutti alla mortalità all'incirca allo stesso livello.

In particolare, bassa istruzione, consumo di tabacco, scarsa forza di presa, cattiva alimentazione e ipertensione erano i cinque fattori di rischio più associati alla mortalità, con i PAF che variavano dal 12,5% per la bassa istruzione bassa all'8,8% per l'ipertensione.

Riferimenti bibliografici:

1) Yusuf S, Joseph P, Rangarajan S, et al. Modifiable risk factors, cardiovascular disease, and mortality in 155 722 individuals from 21 high-income, middle-income, and low-income countries (PURE): a prospective cohort study. Lancet, 19 Sep 3. doi:10.1016/S0140-6736(19)32008-2. [Epub ahead of print]
leggi

2) Dagenais GR, Leong DP, Rangarajan S, et al. Variations in common diseases, hospital admissions, and deaths in middle-aged adults in 21 countries from five continents (PURE): a prospective cohort study. Lancet, 2019 Sep 3. doi:10.1016/S0140-6736(19)32007-0. [Epub ahead of print]
leggi