Polipillola con tre farmaci a basse dosi in prima linea riduce la pressione meglio delle cure standard

Una 'polipillola' che combina tre farmaci a basse dosi per l'ipertensione può ottenere una migliore riduzione della pressione arteriosa rispetto alle cure standard. È quanto emerge dallo studio TRIUMPH, i cui risultati sono stati esposti durante l'edizione 2018 delle Sessioni Scientifiche dell'American College of Cardiology (ACC.18), a Orlando (USA).

Una ‘polipillola' che combina tre farmaci a basse dosi per l'ipertensione può ottenere una migliore riduzione della pressione arteriosa rispetto alle cure standard. È quanto emerge dallo studio TRIUMPH, i cui risultati sono stati esposti durante l'edizione 2018 delle Sessioni Scientifiche dell'American College of Cardiology (ACC.18), a Orlando (USA).

Secondo Ruth Webster, del George Institute for Global Health di Sydney (Australia), che ha presentato i risultati del TRIUMPH all’ACC.18, la polipillola riduce la pressione arteriosa in modo rapido ed efficace, senza causare eventi avversi. Sebbene il trial fosse condotto nello Sri Lanka, ha detto «lo studio supporta fortemente una strategia di uso precoce della triplice terapia a basso dosaggio, in tutte le condizioni».

«La necessità più urgente, ora» ha proseguito è «l’effettiva implementazione ed espansione di questa strategia, non solo nei Paesi a basso e medio reddito con il più grande carico di malattia, ma anche in nazioni come gli Stati Uniti, cioè in Paesi ad alto reddito dove si hanno ancora sacche di povertà nelle quali gli obiettivi non vengono raggiunti». 

Strategia più efficace e sicura rispetto alle attuali raccomandazioni
Le attuali linee guida raccomandano una duplice terapia nei pazienti con pressione arteriosa superiore di 20/10 mmHg rispetto al target e una triplice terapia per i soggetti che restano con una pressione arteriosa non controllata alla massima dose tollerata della duplice terapia, ha ricordato Webster. Sta di fatto che nessuno studio aveva ancora valutato finora una ‘tripla’ pillola a basso dosaggio come punto di partenza per la terapia antipertensiva.

Combinando più farmaci in una sola pillola ci si potrebbe anche attendere di aiutare l’adesione al trattamento del paziente e l’inerzia terapeutica del medico quando si tratta di aggiungere nuovi farmaci, ha aggiunto Webster.

Per testare questo approccio, nello studio TRIUMPH sono stati randomizzati 700 pazienti alla terapia tradizionale o a una polipillola che ha combinato un antagonista dei recettori II dell’angiotensina, un calcio-antagonista e un diuretico tiazidico: più precisamente, nell’ordine, telmisartan 20 mg, amlodipina 2,5 mg e clortalidone 12,5 mg.

All’inizio, la pressione arteriosa media fra i partecipanti al trial (costituiti al 58% da donne) era di 159/90 mmHg. Dopo 6 mesi di trattamento, il 69,5% dei pazienti randomizzati a polipillola ha raggiunto gli obiettivi di pressione arteriosa (pari o inferiori a 140/90 mmHg oppure pari o inferiori 130/80 mmHg nelle persone con diabete o malattia renale cronica).

Nel gruppo controllo, il raggiungimento degli obiettivi è occorso in appena il 55,3% dei pazienti (P = 0,0007). La variazione media della pressione arteriosa sistolica rispetto alle condizioni basali era di -29,1 mmHg nel gruppo polipillola rispetto a -20,3 mm Hg nel gruppo controllo (P < 0,001).

La variazione media della pressione diastolica per ciascun gruppo era di -13,9 e -9,3, rispettivamente (P < 0,001). Gli eventi avversi si sono presentati in misura analoga in entrambi i gruppi e il tasso di eventi avversi gravi e di ritiro dal trial a causa di eventi avversi è stato basso in entrambi i gruppi, andando tra il 6 e il 7%.

«L'uso precoce di una pillola antipertensiva basata su una combinazione ‘tre-in-uno’ a basso dosaggio è sicuro e fornisce un controllo più rapido e migliore della pressione arteriosa rispetto alle cure tradizionali» ha concluso Webster.

È la classe che conta, non l’agente (purché di lunga durata)
Le più recenti linee guida sul trattamento dell’ipertensione consentono di iniziare con due farmaci, ha commentato Webster durante la discussione, “ma questa è la prima volta che stiamo vedendo che si può iniziare il trattamento non solo con due farmaci ma anche con tre e non c’è nemmeno bisogno di aumentare di molto le dosi».

«Ciò è perfettamente in linea con le evidenze della fisiopatologia secondo cui le formulazioni antipertensive in combinazione a basso dosaggio migliorano i risultati e limitano gli effetti collaterali» ha osservato. Inoltre, Webster ha aggiunto che per questo tipo di approccio potrebbero essere utilizzati un certo numero di agenti diversi. Nel TRIUMPH, nel caso specifico, si è fatto uso di tre farmaci di classi diverse ma tutti a lunga durata d'azione.

«Se si impiegano sempre farmaci a lunga durata appartenenti a queste tre classi, e che siano stati convalidati in altri studi, non penso che l’agente specifico sia importante» ha affermato Watson.

A.Z.

Webster R. A pragmatic trial of a low-dose triple-combination blood pressure lowering pill for initial treatment of hypertension. Presented at: ACC 2018. March 12, 2018. Orlando, FL.