Un apporto elevato di calcio tramite gli integratori sembra aumentare il rischio di decesso dovuto a malattie cardiovascolari negli uomini, ma non nelle donne. A suggerirlo è un nuovo studio epidemiologico americano, appena pubblicato su Jama: Internal Medicine e destinato a confondere le acque su un tema già piuttosto controverso.


Gli autori dello studio, guidati da Qian Xiao del National Cancer Institute di Bethesda, hanno trovato negli uomini che avevano assunto 1000 mg/die o più di integratori a base di calcio un significativo aumento del 20% del rischio di mortalità dovuta a cause cardiovascolari rispetto a coloro che non avevano preso gli integratori, un eccesso di rischio che è stato dettato in particolare da un aumento significativo del 19% del rischio di decesso dovuto a una malattia cardiaca. Nelle donne, tuttavia, non si è evidenziata alcuna associazione tra introito di calcio e rischio di mortalità.


"Abbiamo trovato una significativa interazione con il genere" scrivono Xiao e il suo gruppo nell’articolo. "L’aumento della mortalità cardiovascolare con l'aumentare dell’assunzione di integratori a base di calcio è stato osservato solo negli uomini, ma non si può escludere la possibilità che tale assunzione possa essere associata con la mortalità cardiovascolare anche nelle donne"; pertanto, aggiungono, sono necessari ulteriori studi per determinare se tale differenza di rischio sia reale.


Susanna Larsson, del Karolinska Institute di Stoccolma, che firma l’editoriale di commento, definisce "sconcertante" l’assenza di associazione nelle donne, soprattutto alla luce dei risultati di una nuova analisi dello studio WHI condotta da Mark Bolland (dell’Università di Auckland) e colleghi, e pubblicata nel 2011 sul British Medical Journal.

Nell'analisi originale del WHI sui rischi connessi con l'assunzione di calcio, i ricercatori non avevano trovato effetti avversi di tipo cardiovascolare nelle donne che prendevano calcio e vitamina D rispetto a quelle che non assumevano gli integratori. Tuttavia, Bolland e gli altri autori hanno riesaminato i dati, perché il 54% delle partecipanti prendeva già calcio e vitamina D per scelta personale all'inizio dello studio e non era stato detto loro di smettere se erano state assegnate al gruppo placebo. Quando i dati sono stati analizzati nuovamente tenendo conto di questo, i ricercatori hanno osservato una associazione significativa tra assunzione di calcio, così come di vitamina D, e rischio di infarto miocardico.


Lo studio uscito ora su Jama è un'analisi prospettica sulla coorte del National Institutes of Health–AARP Diet and Health Study (finanziato da diverse istituzioni pubbliche statunitensi, tra cui, appunto, i Nih) che ha riguardato 388.229 uomini e donne tra i 50 e i 71 anni provenienti da sei Stati diversi. Al basale, i partecipanti hanno risposto a un questionario autosomministrato in cui hanno riportato la frequenza di assunzione del cibo e la quantità delle porzioni nel corso dell’anno precedente e hanno anche risposto alle domande circa la frequenza di assunzione di integratori multivitaminici e integratori a base di solo calcio (compresi gli antiacidi contenenti calcio).


Nel corso di un follow-up medio di 12 anni, ci sono stati 7904 e 3874 decessi dovuti a cause cardiovascolari negli uomini e nelle donne, rispettivamente. Inizialmente, l’assunzione di calcio tramite gli alimenti è risultata  associata con la mortalità complessiva dovuta a cause cardiovascolari e malattie cardiache negli uomini e nelle donne, ma l'associazione non è più risultata significativa dopo aver aggiustato i dati in base alla presenza di fattori di rischio cardiovascolare.


L’assunzione di integratori a base di calcio (1000 mg/die), d'altro canto, è risultata associata a un aumento del rischio di morte per cause cardiovascolari e per una malattia cardiaca rispettivamente del 20% e 19% negli uomini, ma non nelle donne, rispetto alla non assunzione. Limitando l'analisi a coloro che prendevano solo gli integratori a base di calcio e non quelli multivitaminici, il rischio di mortalità per cause cardiovascolari e malattie cardiache è risultato più alto rispettivamente del 24% e 37% negli uomini che assumevano 1000 mg/die di calcio rispetto a quelli che non prendevano integratori. Anche in questo caso, non si è vista nessuna associazione nelle donne che prendevano integratori di solo calcio.


Attualmente, è in corso un ampio dibattito sui benefici e i rischi degli integratori a base di calcio negli uomini e nelle donne. Nel 2010, sempre il gruppo di Bolland ha firmato una metanalisi, anche questa pubblicata sul Bmj, da cui era emersa un’associazione tra aumento del rischio di infarto miocardico e consumo di integratori di calcio, senza la somministrazione contemporanea di vitamina D. Questo aumento del rischio è stata successivamente confermato anche da un’analisi sui pazienti che hanno partecipato allo studio EPIC.


Nel suo editoriale, la Larsson conclude che le prove a disposizione suggeriscono la presenza di un effetto negativo dell’'uso eccessivo di integratori di calcio a livello cardiovascolare. Tuttavia, dice anche l’editorialista, il consumo di calcio, che viene promosso per i suoi benefici per la salute delle ossa, fa bene alla salute. La migliore fonte di calcio, scrive l’esperta, rimane la dieta e il consumo di alimenti ricchi di calcio come latticini a basso contenuto di grassi, fagioli e verdure a foglia verde.


Q. Xiao, et al. Dietary and supplemental calcium intake and cardiovascular disease mortality. JAMA Intern Med 2013; DOI:10.1001/jamainternmed.2013.3283
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