Preeclampsia, l'antitrombina non dà i risultati sperati

Nelle donne in gravidanza, con una diagnosi di preeclampsia, la somministrazione di antitrombina ricombinante non è stata associata ad un prolungamento della gravidanza né ad un miglioramento degli outcome materni e neonatali. È quanto giunge dal 37° meeting annuale della Society for Maternal Fetal Medicine che si è appena concluso.

Nelle donne in gravidanza, con una diagnosi di preeclampsia, la somministrazione di antitrombina ricombinante non è stata associata ad un prolungamento della gravidanza né ad un miglioramento degli outcome materni e neonatali. È quanto giunge dal 37° meeting annuale della Society for Maternal Fetal Medicine che si è appena concluso.

“Le proprietà anticoagulanti e antinfiammatorie dell’antitrombina, insieme alle precedenti evidenze, supportano l’utilizzo di questa piccola glicoproteina come potenziale terapia per la preclampsia” sostiene il dottor Baha Sibai, del’University of Texas Health Science Center e della McGovern Medical School, Houston, Texas, a capo dello studio.

In uno studio multicentrico i ricercatori hanno valutato l’antitrombina ricombinante per determinare se questa potesse estendere la durata della gravidanza nelle donne in attesa, gestite per un esordio precoce di preeclampsia, e ridurre anche la morbilità neonatale.

Nel corso della presentazione, il dottor Sibai ha citato due studi precedenti, uno in cui c’è stato un prolungamento dell’età gestionale grazie all’utilizzo dell’antitrombina, e l’altro in cui si osserva che aumentare l’età gestazionale, anche di una sola settimana, diminuisce le morbilità neonatali.

"La preeclampsia è una malattia così importante che causa morbilità neonatale e materna” ha commentato la dottoressa Joanne Stone Mount Sinai Hospital, non coinvolta nella ricerca “provare qualcosa di ragionevole per ridurre l'incidenza di un parto prematuro dovuto alla preeclampsia sarebbe incredibilmente utile".

Lo studio, PRESERVE-1, eseguito in doppio-cieco, placebo controllato, è stato condotto in 23 ospedali terziari. Le donne ammesse a partecipare allo studio avevano una gravidanza singola e insorgenza precoce di preeclampsia o comparsa dalla 23a alla 30a settimana di gestazione, oltre ad essere ritenute stabili per la gestione in gravidanza. Antipertensivi, solfato di magnesio e steroidi sono stati utilizzati come indicato.

Un totale di 120 pazienti sono state randomizzate a ricevere o una dose di carico di 250 mg di antitrombina ricombinante seguito da un'infusione continua di soluzione salina 2.000 mg/24 ore (n=62) o la sola soluzione salina, identica al gruppo con antitrombina, (n=58); il trattamento è durato fino al parto o alla 34a settimana di gestazione, se non si è conclusa prima.

La dottoressa Stone si è complimentata con i ricercatori per la metodologia dello studio e per i criteri di inclusione, cosa difficile da condurre a causa della tipologia di pazienti in questione.

Gli outcome specifici di interesse sono stati testati sia nella mamma sia nel neonato. L’endpoint primario era l’aumento mediano dell’età gestazionale dalla randomizzazione fino al parto, mentre l’endpoint secondario era relativo alla salute del neonato.

I risultati ottenuti mostrano una mancanza di differenze tra i gruppi sia in merito all’outcome primario sia all’outcome secondario. Non sono stati inoltre segnalati eventi avversi legati alla somministrazione di antitrombina ricombinante né complicanze materne come edema polmonare, eclampsia o sindrome di Hellp. Per i neonati non ci sono stati casi di morte neonatale o retinopatia per prematurità in nessun gruppo né si sono osservate differenze in merito alla curva di sopravvivenza valutata con il metodo di Kaplan-Meie.

“La somministrazione di antitrombina ricombinante nelle gestanti con preeclampsia non è riuscita ad aumentare l’età gestazionale al momento del parto” hanno concluso i ricercatori.
Lo studio, che appare in un primo momento negativo, fa parte comunque di un importante processo nel valutare una nuova potenziale terapia che purtroppo non ha funzionato.

Sibai B, et al. Randomized double-blind placebo controlled evaluation of the safety and efficacy of recombinant antithrombin versus placebo in preterm preeclampsia" SMFM 2017; Abstract LB-02.
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