Cardiologia

Prevenzione primaria cardiovascolare, nessun beneficio dalle statine per gli anziani

Non è stato riscontrato alcun beneficio quando la pravastatina è stata somministrata per la prevenzione primaria cardiovascolare negli anziani con iperlipidemia moderata e ipertensione. Sono le conclusioni di un'analisi secondaria post-hoc pubblicata recentemente su JAMA Internal Medicine in cui gli autori hanno anche osservato una tendenza all'aumento della mortalità per tutte le cause nei soggetti più anziani.

Non è stato riscontrato alcun beneficio quando la pravastatina è stata somministrata per la prevenzione primaria cardiovascolare negli anziani con iperlipidemia moderata e ipertensione. Sono le conclusioni di un’analisi secondaria post-hoc pubblicata recentemente su JAMA Internal Medicine in cui gli autori hanno anche osservato una tendenza all’aumento della mortalità per tutte le cause nei soggetti più anziani.

Questi risultati sono simili a quelli ottenuti 15 anni fa nel trial principale ALLHAT-LLT (Antihypertensive and Lipid-Lowering Treatment to Prevent Heart Attack Trial) che aveva incluso più di 10.000 persone, con dislipidemia e ipertensione ma nessuna malattia cardiaca, randomizzati a ricevere 40 mg/die di pravastatina o le cure usuali.

“Mentre la terapia con statine per la prevenzione cardiovascolare primaria è stata associata a riduzioni della morbilità cardiovascolare, l'effetto sulla mortalità per tutte le cause è stato variabile” ha fatto sapere il dottor Benjamin H. Han, della New York University Langone School of Medicine, NY, e autore principale della nuova analisi secondaria.

Essendoci poche prove che suggeriscono l'uso di statine nella prevenzione primaria cardiovascolare negli adulti ultra settantacinquenni, il team di ricercatori con a capo il dottor Han ha esaminato il trattamento con pravastatina in due fasce di età, dai 65 ai 74 anni e dai 75 anni in su, nei partecipanti al trial ALLHAT-LLT.

Nessuna riduzione della mortalità con statine
“Nel trial principale non si era osservata alcuna riduzione significativa della mortalità dopo 6 anni nel gruppo trattato con statina, né un miglioramento degli eventi cardiaci fatali e non”, ha fatto sapere il dottor Han.

L'analisi post hoc, concentrata su 2.867 partecipanti appartenenti alle due fasce di età, ha incluso 1.467 partecipanti (età media 71,3 anni, 48% donne) randomizzati a ricevere pravastatina; il loro livello LDL-C medio era di 147,7 mg/dL al basale e 109,1 mg/dL dopo 6 anni. I restanti 1.400 soggetti inclusi nello studio (età media 71,2 anni, 51% donne) ha ricevuto le cure usuali come trattamento; il loro livello LDL-C medio era di 147,6 mg/dL al basale e 128,8 mg/dL dopo 6 anni.

Rispetto al gruppo trattato con le usuali cure, l’ hazard ratio di mortalità per tutte le cause nel gruppo completo (di età ≥ 65 anni) trattato con pravastatina era di 1,18 (95% Ic: 0,97-1,42; p = 0,09); per gli anziani con età compresa tra 65 e 74 era di 1,08 (95% Ic: 0,85-1,37; p = 0,55) e di 1,34 (95% Ic: 0,98-1,84; p = 0,07) per i più anziani di età ≥ 75 anni. I tassi relativi agli eventi di malattia coronarica non erano significativamente diversi tra i gruppi. Nella regressione multivariata, i risultati sono rimasti trascurabili e non vi è stata alcuna interazione significativa tra il gruppo di trattamento e l'età.

È il caso di somministrare le statine nella prevenzione primaria?
"Stiamo assistendo ad un aumento dell’utilizzo di statine negli anziani per la prevenzione primaria cardiovascolare ma il problema è che le prove per farlo sono davvero limitate", ha commentato il dottor Han precisando anche che il trattamento dovrebbe essere individualizzato a seconda del paziente e che si dovrebbe tener conto non solo del rischio cardiovascolare ma anche delle loro aspettative di vita.

Secondo il dottor Han "Prendere un farmaco ogni giorno per il resto della tua vita, nelle persone particolarmente anziane, non è una cosa da poco soprattutto se si tratta di un soggetto particolarmente anziano e se presenta anche altre condizioni patologiche croniche; in aggiunta ad oggi non abbiamo alcuna prova che ci sia qualche beneficio se non si ha una storia di malattia cardiovascolare”.

Detto ciò, il gruppo di ricercatori ha riconosciuto che il trial nel complesso ha presentato dei limiti ma probabilmente quello che ha avuto un maggior peso è stata la somministrazione di statine nei pazienti riceventi le cure usuali che potrebbero aver determinato confusione nei risultati ottenuti.

"Sarei molto cauta nel trarre delle conclusioni reali da questo studio in quanto non è stato specificamente progettato per studiare le statine nei soggetti più anziani” ha commentato la dottoressa Ann Marie Navar della Duke Clinical Research Institute, Durham, North Carolina, non coinvolta nel trial ALLHAT-LLT, aggiungendo che la maggior parte dei trial sulle statine non hanno mostrato differenze sulla mortalità, ma riduzioni del rischio di malattie coronariche, trend osservato anche in questa analisi secondaria.

La dottoressa Navar sostiene inoltre che la tendenza verso l’aumento della mortalità sia provocatoria ma è realmente necessario che ciò sia analizzato in un trial specificamente progettato per verificare questa questione.

Nell’editoriale che accompagna il trial, il dottor Gregory Curfman, della Harvard Medical School, Boston, Massachusetts, indica i potenziali rischi di estendere le statine a gruppi che potrebbero non beneficiarne clinicamente: “La terapia con statina potrebbe essere associata a miopatia, mialgie, debolezza muscolare e artropatie, disturbi particolarmente problematici nelle persone anziane e che potrebbero contribuire al decondizionamento e alla fragilità fisica. Le statine sono state associate anche a disfunzioni cognitive, che possono contribuire ulteriormente al rischio di cadute, disabilità e riduzione dello stato funzionale”.

Dati i risultati ottenuti nell’analisi secondaria del trial ALLHAT-LLT e la combinazione dei diversi rischi esposti dal dottor Curfman, la prescrizione delle statine per la prevenzione primaria cardiovascolare nei più anziani dovrebbe essere attentamente valutata.

Han B. H. et al. Effect of Statin Treatment vs Usual Care on Primary Cardiovascular Prevention Among Older Adults: The ALLHAT-LLT Randomized Clinical Trial. JAMA Intern Med. 2017 May 22. doi: 10.1001/jamainternmed.2017.1442. [Epub ahead of print]
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Curfman G. Risks of Statin Therapy in Older Adults. JAMA Intern Med. 2017 May 22. doi: 10.1001/jamainternmed.2017.1457. [Epub ahead of print]
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