Protezione dall'ictus in pazienti con fibrillazione atriale, confronto rivaroxaban-warfarin nel mondo reale

Cardio

In uno studio osservazionale - pubblicato su "Stroke" - condotto su pazienti del mondo reale con fibrillazione atriale (AF) non valvolare, quelli trattati con rivaroxaban (anticoagulante orale ad azione diretta, inibitore del fattore Xa) hanno mostrato una significativa riduzione del rischio di ictus grave e di mortalità per tutte le cause dopo l'ictus rispetto ai pazienti ai quali era stato prescritto warfarin.

In uno studio osservazionale – pubblicato su “Stroke” – condotto su pazienti del mondo reale con fibrillazione atriale (AF) non valvolare, quelli trattati con rivaroxaban (anticoagulante orale ad azione diretta, inibitore del fattore Xa) hanno mostrato una significativa riduzione del rischio di ictus grave e di mortalità per tutte le cause dopo l'ictus rispetto ai pazienti ai quali era stato prescritto warfarin.

In particolare, nello studio di coorte effettuato su pazienti che avevano iniziato il trattamento con rivaroxaban o warfarin entro 30 giorni dalla diagnosi di AF non valvolare, i ricercatori – guidati da Mark Alberts, direttore della Neurologia dell’Ospedale di Hartford, nel Connecticut - hanno scoperto che rivaroxaban aveva ridotto il rischio di ictus del 19% (HR = 0,81; IC al 95% 0,73-0,91) rispetto al warfarin.

Favorito l’inibitore del fattore Xa soprattutto negli eventi gravi
Inoltre, l'analisi in base alla gravità dell'ictus ha rilevato che rivaroxaban ha fornito una riduzione del rischio del 48% per l'ictus grave (NIH stroke scale score: da 16 a 42; HR = 0,52; IC al 95% 0,33-0,82) e del 19% per l'ictus minore (NIH stroke scale score: da 1 a <5; HR = 0,81; IC al 95% 0,68-0,96) rispetto al warfarin, ma non ha rivelato alcuna differenza per l'ictus moderato (NIH stroke scale score: da 5 a <16; HR = 0,93; IC al 95% 0,78 -1,1).

«Questo studio ha evidenziato una riduzione del rischio con il trattamento con rivaroxaban nell'ictus complessivamente e in tutti i tipi di ictus, tranne che nella categoria dell'ictus moderato» scrivono Alberts e colleghi.

«Una possibile spiegazione per la riduzione del rischio non significativa per l'ictus moderato è una potenza insufficiente dello studio, dato che l'insorgenza dell'ictus è così rara in questa popolazione di studio con pazienti con AF non valvolare che assumono anticoagulanti».

Tra gli altri risultati, da citare il fatto che i pazienti con AF non valvolare trattati con rivaroxaban hanno presentato una riduzione del rischio di mortalità per tutte le cause del 24% post-ictus (HR = 0,76; IC al 95% 0,61-0,95) e del 59% entro 30 giorni (HR = 0,41; IC al 95% 0,28-0,6) rispetto ai pazienti trattati con warfarin.

Per questo studio di coorte retrospettivo, i ricercatori hanno incluso pazienti identificati dall’Optum Clinformatics Database che hanno ricevuto rivaroxaban o warfarin entro 30 giorni dalla diagnosi iniziale di AF non valvolare. Prima della diagnosi, i pazienti avevano 6 mesi di iscrizione continuativa al piano sanitario e un punteggio CHA2DS2-VASc di almeno 2.

Risultati d’aiuto nella scelta del trattamento più efficace
In sintesi, questo studio ha mostrato una riduzione del rischio di ictus e mortalità tra i pazienti con AF non valvolare trattati con rivaroxaban rispetto a warfarin. «I pazienti con AF mostrano un carico di malattia legato all'ictus particolarmente elevato rispetto a quelli senza AF e hanno maggiori probabilità di soffrire di ictus gravi che portano a una maggiore disabilità e mortalità» sottolineano Alberts e colleghi.

«Pertanto, il capire l'importanza della scelta del trattamento anticoagulante in questa popolazione ‘real world’ è fondamentale per ottimizzare l'accesso del paziente ai trattamenti più efficaci» sostengono.

Dunque, concludono, «i risultati di questo studio possono aiutare gli operatori sanitari - nella gestione dei loro pazienti con AF non valvolare - a scegliere trattamenti più efficaci e in grado di migliorare la prevenzione dell'ictus, ottimizzare gli esiti funzionali secondari alla riduzione del rischio di ictus grave e ridurre la mortalità da ictus».


Riferimento bibliografico:
Alberts M, Chen YW, Lin JH, et al. Risks of Stroke and Mortality in Atrial Fibrillation Patients Treated With Rivaroxaban and Warfarin. Stroke, 2020;51(2):549–555. doi:10.1161/STROKEAHA.119.025554
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