Un’analisi del registro RE-LY AF sui pazienti con fibrillazione atriale (FA) che si sono presentati ai Pronto soccorso di vari ospedali di 46 Paesi, analisi appena pubblicata su Circulation, mette in evidenza notevoli differenze nei fattori di rischio e di trattamento.

RE- LY AF mostra " un pattern completamente diverso di età, fattori di rischio e malattie concomitanti rispetto a quello che emerge dai trial clinici randomizzati muliticentrici o dagli studi di popolazione eseguiti nel Nord America o in Europa occidentale" ha dichiarato Jonas Oldgren, dell’Università di Uppsala, in Svezia.

Questo studio evidenzia le aree in cui il trattamento potrebbe essere migliorabile. Ad esempio, anche nel Nord America emergono ampie variazioni nell'uso di anticoagulanti orali per prevenire l'ictus e il tempo all’interno del range terapeutico è risultato "modesto".

Il registro mostra anche che "l'ipertensione è globalmente il fattore di rischio più comune di FA", quindi, per prevenire la FA "è necessario implementare strategie più efficaci per diagnosticare, curare e controllare l'ipertensione, specialmente nei Paesi dell’Est Europa e in Africa" dove tende ad essere scarsamente controllata, ha detto Oldgren.

Inoltre, lo studio evidenzia, che "la malattia cardiaca reumatica rimane una causa importante di FA in Africa, Cina, Medio Oriente e in particolare in India, dove è presente in quasi un terzo dei pazienti con FA, per cui strategie low cost per prevenire lo sviluppo e le recidive della malattia cardiaca reumatica potrebbero avere un grosso impatto sulla prevenzione dello sviluppo di fibrillazione atriale e delle sue complicanze" ha osservato lo specialista.

Lo studio era stato presentato anche all’ultimo congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC).

L'attuale comprensione della FA, che è associata all’invecchiamento e a una sottostante malattia cardiovascolare, è in gran parte basata su dati provenienti da studi eseguiti nel Nord America e nell’ Europa Occidentale, ha spiegato Oldgren. Questo studio osservazionale, invece, "era specificamente finalizzato a reclutare pazienti da ogni continente abitato, in Paesi a basso, medio e alto reddito".

Nel registro RE-LY AF sono stati iscritti più di 15 400 pazienti che presentavano FA (o flutter atriale) quando si sono presentati al pronto soccorso di 164 ospedali - forse anche per altri motivi, come la polmonite o la frattura dell’anca nel periodo tra settembre 2008 e aprile 2011. Questi sono "i pazienti non selezionati che si vedono nella vita reale in pronto soccorso" ha commentato Jeff Healey (del Population Health Research Institute di Hamilton), un altro degli autori.

L'età media dei pazienti era di 66 anni, da un minimo di 57 in Africa a un massimo di 70 in America del Nord. La prevalenza dell’ipertensione variava dal 41,6% in India all’80,7% nell’Europa orientale. La cardiopatia reumatica era presente solo nel 2,2% dei pazienti del Nord America rispetto al 21,5% dei pazienti in Africa e il 31,5% in India.

Circa due terzi dei pazienti (il 64,6%) aveva alle spalle una storia di FA. Tuttavia, tra questi pazienti, meno di un terzo (il 30,2%) aveva preso anticoagulanti orali - dal 13,5% in Cina al 43,5 % in Nord America. Warfarin è l'anticoagulante orale più prescritto. In Europa risultano essere somministrati altri antagonisti della vitamina K come acenocumarolo e fenprocumone. Nessuno degli iscritti nel registri sembra essere stato trattato con anticoagulanti orali.

Il tempo medio all’interno del range terapeutico per i pazienti per i quali erano disponibili i dati sull’INR è risultato del 62,4% in Europa Occidentale e del 50,9% in Nord America , ma solo del 32-40% in India, Cina , Sud-Est asiatico e Africa. L’eterogeneità dei risultati ha sorpreso i ricercatori.

“Penso sia importante capire dove sta il problema, in modo che ogni regione, ogni Paese, possa sviluppare strategie cost-effective per trattare al meglio ogni paziente con FA nella propria area” ha detto Haley.

"Il messaggio di questo documento è che la FA è un problema globale, non solo una malattia del mondo occidentale, con differenze geografiche nelle comorbidità associate” ha commentato Gregory YH Lip, dell’Università di Birmingham, non coinvolto nello studio. Il suo gruppo ha recentemente pubblicato una review che analizza coma la FA stia emergendo come un’epidemia globale , tema anche di un recente studio basato sul database del Global Burden of Disease.

Lo studio RE-LY AF mette in evidenza l'importanza delle strategie di prevenzione dell’ictus nei pazienti con FA. “In alcuni Paesi mostra che il sottoutilizzo degli anticoagulanti è scioccante" ha continuato Lip. Inoltre, i livelli terapeutici di warfarin devono essere gestiti in modo efficace per evitare gli ictus, ma molti Paesi non dispongono di servizi strutturati per il trattamento anticoagulante, ha osservato l’esperto.

Healey ha poi preannunciato che i ricercatori sono in procinto di presentare uno studio di follow-up con dati di mortalità e di outcome del registro RE-LY AF.

J. Oldgren, et al. Variations in etiology and management of atrial fibrillation in a prospective registry of 15,400 emergency department patients in 46 countries: The RE-LY AF Registry. Circulation 2014; DOI:10.1161/CIRCULATIONAHA.113.005451
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