Rischio di eventi cardiovascolari più alto nei sopravvissuti a un cancro in età pediatrica

I bambini che sopravvivono a un tumore hanno un rischio più elevato di sviluppare diverse malattie cardiovascolari in età molto più giovane rispetto a quelli che non lo hanno avuto e il rischio è ancora maggiore nei soggetti ipertesi e in quelli diabetici. È questa la conclusione di uno studio pubblicato di recente su Circulation.

I bambini che sopravvivono a un tumore hanno un rischio più elevato di sviluppare diverse malattie cardiovascolari in età molto più giovane rispetto a quelli che non lo hanno avuto e il rischio è ancora maggiore nei soggetti ipertesi e in quelli diabetici. È questa la conclusione di uno studio pubblicato di recente su Circulation.

In un arco di tempo mediano di 10 anni, riferiscono gli autori, il tasso di eventi cardiaci nei giovani sopravvissuti al cancro è risultato del 2,8%, a fronte dello 0,9% nei controlli che non avevano avuto un tumore (P < 0,001).

L'autore senior dello studio, Paul C. Nathan, dell’Hospital for Sick Children di Toronto (in Canada), ha spiegato che non è insolito per i giovani sopravvissuti adulti che sviluppano sintomi suggestivi di problemi cardiaci rivolgersi a un medico o presentarsi a un pronto soccorso e sentirsi dire che sono troppo giovani per avere tali problemi.

"È importante che sia fra gli stessi sopravvissuti sia all'interno della comunità medica vi sia la consapevolezza che i sopravvissuti un tumore avuto durante l’infanzia sono ad alto rischio di malattie cardiache e che possono ammalarsi molto prima di quanto ci si aspetta nella popolazione generale" ha osservato Nathan.

Daniel A. Mulrooney, del St. Jude Children's Research Hospital di Memphis (Tennessee), non coinvolto nello studio, ha sottolineato che sebbene i risultati confermino ampiamente quelli di studi precedenti, il lavoro di Nathan e i colleghi presenta un elemento di originalità, insito sia nell’utilizzo dei dati di un registro di popolazione anziché dati auto-riportati dai pazienti, sia nella giovane età dei sopravvissuti, che avevano in media 24 anni.

"In genere non pensiamo ai fattori di rischio cardiovascolare nelle persone così giovani e certamente non pensiamo di trattare l'ipertensione in un 24enne; tuttavia, in una persona così giovane che è già a rischio, non trattandola si aumenta tale rischio" ha sottolineato l’autore.

Non solo insufficienza cardiaca
Numerosi studi hanno già evidenziato un aumento dei tassi di insufficienza cardiaca correlata alle antracicline nelle popolazioni di pazienti sopravvissuti a un tumore pediatrico, ma secondo Nathan e i colleghi, il loro studio ha cercato di colmare le lacune ancora esistenti in termini di comprensione del quadro completo del rischio di malattie cardiovascolari in questa specifica popolazione.

Nel loro studio, i ricercatori canadesi riportano i dati relativi a 7289 pazienti inseriti in un registro sui tumori pediatrici, che avevano meno di 18 anni (mediana: 7 anni) al momento della diagnosi e che sono sopravvissuti per 5 anni; questi dati sono stati abbinati a quelli di 36.205 controlli senza tumori.

Al di là della maggiore incidenza di qualsiasi evento cardiaco, di coronaropatia e di insufficienza cardiaca, i sopravvissuti al cancro sono risultati anche a maggior rischio di sviluppare aritmie, malattia pericardica e malattia valvolare rispetto ai controlli.

Nelle analisi multivariate, i fattori associati a un rischio più alto di malattie cardiovascolari fra i sopravvissuti sono risultati la presenza di diabete prima della diagnosi di malattia cardiovascolare (HR 3; IC al 95% 1,6-5,8), l'esposizione a una chemioterapia con antracicline a un dosaggio ≥ 250 mg/m2 di equivalenti di doxorubicina rispetto a una chemioterapia con antracicline a un dosaggio inferiore o al non aver fatto alcuna chemioterapia con antracicline (HR 2; IC 95% 1,4-2,9) e una recidiva o un secondo tumore durante l'infanzia (HR 1,7; IC al 95% 1,1-2,7). Tutti e tre i fattori sono risultati anche fattori predittivi statisticamente significativi di insufficienza cardiaca.

Tenere alta la guardia
Data l'associazione già nota tra terapie antitumorali e aumento del rischio di malattie metaboliche come diabete, ipertensione e dislipidemia, è importante - spiegano Nathan e i colleghi -  che i medici che hanno in cura pazienti sopravvissuti a un tumore, anche quelli giovani, comprendano che "questi fattori di rischio modificabili sembrano interagire con le esposizioni a trattamenti cardiotossici in modo moltiplicativo, accelerando la progressione della malattia cardiovascolare e l'invecchiamento precoce del cuore".

Mulrooney ha concordato, osservando che "in genere abbiamo detto in passato che questi pazienti necessitano di una gestione più aggressiva. Non so se sia la terminologia giusta o meno, ma sicuramente hanno bisogno che queste comorbilità siano gestite a partire da un’età più giovane rispetto a quella abituale".

I risultati fanno sorgere anche domande sull'importanza della dieta, dell'esercizio fisico e della gestione dello stile di vita nei giovani sopravvissuti al cancro. "Potrebbero cambiare cose. Uno studio sull’effetto di questi fattori deve ancora essere fatto, ma potrebbe fare una grande differenza" ha detto Mulrooney.

Nathan ha osservato che i risultati "vanno ad aggiungersi a dati crescenti di letteratura secondo i quali i rischi non sono solo ed esclusivamente quello di sviluppare insufficienza cardiaca e praticamente qualsiasi struttura cardiaca è potenzialmente a rischio nei bambini che sono stati sottoposti a un trattamento antitumorale".

Studi come quello dei colleghi canadesi, ha aggiunto l’esperto, possono aiutare a colmare le lacune nella comunicazione tra la comunità oncologica e gli altri medici che si prenderanno cura di questi pazienti più avanti nella loro vita, sottolineando l'importanza di una stretta sorveglianza. La consapevolezza può anche aiutare i pazienti stessi a sostenere l’importanza di essere curati più precocemente e in modo più aggressivo. L’autore ha detto che ciò è particolarmente importante per i sopravvissuti a un tumore sviluppato quando erano molto piccoli, i quali dovrebbero condividere quest’informazione con il loro medico di base e con gli altri specialisti via via che invecchiano.

A. Khanna, et al. Increased risk of all cardiovascular disease subtypes among childhood cancer survivors: population-based matched cohort study. Circulation. 2019; https://doi.org/10.1161/CIRCULATIONAHA.119.041403