I pazienti che assumono l'anticolesterolo rosuvastatina sembrano avere minori probabilità di sviluppare una polmonite. Il risultato, presentato da poco all'Interscience Conference on Antimicrobial Agents and Chemotherapy (ICAAC), a Boston, non è del tutto inaspettato. Uno studio del 2008, per esempio, ha suggerito che le statine possono prevenire i decessi nei pazienti ospedalizzati per una polmonite. Ci sono anche prove che questi agenti possano contribuire a ridurre l'infiammazione, la formazione di coaguli e gli attacchi inappropriati del sistema immunitario sui tessuti sani.

La nuova evidenza è frutto di un'analisi dei dati dello studio JUPITER, che ha coinvolto circa 17.800 pazienti e dimostrato come rosuvastatina riduca in modo significativo il rischio cardiovascolare rispetto al placebo in soggetti con colesterolemia normale, ma livelli elevati di proteina C-reattiva.

L'analisi ha rivelato che nei pazienti in terapia con rosuvastatina ci sono stati 214 casi di polmonite contro 257 nei controlli. Un dato che secondo gli autori giustifica ulteriori studi per valutare l'impiego delle statine nella malattia polmonare. Inoltre, nel primo gruppo si è osservata una minore probabilità di sviluppare infezioni fungine, dei tessuti molli o ginecologiche.