Sacubitril/valsartan nell'HFrEF di varia eziologia, benefici costanti

Un'analisi dello studio PARADIGM-HF (pubblicata online su "JACC: Heart Failure") ha messo a confronto gli esiti e gli effetti del trattamento di sacubitril/valsartan rispetto a enalapril nelle diverse eziologie di scompenso cardiaco a frazione d'eiezione ridotta (HFrEF). I risultati erano simili per tutte le categorie eziologiche, così come il beneficio di sacubitril/valsartan rispetto a enalapril.

Un’analisi dello studio PARADIGM-HF (pubblicata online su “JACC: Heart Failure”) ha messo a confronto gli esiti e gli effetti del trattamento di sacubitril/valsartan rispetto a enalapril nelle diverse eziologie di scompenso cardiaco a frazione d’eiezione ridotta (HFrEF). I risultati erano simili per tutte le categorie eziologiche, così come il beneficio di sacubitril/valsartan rispetto a enalapril.

Il razionale e lo scopo dell’analisi
«L'eziologia dello scompenso cardiaco (HF) è cambiata nel tempo nei Paesi più sviluppati e si sta evolvendo anche nelle società non occidentali. Gli esiti possono variare in base all'eziologia, così come gli effetti della terapia» premettono gli autori, guidati da Craig Balmforth, dell’Università di Glasgow (UK).

Gli autori hanno preso in esame lo studio PARADIGM-HF (Prospective comparison of angiotensin-receptor-neprilysin inhibitor [ARNI] with angiotensin-converting-enzyme inhibitor [ACEI] to Determine Impact on Global Mortality and morbidity in Heart Failure).

Lo scopo, come accennato, era quello di confrontare in modo prospettico i benefici dell’associazione sacubitril (inibitore del recettore dell’angiotensina e della neprilisina [ARNI]) con valsartan (bloccante del recettore dell’angiotensina [ARB]) rispetto a enalapril (inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina [ACEI]), farmaco di riferimento, secondo l’eziologia rilevata dagli sperimentatori del PARADIGM-HF.

«Gli esiti analizzati erano il composito primario di morte cardiovascolare o ospedalizzazione per HF, e morte per qualsiasi causa» spiegano Balmforth e colleghi. «I risultati sono stati aggiustati per le variabili prognostiche conosciute, incluso l’N-terminale del pro-peptide natriuretico di tipo B (NT-proBNP)».

Origine ischemica dello scompenso nel 60% dei casi
Tra gli 8.399 pazienti randomizzati, 5.036 pazienti (60,0%) avevano un'eziologia ischemica.
Tra i 3.363 pazienti (40,0%) con un'eziologia non ischemica:
  • 1.595 (19,0% di tutti i pazienti, 47% dei pazienti non ischemici) presentavano cardiomiopatia dilatativa idiopatica,
  • 968 (11,5% di tutti i pazienti, 28,8% di pazienti non ischemici) avevano una causa ipertensiva,
  • 800 (9,5% di tutti i pazienti, 23,8% dei pazienti non ischemici) un'altra causa (185 infettivi/virali, 158 alcolici, 110 valvolari, 66 diabetici, 30 correlati a farmaci, 14 correlati al peri-partum e 237 altro).
Dunque, «poco meno della metà dei pazienti in questo studio globale aveva un HF non ischemico con frazione di eiezione ridotta, con le eziologie di natura idiopatica e ipertensiva riconosciute come quelle più comuni» sintetizzano Balmforth e colleghi.

Mentre i tassi non aggiustati di tutti gli outcome erano più alti nei pazienti con eziologia ischemica, i rapporti di rischio aggiustati (HR) non erano diversi da quelli delle due principali categorie di eziologia non ischemica: per esempio, per l'outcome primario, rispetto all'eziologia ischemica (HR: 1,00), l'ipertensiva era 0,87 (intervallo di confidenza [IC] al 95% 0,75-1,02) e l'idiopatica 0,92 (IC al 95% 0,82-1,04) e altro 1,00 (IC al 95% 0,85-1,17).

«Il beneficio di sacubitril/valsartan rispetto a enalapril era costante (interazione per esito primario, p = 0,11) in tutte le categorie eziologiche» concludono gli autori.

Giorgio Ottone

Balmforth C, Simpson J, Shen L, et al. Outcomes and Effect of Treatment According to Etiology in HFrEF: An Analysis of PARADIGM-HF. JACC Heart Fail, 2019 May 3. doi: 10.1016/j.jchf.2019.02.015. [Epub ahead of print]
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