Un nuovo potenziale effetto benefico dell'utilizzo dei bloccanti del recettore per l'angiotensina: è questo il risultato di un recente studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care e condotto da un gruppo olandese. In questo studio il valsartan ha aumentato la secrezione di insulina e la sensibilità a quest'ultima in un gruppo di soggetti normotesi che presentavano alterato metabolismo glucidico.

Questo studio randomizzato in doppio cieco ha randomizzato 79 pazienti con alterato metabolismo glucidico normotesi a 26 settimane di trattamento con valsartan 320 mg die (n=40) o placebo (n=39) per valutare gli effetti sulla funzione delle cellule beta pancreatiche e sulla sensibilità all'insulina (misurate con tecniche di laboratorio complesse come il clamp ipersinsulinemico-euglicemico, il clamp iperglicemico con successiva stimolazione con arginina e il test di tolleranza al glucosio a 2 h con 75 g di glucosio [OGTT]).

Il gruppo valsartan ha mostrato una maggior secrezione di insulina precoce (p = 0,028) e tardivo (p = 0,002) rispetto al gruppo placebo, mentre la secrezione di insulina stimolata dall'arginina era simile nei due gruppi (p = 0,25). Inoltre l'utilizzo di valsartan aumentava l'indice insulinogenico derivato dall'OGTT (che rappresenta la secrezione precoce di insulina dopo un carico orale di glucosio; p = 0,027). La sensibilità insulinica valutata durante clamp era significativamente maggiore nel gruppo valsartan rispetto al gruppo placebo (p = 0,049). Il gruppo valsartan inoltre presentava una maggior riduzione della  pressione arteriosa sistolica (-12,91 ± 2,1 mmHg vs  -1,38 ± 1,2 mmHg; p<0,001) e diastolica (-7,24 ± 1,4 mmHg vs -0,69 ± 1,1 mmHg; p<0,001). Il Body Mass Index è rimasto invariato in entrambi i gruppi in studio (p = 0,89).

Recentemente il trial NAVIGATOR (Nateglinide and Valsartan in Impaired Glucose Tolerance Outcomes Research) ha mostrato che il trattamento con il bloccante del recettore dell'angiotensina (ARB) valsartan per 5 anni portava a una riduzione del 14% dell' incidenza di diabete mellito di tipo 2 (DM2) in pazienti con alterato metabolismo glucidico. Questo studio ha mostrato quali possono essere le vie che hanno portato ai benefici osservati nel trial NAVIGATOR. In precedenza l'utilizzo per un breve periodo (6 settimane) e a bassa dose (80 mg die) di valsartan non aveva mostrato un aumento della funzione delle cellule beta pancreatiche durante clamp, mentre l'utilizzo di candesartan per 18 settimane a una dose di 8 mg die aveva mostrato un aumento della secrezione di insulina durante OGTT. Quindi sembra che possano essere sia la dose che il tempo di utilizzo utilizzato a determinare gli effetti sul metabolismo glucidico da parte degli ARB.

Gli effetti potrebbero essere mediati da un aumento del flusso ematico ai muscoli scheletrici mediati da blocco del sistema RAAS con conseguente aumento dell'utilizzo del glucosio. Inoltre l'angiotensina II inibisce la trasduzione del segnale mediata dall'insulina nel muscolo scheletrico, e quindi il blocco di questa via elimina questa inibizione. Infine sempre l'angiotensina II aumenta il numero di adipociti resistenti all'insulina, per cui anche l'eliminazione di questo effetto potrebbe portare ai benefici osservati.

Tutti gli effetti e i benefici osservati però possono dipendere sia dal farmaco utilizzato all'interno della classe degli ARB, dalla popolazione in studio e dai farmaci assunti in concomitanza. Queste variabili e i meccanismi più specifici che portano ai benefici osservati, tra cui la maggior funzione delle beta cellule pancreatiche, meritano ulteriore attenzione in studi futuri.

Van der Zijl NJ, Moors CC, Goossens GH, Hermans MM, Blaak EE, Diamant M. Valsartan Improves {beta}-Cell Function and Insulin Sensitivity in Subjects With Impaired Glucose Metabolism: A randomized controlled trial. Diabetes Care. 2011 Feb 17. [Epub ahead of print]
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Dott. Alessandro Durante
IRCCS Ospedale San Raffaele
Università Vita-Salute San Raffaele, Milano
durante.alessandro@gmail.com