Recenti evidenze indicano che il prednisone può potenziare la risposta ai diuretici nei pazienti con scompenso cardiaco (HF). Non è nota però la dose ottimale da somministrare. Ora una ricerca cinese – pubblicata online sul Journal of Cardiovascular Phamacology – dimostra che solo basse dosi del corticosteroide aumentano la diuresi in modo significativo, anche se lo stesso prednisone, ad alte dosi, induce una maggiore escrezione renale di sodio rispetto ai bassi dosaggi.

«Nonostante gli effetti dei diuretici sulla sopravvivenza dei pazienti con HF resti da chiarire, la loro indiscutibile efficacia nell’alleviamento dei sintomi da congestione li rende una componente essenziale della gestione dell’HF scompensato» ricordano gli autori guidati da Kunshen Liu, del Centro Cardiologico dell’Università Medica dello Hebei, a Shijiazhuang (Cina). «In ogni caso, questi farmaci inducono effetti diuretici al prezzo dell’attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS), peggiorando così la funzione renale. Pertanto si ritengono necessarie nuove strategie terapeutiche per questi pazienti».

«Nuovi dati dimostrano che i corticosteroidi non causano ritenzione idrica e di sodio. Al contrario, possono produrre un potente effetto diuretico e migliorare la funzione renale nell’HF scompensato» aggiungono. «Lo scopo del nostro studio è stato quello di stabilire se l’effetto del prednisone sull’escrezione renale di acqua e sodio fosse dose-dipendente e di esplorare i meccanismi di fondo tramite i quali il corticosteroide aumenta la responsività ai diuretici nell’HF».

Trentotto pazienti sintomatici con HF sono stati randomizzati a ricevere solo cure standard per HF (n = 10) oppure prednisone a basso dosaggio (15 mg/die, n = 8), medio dosaggio (30 mg/die, n = 10) o ad alte dosi (60 mg/die, n = 10), per 10 giorni. Durante questo lasso di tempo, sono stati registrati – nelle 24 ore – il flusso urinario e l'escrezione urinaria di sodio, al basale e in quinta e decima giornata. È stata anche monitorata la variazione della concentrazione sierica di creatinina, angiotensina II, aldosterone, proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP), fattore di necrosi tumorale alfa (TNF alfa), interleuchina 1 beta e interleuchina 6.

«Basse dosi di prednisone hanno migliorato in modo significativo la diuresi. Tuttavia, gli effetti del prednisone a medie e alte dosi, sotto questo profilo, erano meno evidenti» affermano i ricercatori. «Per quanto riguarda l'escrezione renale di sodio, alte dosi di prednisone hanno indotto una natriuresi più potente rispetto alle basse dosi di prednisone. Nonostante le potenti diuresi e natriuresi indotte dal prednisone, i livelli sierici di creatinina, angiotensina II e aldosterone non si sono elevati. Questi effetti positivi non si sono associati a una soppressione infiammatoria da parte dei glucocorticoidi». Il nostro studio ha dunque dimostrato che il prednisone, come terapia add-on, induce un potente effetto diuretico senza attivare il sistema RAAS, affermano gli autori.

«Negli ultimi tre decenni, crescenti evidenze hanno dimostrato che i recettori dei corticosteroidi, come recettori nucleari, svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento dell'omeostasi attraverso la regolazione di una rilevante espressione genica» spiegano Liu e collaboratori. «Recentemente, abbiamo scoperto che i corticosteroidi possono agire centralmente nonché perifericamente per contribuire alla normalizzazione del volume del fluido extracellulare regolando l'espressione del recettore del peptide natriuretico (NPR-A) a livello sia renale sia ipotalamico».

«Nel rene» continuano «i corticosteroidi migliorano la risposta ai peptidi natriuretici (NP) aumentando la densità renale dell’NPR-A nel dotto collettore della midollare interna. Nell’ipotalamo, i corticosteroidi inibiscono la disidratazione indotta dall’assunzione di acqua potenziando la risposta agli NP. È un lavoro “di concerto” per mantenere il volume di fluido corporeo in omeostasi. Gli NP suscitano le loro risposte fisiologiche attraverso la sintesi di guanosin monofosfato ciclico (GMPc) quando si legano ai loro recettori. Pertanto, la produzione endogena renale di GMPc serve come utile marcatore biologico dell'attività renale del NPR-A nell’HF».

Infatti in questo studio, sottolineano i ricercatori, i pazienti trattati con prednisone presentavano pazienti con un rapporto molto più elevato di GMPc urinario e plasmatico rispetto a quelli in trattamento standard per HF.
In conclusione, scrivono Liu e colleghi, «il prednisone, in pazienti con HF, può aumentare l’escrezione di acqua e sodio, senza ridurre la funzione renale e senza influire sul sistema RAAS. Inoltre, l’effetto del prednisone sull’escrezione renale di acqua non è dose-dipendente nei pazienti sintomatici con HF».

Arturo Zenorini

Liu C, Zhao Q, Zhen Y, et al. The Effect of Corticosteroid on Renal Water and Sodium Excretion in Symptomatic Heart Failure: Prednisone for Renal Function Improvement Evaluation Study. J Cardiovasc Pharmacol, 2015 May 16. [Epub ahead of print]
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