Significativa riduzione di colesterolo-LDL con acido bempedoico in add-on a una statina. #ACC2019

Pazienti ad alto rischio di infarto o ictus che hanno ricevuto un farmaco sperimentale (l'acido bempedoico) in aggiunta a una statina hanno fatto registrare un livello sierico significativamente inferiore di colesterolo-LDL dopo 12 settimane rispetto a pazienti simili che hanno assunto un placebo in aggiunta alla terapia con statine. quanto emerge dai risultati della ricerca "CLEAR Wisdom" presentata a New Orleans durante la Sessione Scientifica Annuale 2019 dell'American College of Cardiology (ACC 2019).

Pazienti ad alto rischio di infarto o ictus che hanno ricevuto un farmaco sperimentale (l’acido bempedoico) in aggiunta a una statina hanno fatto registrare un livello sierico significativamente inferiore di colesterolo-LDL dopo 12 settimane rispetto a pazienti simili che hanno assunto un placebo in aggiunta alla terapia con statine. È quanto emerge dai risultati della ricerca “CLEAR Wisdom” presentata a New Orleans durante la Sessione Scientifica Annuale 2019 dell’American College of Cardiology (ACC 2019).

In particolare, «i livelli di colesterolo-LDL nei pazienti che hanno ricevuto l’acido bempedoico, sono stati ridotti del 17,4% dopo 12 settimane di trattamento e la riduzione è rimasta sostenuta fino a 52 settimane di trattamento, rispetto ai pazienti che hanno ricevuto un placebo , senza differenze nel complesso degli effetti avversi, inclusi eventi avversi gravi ed effetti collaterali muscolari» ha detto Anne C. Goldberg, Professore di Medicina presso la Washington University School of Medicine a St. Louis e autore principale dello studio.

Arma in più per i pazienti ad alto rischio con colesterolemia non a target
«Questi risultati - considerati insieme ad altri recentemente riportati da ampi studi randomizzati sull'acido bempedoico - indicano che questo agente potrebbe aggiungersi all’armamentario delle opzioni di trattamento per i pazienti ad alto rischio con malattia cardiovascolare aterosclerotica il cui colesterolo LDL rimane incontrollato nonostante l'assunzione di una statina massimamente tollerata» ha specificato Goldberg.

Gli studi hanno dimostrato che le statine sono altamente efficaci nell'abbassare i livelli di colesterolo e ridurre il rischio di infarto o ictus. Questi farmaci agiscono principalmente bloccando l’HmgCoA reduttasi, enzima che il fegato usa per produrre il colesterolo, ma inibiscono anche la produzione di colesterolo nei muscoli. «Alcuni pazienti sviluppano dolore muscolare e devono limitare la dose di statine che assumono o, in alcuni casi, interrompere l'assunzione di una statina per evitare questo effetto collaterale. Circa il 10% dei pazienti che assumono statine ad alte dosi soffrono di dolori muscolari come effetto collaterale» ha affermato Goldberg.

Le linee guida sul colesterolo pubblicate nel 2018 dall'ACC e dall'American Heart Association (AHA) raccomandano di trattare i pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) con la dose più alta tollerata di statina, con l'obiettivo di ridurre i livelli di colesterolo LDL di almeno il 50%.

«Anche l'acido bempedoico blocca la sintesi del colesterolo nel fegato, ma a differenza delle statine non ne blocca la produzione a livello dei muscoli. Per questo motivo» ha detto Goldberg «i ricercatori pensano che l'acido bempedoico possa causare dolori muscolari con minore probabilità e quindi potrebbe promuovere un'ulteriore riduzione dei livelli di colesterolo LDL nei pazienti che devono limitare la dose di statine o non assumerle del tutto per via degli effetti avversi».

Efficacia mantenuta per un anno
Nello studio sono stati arruolati in tutto 779 pazienti. La loro età media era di 64 anni e oltre il 60% erano uomini. All'ingresso nello studio, tutti i pazienti presentavano livelli di colesterolo-LDL di almeno 100 mg/dl e stavano già assumendo la dose più alta tollerata di una statina. Un sottogruppo di 77 pazienti non è stato in grado di tollerare alcuna dose di una statina.

Oltre all'ASCVD, l'80% dei pazienti aveva ipertensione arteriosa e il 30% aveva il diabete. Il 6% presentava una condizione ereditaria, l'ipercolesterolemia familiare, con un alto colesterolo LDL e un rischio elevato di infarto sin dalla tenera età. I pazienti sono stati assegnati in modo randomizzato a prendere una compressa da 180 mg di acido bempedoico una volta al giorno o una compressa di placebo identica una volta al giorno come add-on alla statina che stavano già prendendo.

Lo studio era in doppio cieco, ovvero né i pazienti né i loro medici sapevano quale combinazione fosse stata somministrata. Due terzi dei pazienti hanno ricevuto il farmaco in studio e un terzo ha assunto il placebo. L’endpoint primario dello studio era il cambiamento percentuale dei livelli di colesterolo-LDL dopo 12 settimane. I pazienti hanno continuato ad assumere i farmaci in studio per un anno in modo che i ricercatori potessero monitorare la sicurezza dell’acido bempedoico e la durata degli effetti del trattamento.

A 12 settimane, i livelli di colesterolo-LDL erano scesi a 97,6 mg/dL da una media di 119,4 mg/dL al momento dell’ingresso nello studio per i pazienti del gruppo acido bempedoico. Nello stesso periodo, i livelli di colesterolo-LDL tra i pazienti del gruppo placebo sono rimasti sostanzialmente invariati (122,8 mg/dl a 12 settimane rispetto a 122,4 all'ingresso nello studio). I livelli di colesterolo-LDL sono stati ridotti del 22% a 12 settimane. A un anno, i pazienti del gruppo acido bempedoico avevano un livello medio di colesterolo-LDL di 99,6 mg/dL, mentre per quelli del gruppo placebo la media era 116,9 mg/dL.

Eventi cardiovascolari giudicati maggiori (5 punti MACE) sono stati riportati dal 6,1% dei pazienti che assumevano acido bempedoico e dall'8,2% di quelli trattati con placebo, «una differenza non statisticamente significativa» ha detto Goldberg. I tassi di peggioramento del diabete erano simili nei due gruppi.

Nessun aumento di effetti avversi
«L'effetto dell'acido bempedoico è durato un anno e non abbiamo osservato alcun aumento in termini di effetti avversi dovuti all'aggiunta di acido bempedoico alla terapia con statine» ha concluso Goldberg.

I risultati di un altro trial randomizzato in doppio cieco condotto su 2.230 pazienti, annunciato a maggio 2018, ha rilevato che l'acido bempedoico riduce il colesterolo LDL del 18,1% in aggiunta alla terapia con statine massimamente tollerata a 12 settimane senza aumento degli eventi avversi rispetto al braccio placebo.

Uno studio globale randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo è attualmente in corso per determinare se il trattamento con acido bempedoico diminuisce il rischio di attacchi cardiaci, ictus e morte per malattia cardiaca o vascolare in pazienti che possono tollerare meno della dose giornaliera approvata di partenza di una statina. Questo studio, che arriverà a stimare 12.600 pazienti in circa 30 paesi, dovrebbe essere completato nel 2022.

G.O.

Goldberg A. CLEAR Wisdom: Bempedoic Acid Added to Statins Further Reduces LDL-C. Presented at: American College of Cardiology (ACC) 2019 Scientific Session. March 2019, New Orleans.
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