Sottofrazioni delle particelle HDL, nuovi marker prognostici nell'insufficienza cardiaca

Nell'insufficienza cardiaca (HF), i disordini delle sottofrazioni delle particelle di colesterolo-HDL (HDL-P) hanno implicazioni prognostiche oltre quelle dei tradizionali fattori di rischio cardiovascolare. ╚ questa la tesi sostenuta da ricercatori statunitensi che hanno analizzato campioni di plasma da pi¨ di 6.500 pazienti. I risultati dello studio sono stati pubblicati di recente sul "Journal of American College of Cardiology" (JACC).

Nell'insufficienza cardiaca (HF), i disordini delle sottofrazioni delle particelle di colesterolo-HDL (HDL-P) hanno implicazioni prognostiche oltre quelle dei tradizionali fattori di rischio cardiovascolare. È questa la tesi sostenuta da ricercatori statunitensi che hanno analizzato campioni di plasma da più di 6.500 pazienti. I risultati dello studio sono stati pubblicati di recente sul “Journal of American College of Cardiology” (JACC).

Lo studio ha rivelato squilibri che sono condivisi e più gravi nello scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta (HFrEF) rispetto allo scompenso cardiaco con frazione di eiezione conservata (HFpEF), riferiscono i ricercatori, i quali hanno dichiarato che il loro studio è il più ampio mai condotto a oggi sulle sottofrazioni HDL- P nell’HF.

Sia l'HDL-P totale sia le small HDL-P avevano una forte associazione inversa con esiti avversi, in linea con le conclusioni di studi precedenti, sostengono gli autori, coordinati da Wynn G. Hunter, della Duke University di Durham.

Quadri diversi in caso di frazione ridotta o conservata o in assenza di scompenso
«Complessivamente, i nostri risultati supportano l'HDL-P totale e piccolo come importanti marker di rischio residuo in HFrEF e HFpEF» dichiarano i ricercatori. Hunter e colleghi hanno utilizzato il biodeposito CATHGEN (Catheterization Genetics) per identificare i campioni di plasma ottenuti mediante cateterismo da 782 pazienti con HFrEF, 1.004 con HFpEF e 4,742 senza insufficienza cardiaca.

Il profilo lipoproteico dei campioni ha rivelato che la dimensione media dell'HDL-P era maggiore in HFrEF rispetto a HFpEF e, in entrambi i casi, la dimensione media dell'HDL-P era maggiore rispetto ai pazienti senza scompenso cardiaco (P inferiore a 0,0001), segnalano i ricercatori.

Le concentrazioni delle small HDL-P e dell’HDL-P totale erano invece inferiori in HFrEF rispetto a HFpEF, e ancora, i valori per HFrEF e HFpEF erano inferiori rispetto a quelli senza insufficienza cardiaca (P inferiore a .0001), aggiungono.

Associazione inversa al rischio di mortalità ma anche base per possibili trattamenti
Le small HDL-P e l’ HDL-P totale hanno evidenziato un'associazione inversa con il tempo agli eventi avversi e alla mortalità per tutte le cause sia per i gruppi HFrEF che HFpEF, secondo i ricercatori, i quali hanno affermato che tali legami sono rimasti robusti anche dopo aggiustamenti multivariati per 14 fattori di rischio cardiovascolare , compresi il diabete, le particelle LDL e GlycA, un marker di infiammazione.

Per esempio, le small HDL-P e l’HDL-P totale erano inversamente associati al rischio di mortalità per tutte le cause, con hazard ratio aggiustati di 0,69-0,79 (P inferiore a 0,0001), riferiscono Hunter e colleghi.

Allo stesso modo, una maggiore dimensione media dell'HDL-P era associata a un aumentato rischio di mortalità per tutte le cause, con un hazard ratio aggiustato di 1,23-1,46 (P inferiore a 0,0001).

«Sono necessari ulteriori studi per chiarire il ruolo dell'HDL-P nella fisiopatologia dello scompenso cardiaco e per identificare trattamenti che potrebbero aumentare l'HDL-P totale e le small HDL in pazienti con scompenso cardiaco» concludono Hunter e coautori.

A.Z.

Hunter WG, McGarrah RW 3rd, Kelly JP, et al. High-Density Lipoprotein Particle Subfractions in Heart Failure With Preserved or Reduced Ejection Fraction. J Am Coll Cardiol, 2019;73(2):177-186. doi: 10.1016/j.jacc.2018.10.059.
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