Cardiologia

Spironolattone nella distrofia muscolare di Duchenne, risultati incoraggianti

Lo spironolattone sicuro e pu preservare la funzione ventricolare sinistra nei pazienti con distrofia muscolare di Duchenne (DMD). quanto emerge dai dati preliminari di uno studio presentato in occasione del convegno dell'American College of Cardiology (ACC).

Lo spironolattone è sicuro e può preservare la funzione ventricolare sinistra nei pazienti con distrofia muscolare di Duchenne (DMD). È quanto emerge dai dati preliminari di uno studio presentato in occasione del convegno dell'American College of Cardiology (ACC).

I risultati sono stati definiti molto promettenti dal dottor John Lynn Jefferies, del Cincinnati Children's Hospital Medical Center, Ohio, autore dello studio che ha anche aggiunto “Se riuscissimo a preservare la funzione ventricolare con l’utilizzo dei farmaci in questi pazienti, sarebbe davvero un gran successo”.

DMD e insufficienza cardiaca
La distrofia muscolare di Duchenne, patologia genetica rara, è causata dall’assenza di una proteina muscolare, la distrofina. La patologia comporta un progressivo ‬indebolimento muscolare con conseguente perdita della funzionalità e completa immobilità. L’aspettativa di vita, pur raddoppiata negli ultimi anni, non supera in media i 25-30 anni. La DMD colpisce infatti in modo specifico il tessuto muscolare scheletrico, compresi i muscoli respiratori e cardiaci, ed è caratterizzata da una progressiva distruzione del tessuto muscolare che viene progressivamente sostituito da tessuto fibroso e adiposo.

"L'insufficienza cardiaca è il killer numero uno nella distrofia muscolare di Duchenne, e noi vorremmo attenuare i sintomi di questa patologia allungando in modo significativo la durata della vita di questi giovani, riducendo le complicanze dell’insufficienza cardiaca e i ricoveri oltre alla necessità di dispositivi di assistenza ventricolare sinistra. Il nostro obiettivo sarebbe quello di mantenere i pazienti fuori dagli ospedali con funzione cardiaca compensata” ha specificato il dottor Jefferies durante il convegno e, prima di presentare i dati ottenuti dallo studio condotto, ha spiegato che il primo in assoluto coinvolgimento cardiaco nella DMD sembra essere la fibrosi, che è collegata ad un calo della funzione sistolica. "Se fossimo in grado di attenuare il carico cicatriziale potremmo preservare la funzione ventricolare a tempo indeterminato".

Ruolo dell’aldosterone
Il dottor Jefferies ha inoltre osservato che il rimodellamento ventricolare sinistro, l’ipertrofia e la fibrosi sono stati associati ad elevati livelli di aldosterone, ricordando uno studio pubblicato su Lancet Neurology nel 2015 in cui si dimostrava che l’aggiunta di un diuretico risparmiatore di potassio, antagonista dell’aldosterone, l’eplerenone, su una terapia di fondo con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACEI) o antagonisti del recettore dell’angiotensina II (ARB) attenuava il progressivo declino della funzione ventricolare sistolica sinistra.

Visti i risultati dello studio precedente, i ricercatori con a capo il dottor Jefferies hanno voluto confermare questi benefici in uno studio a lungo termine, utilizzando lo spironolattone invece dell’eplerenone, in quanto più economico e più facilmente reperibile.

Utilizzo dello spironolattone
Lo studio ha coinvolto 99 ragazzi, di età media 14 anni, con distrofia muscolare di Duchenne; questi ragazzi presentavano evidenze di fibrosi miocardica rilevate dalla risonanza magnetica cardiaca. La maggior parte di loro riceveva ACE-inibitori o ARB (90%), beta-bloccanti (79%) e steroidi (96%).
La somministrazione dello spironolattone è stata di 25 mg al giorno; nei pazienti di peso inferiore a 25 kg la dose è stata inizialmente di 12,5 mg per poi arrivare a 25 mg dopo 4 settimane.

La dottoressa Michelle Ploutz, collega del dottor Jefferies che ha presentato i risultati ottenuti, ha riferito che l'obiettivo principale del presente studio era la sicurezza del farmaco e ha fatto sapere che hanno guardato con particolare interesse i livelli di potassio, in quanto lo spirolattone avrebbe potuto dare ipercaliemia.
I risultati hanno mostrato che i livelli di potassio sono rimasti normali in tutti i ragazzi tranne in due pazienti ma, in entrambi i casi, l’ipercaliemia era dovuta alla progressione della malattia piuttosto che alla terapia farmacologica.

Altro parametro che è rimasto nella norma in tutti i pazienti tranne in 11 è la cistatina C, marker di funzionalità renale alternativo alla creatinina e alla clearance della creatinina; 3 di questi pazienti hanno interrotto la terapia con lo spironolattone, ma ancora una volta gli autori hanno pensato che fosse la  progressione della malattia a determinare questi effetti renali.

"Nel complesso lo studio ha mostrato rassicuranti risultati sulla sicurezza, infatti non crediamo che le variazioni di potassio o di cistatina C siano direttamente collegate al farmaco" ha commentato la dottoressa Ploutz.

Il dato importante ottenuto nello studio è che la frazione di eiezione ventricolare sinistra media era di 54,6% all'inizio dello studio e 52,2% dopo un follow-up medio di 23 mesi.
"Questo non è un cambiamento significativo e si è avuto un calo inferiore rispetto a quello che ci si aspetterebbe in questi ragazzi", ha puntualizzato la dottoressa Ploutz. " In questi pazienti la frazione di eiezione scende spesso di 1,5-2% l'anno; quindi, questi risultati suggeriscono che lo spironolattone potrebbe stabilizzare la funzione ventricolare”. La conferma di ciò la daranno i risultati della risonanza magnetica cardiaca sulla fibrosi, non ancora presentati dagli autori.

Per ottenere risultati a lungo termine, i ricercatori hanno in programma di continuare a seguire questi pazienti e sperano nell’arruolamento di altri; inoltre ritengono che sarebbe meglio condurre uno studio placebo controllato ma questo risulta difficile nelle malattie come la distrofia muscolare di Duchenne.


American College of Cardiology (ACC) 2017 Scientific Sessions. Abstract 1248-256. March 18, 2017.