Statine, minor rischio cardiaco anche negli over 75 esclusi dagli studi clinici. Dati osservazionali real world

Cardio

Un'ampia serie di studi ha dimostrato che le statine possono prevenire attacchi di cuore, ictus e morte in adulti di mezza età. Ma in 28 importanti studi clinici condotti con statine, solo il 2% dei partecipanti aveva età pari o superiore a 75 anni. Ciò significa che anche se gli adulti più anziani sono maggiormente a rischio di malattie cardiache e di morte, ci sono scarsi dati sull'opportunità di prescrivere loro le statine. Uno studio pubblicato su "JAMA" getta nuova luce sul ruolo che le statine possono svolgere negli adulti più anziani che non hanno ancora sperimentato un attacco di cuore, un ictus o altri eventi cardiovascolari.

Un’ampia serie di studi ha dimostrato che le statine possono prevenire attacchi di cuore, ictus e morte in adulti di mezza età. Ma in 28 importanti studi clinici condotti con statine, solo il 2% dei partecipanti aveva età pari o superiore a 75 anni. Ciò significa che anche se gli adulti più anziani sono maggiormente a rischio di malattie cardiache e di morte, ci sono scarsi dati sull'opportunità di prescrivere loro le statine. Uno studio pubblicato su “JAMA” getta nuova luce sul ruolo che le statine possono svolgere negli adulti più anziani che non hanno ancora sperimentato un attacco di cuore, un ictus o altri eventi cardiovascolari.

Condotto da ricercatori del Brigham and Women's Hospital e del VA Boston Healthcare System, il nuovo studio ha sfruttato i dati nazionali dei Servizi di Amministrazione Sanitaria dei Veterani e dei Centri per Medicare & Medicaid Services per effettuare un’analisi retrospettiva.

Analisi condotta sugli archivi dei Veteran Affairs
I ricercatori hanno scoperto che il rischio di morte per qualsiasi causa era inferiore del 25% tra i veterani che usavano statine rispetto a quelli che non erano trattati con statine. Inoltre, il rischio di morte per un evento cardiovascolare, come un attacco di cuore o ictus, era inferiore del 20 per cento.

«Sulla base di questi dati, l'età non è un motivo per non prescrivere statine» scrivono gli autori, coordinati da Ariela Orkaby, del VA Boston Health Care System e nella Division of Aging presso il Brigham. «Le statine sono comunemente studiate e prescritte per gli adulti di mezza età, ma poco studiate nelle persone di età superiore ai 75 anni» ribadiscono.

«Una delle cose più notevoli dei nostri risultati è che abbiamo trovato vero il beneficio delle statine indipendentemente dal fatto che una persona fosse più grande o più giovane o avesse una condizione come la demenza» evidenziano gli autori.

Orkaby e colleghi hanno esaminato i dati dei veterani che hanno utilizzato i servizi VA tra il 2002 e il 2012, avevano almeno 75 anni e non avevano avuto in precedenza un attacco di cuore, un ictus o altri eventi cardiovascolari. Degli oltre 300.000 veterani idonei, il team ha identificato più di 57.000 persone che hanno iniziato a prendere statine durante questo periodo.

Utilizzando il punteggio di propensione, gli autori hanno confrontato gli individui che hanno iniziato a prendere statine con coloro che avevano la stessa probabilità di ricevere la prescrizione di una statina in base alle caratteristiche cliniche, ma non hanno ricevuto tale prescrizione. Nel complesso, l'assunzione di statine è stata significativamente associata a un minore rischio di morte per un evento cardiovascolare o di morte per qualsiasi causa.

E i benefici sono rimasti per i veterani in età avanzata, compresi quelli che avevano 90 anni o più. I tassi di mortalità più bassi si sono estesi a quelli con altre condizioni come la demenza (individui che sono stati esclusi da studi precedenti). Nelle analisi secondarie, il team ha scoperto che l'avvio di una statina era anche significativamente associato a un minor rischio di eventi cardiovascolari come infarti e ictus.

Limiti e nuove strade da percorrere
«Ci sono molti indizi interessanti da seguire» spiegano Orkaby e colleghi «ma è importante tenere a mente che questo non è uno studio clinico randomizzato. Invece, è un'analisi retrospettiva che utilizza dati del mondo reale che ci aiuta a esplorare dove si trova la verità». Lo studio si è concentrato solo sui veterani, una popolazione prevalentemente bianca e maschile, che può limitare la sua generalizzabilità, ma la dimensione dello studio ha permesso di ottenere informazioni statisticamente significative su gruppi sottorappresentati.

Durante il periodo di temporale dello studio, la statina più comunemente prescritta era simvastatina, ma attualmente, più alta dosi più alte e statine ad alta intensità sono diventate più frequentemente prescritte. Mentre le statine sono generalmente ben tollerate, molte persone segnalano indolenzimenti e dolori come effetto collaterale, il che può portare alcuni a smettere di prendere il farmaco. Lo studio attuale non ha valutato se i pazienti hanno interrotto l'uso di statine.

Due studi clinici randomizzati con statine in adulti più anziani sono ora in corso e i risultati di uno di questi sono attesi entro la fine dell'anno. Orkaby e colleghi hanno in programma di seguire il loro studio esplorando gli effetti del dosaggio delle statine ed esaminando i risultati per le sottopopolazioni incluse nella loro analisi.

Riferimento bibliografico:
Orkaby AR, Driver JA, Ho YL, et al. Association of Statin Use With All-Cause and Cardiovascular Mortality in US Veterans 75 Years and Older. JAMA. 2020;324(1):68-78. doi:10.1001/jama.2020.7848
leggi