Cardiologia

Statine riducono il rischio di tumore della mammella e la mortalità

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Le donne affette da ipercolesterolemia hanno una probabilità minore di sviluppare un tumore della mammella e mostrano un minor tasso di mortalità dovuto alla malattia. Ma a cosa è dovuto tutto questo? Secondo lo studio ACALM presentato al congresso della Società Europea di Cardiologia, l’effetto potrebbe essere mediato dall’assunzione di statine. Infatti, dopo 14 anni di follow-up, le pazienti con livelli elevati di LDL-C al basale mostravano un’incidenza minore di questo tipo di tumore e una ridotta mortalità associata alla malattia.

I ricercatori dell’Aston Medical School di Birmingham hanno analizzato le informazioni riguardanti 1.220.024 soggetti inclusi nel database clinico Algorithm for Comorbidities, Associations, Length of stay and Mortality (ACALM), relativo a tutti i pazienti ricoverati presso gli ospedali del Regno Unito dal 1 gennaio 2000 al 31 marzo 2013.

Sono state individuate 16.043 donne di età superiore ai 40 anni e con una diagnosi di ipercolesterolemia, abbinate poi ad altrettante pazienti con livelli di colesterolo nella norma. Queste sono state seguite fino al 2013, valutando l’incidenza di tumori al seno e la mortalità dai dati provenienti dall’Office for National Statistics.

Dai risultati è emersa una probabilità ridotta del 45% di sviluppare un tumore al seno per le pazienti con livelli elevati di colesterolo nel sangue. Inoltre, tra le donne affette da carcinomi della mammella, la presenza di un’ipercolesterolemia in via di trattamento è risultata associata a una riduzione del 40% della mortalità.

“Se si verifica questa associazione deve essere per fattori inerenti la condizione, le caratteristiche dei pazienti o, più probabilmente, per i farmaci utili a ridurre i livelli di colesterolo, come le statine”, ha sottolineato Rahul Potluri, fondatore della ACALM Study Unit presso l’Aston Medical School di Birmingham.

I risultati dello studio confermano quelli di ricerche precedenti, incluse analisi realizzate su modelli animali, in cui interventi a base di statine avevano prodotto una riduzione del rischio di sviluppare un tumore al seno.

“Questo ci spinge a pianificare un trial clinico finalizzato ad analizzare gli effetti delle statine in pazienti affette da questa neoplasia”, ha aggiunto Paul Carter, responsabile della ricerca.

“Tuttavia le donne con tumore del seno e livelli elevati di colesterolo, ad alto rischio cardiovascolare o con pregresse patologie di questa natura dovrebbero essere trattate secondo le linee guida. Non penso che al momento sia possibile prescrivere le statine per ridurre l’incidenza del carcinoma della mammella o la mortalità associata. Ma un risultato positivo in un trial clinico potrebbe cambiare questa situazione, si tratta di un campo di studi molto eccitante e in rapida evoluzione”.

Carter PR, et al., Patients with a diagnosis of hyperlipidaemia have a reduced risk of developing breast cancer and lower mortality rates: a large retrospective longitudinal cohort study from the UK ACALM registry.




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