Studio PATHWAY-2 e ipertensione resistente, scoperto il colpevole: la ritenzione idrosalina

La ritenzione idrosalina è la principale colpevole dell'ipertensione resistente ai farmaci (RHTN) e i diuretici più vecchi si sono rivelati il trattamento più efficace per questo problema. È quanto emerge dai nuovi risultati dello studio PATHWAY-2 e in particolare di un suo sottostudio, il PATHWAY-2 Mechanisms. presentati di recente al congresso della European Society of Cardiology (ESC), a Barcellona.

La ritenzione idrosalina è la principale colpevole dell'ipertensione resistente ai farmaci (RHTN) e i diuretici più vecchi si sono rivelati il trattamento più efficace per questo problema. È quanto emerge dai nuovi risultati dello studio PATHWAY-2 e in particolare di un suo sottostudio, il PATHWAY-2 Mechanisms. presentati di recente al congresso della European Society of Cardiology (ESC), a Barcellona.

La ricerca, ha dichiarato Bryan Williams, dell'Università di Londra, in conferenza stampa, "determinerà un cambiamento della pratica clinica in tutto il mondo e aiuterà a migliorare i valori pressori e gli outcome dei nostri pazienti con ipertensione resistente”.

"Questa è una storia meravigliosa di utilizzo di metodi sofisticati moderni per risolvere un vecchio problema: perché alcuni pazienti hanno un'ipertensione apparentemente intrattabile", ha aggiunto lo sperimentatore principale degli studi PATHWAY, Morris Brown, della Queen Mary University di Londra. "La scoperta del sovraccarico di sali come causa sottostante dell’ipertensione resistente ci ha permesso di colpire l'ormone responsabile di quest’effetto e di trattare o guarire la maggior parte dei pazienti".

Quasi un paziente iperteso su 10 ha un’ipertensione resistente, il che significa che non riesce a raggiungere il controllo pressorio nonostante il trattamento con un diuretico e almeno altri due antipertensivi.

I risultati iniziali dello studio PATHWAY-2, presentati al Congresso ESC del 2015, hanno mostrato che lo spironolattone (un diuretico in uso da più di 50 anni ma raramente utilizzato per trattare l'ipertensione) si è rivelato significativamente più efficace di altri farmaci nel ridurre la pressione arteriosa in questa popolazione difficile da trattare.

Ora, nuove analisi dello stesso studio hanno identificato il motivo per cui lo spironolattone funziona meglio e mostrato che un altro vecchio diuretico - amiloride - funziona ugualmente bene, fornendo così un’alternativa per quei pazienti in cui lo spironolattone non è tollerato.
"Ora abbiamo due nuovi trattamenti basati su vecchi farmaci. Il nostro studio fornisce forti evidenze che ognuno di questi due diuretici ben consolidati permette di ottenere un eccellente controllo della pressione arteriosa nella maggior parte di questi pazienti e che questo tipo di riduzione pressoria riduce notevolmente il rischio di malattie cardiache, ictus e morte prematura".

PATHWAY-2 è uno studio di fase IV in cui sono stati confrontati quattro interventi aggiuntivi alla terapia antipertensiva standard in 314 pazienti con RHTN. All'inizio, tutti i partecipanti erano già in trattamento con le dosi meglio tollerate di tre antipertensivi, fra cui un ACE-inibitore, un bloccante del recettore dell'angiotensina II (ARB), un calcioantagonista (CCB) e un diuretico. Questo trattamento standard è spesso definito come "strategia di trattamento A + C + D".

I partecipanti hanno continuato la terapia di base A + C + D e sono stati poi sottoposti a quattro cicli di 12 settimane di ciascuno a rotazione dei trattamenti sperimentali, come terapia aggiuntiva agli antipertensivi usuali. I trattamenti aggiuntivi comprendevano bisoprololo, doxazosina (due antipertensivi di uso comune) lo spironolattone, un vecchio diuretico raramente utilizzato per il trattamento della pressione alta, o un placebo.

Tre sottostudi incorporati nello studio PATHWAY-2, e dei quali sono stati riportati per la prima volta i risultati al congresso ESC di quest’anno, hanno cercato di individuare i meccanismi alla base dell’efficacia superiore dello spironolattone contro l’ipertensione resistente e di capire se anche l'amiloride potesse avere benefici simili.

Utilizzando sofisticate misure non invasive della gittata cardiaca, della resistenza vascolare e del volume totale dei liquidi corporei, gli studi hanno confermato che amiloride ha un’efficacia simile a quella dello spironolattone nei pazienti con RHTN.

La ragione per cui entrambi i farmaci funzionano così bene nell’RHTN, ha spiegato Williams, è legata al fatto che la ritenzione dei sali in questa popolazione è dovuta alla sovrapproduzione di aldosterone, l'ormone mineraloattivo che promuove la ritenzione del sodio, dei cloruri e dell’acqua.

“Nel nostro studio, dimostriamo che l’RHTN è una condizione caratterizzata da ritenzione di sodio (eccesso di acqua e di sali) e che il trattamento più efficace in questo caso è un diuretico, lo spironolattone, che porta a eliminare i liquidi in eccesso antagonizzando gli effetti dell’aldosterone” scrivono Williams e i colleghi nelle loro conclusioni.

Inoltre, aggiungono i ricercatori, “dimostriamo per la prima volta che quest’effetto dello spironolattone è replicato da un diuretico differente, amiloride 10-20 mg/die, anch’esso in grado di inibire l’aldosterone, ampliando così la gamma delle opzioni terapeutiche disponibili.

"Sia lo spironolattone sia l'amiloride antagonizzano gli effetti dell’aldosterone, e probabilmente è questo il motivo per cui sono particolarmente efficaci nei pazienti con RHTN" ha aggiunto Williams.

"È degno di nota il fatto che, in un momento in cui tanti progressi in medicina dipendono da innovazioni estremamente costose, siamo riusciti a rivisitare l'uso di farmaci sviluppati oltre mezzo secolo fa e a dimostrare che per questa popolazione di pazienti difficile da trattare essi funzionano davvero bene" ha concluso il professore.

B. Williams, et al. Mechanisms for the benefit of spironolactone in resistant hypertension in the PATHWAY-2 study” will be presented during. ESC 2017; abstract 3832.