Trombosi post cardiologia interventistica, terapia antiaggregante singola o doppia migliore rispetto ad altre

La singola o doppia terapia con antiaggreganti piastrinici risulta più efficace della tripla terapia e della terapia combinata, costituita da un antiaggregante e un anticoagulante, nel controllare la formazione di trombi dopo sostituzione della valvola aortica transcatetere (Tavi).

La singola o doppia terapia con antiaggreganti piastrinici risulta più efficace della tripla terapia e della terapia combinata, costituita da un antiaggregante e un anticoagulante, nel controllare la formazione di trombi dopo sostituzione della valvola aortica transcatetere (Tavi).

Sono le conclusioni di uno studio retrospettivo presentato in occasione della sessione scientifica annuale della Society for Cardiovascular Angiography and Interventions (SCAI). 

L’incidenza della trombosi è alta nella cardiologia interventistica e i ricercatori, rappresentati dal dottor Ryan Watson, della Harvard Medical School di Boston, che ha discusso i risultati ottenuti durante il congresso, hanno valutato di dati relativi a 244 pazienti sottoposti all’intervento Tavi, trattati successivamente con singola o doppia terapia antiaggregante (n = 135), tripla terapia (n = 20) e terapia combinata composta da antiaggregante e anticoagulante (n = 89).
“In questi anni abbiamo osservato che l’endpoint composito di morte, infarto miocardico, ictus e sanguinamento maggiore, è risultato significativamente superiori nei pazienti che avevano subito la sostituzione della valvola aortica e che venivano trattati successivamente con terapia tripla e combinata rispetto a coloro che erano stati trattati con singola o doppia terapia antiaggregante” ha commentato il dottor Watson.
Tre tipi di terapie a confronto
Nello studio condotto il follow-up medio è stato di 2,1 anni. Tutti i pazienti sono stati trattati nello stesso centro clinico durante un periodo di 5 anni.
L’analisi dell’esito composito ha determinato il 68% di morte, il 23% di sanguinamento maggiore, il 6% di ictus e il 3% di infarto miocardico. L'esito composito a 2 anni di follow-up per i soggetti trattati con tripla terapia era del 70%, del 43% nel trattamento antiaggregante + anticoagulante e del 32% nella somministrazione della terapia costituita dalla singola o doppia dose di antiaggreganti.
L’hazard ratio aggiustato per diverse variabili, tra cui l’ipertensione, il diabete e le malattie polmonari croniche, era di 3,0 (intervallo di confidenza del 95% Ic: 1,7-5,3; P = 0,0002) per la terapia tripla e di 1,6 (95% Ic: 1,1 -2,3); p = 0,01) per la terapia combinata, rispetto al gruppo che riceveva la singola o doppia terapia antiaggregante.
È stato inoltre osservato che i tassi di mortalità sono stati rispettivamente del 61%, del 33% e del 27% rispettivamente per i pazienti trattati con tripla terapia, antiaggregante e anticoagulante insieme e terapia antiaggregante singola o doppia.

“Pur avendo ottenuto dei risultati chiari sull’efficacia della singola o doppia terapia antiaggregante nel combattere la trombosi, ad oggi la pratica clinica e le raccomandazioni delle linee guida sono in disaccordo su come trattare i pazienti dopo l’intervento di sostituzione della valvola aortica transcatetere, poichè la terapia antitrombotica ottimale in questa popolazione deve ancora essere determinata” ha concluso il dottor Watson.


“Impact of Antithrombotic Regimen on Ischemic and Bleeding Outcomes After Transcatheter Aortic Valve Replacement.” Abstract B095