Cardiologia ESC 2022

Una scure sul trattamento domiciliare con colchicina e aspirina nei pazienti con COVID-19. Studio ACT OUTPATIENT #ESC22

Nessun beneficio su mortalità, ospedalizzazione e incidenza di trombosi dalla terapia con aspirina o colchicina per la terapia domiciliare della COVID-19. La scure su questo approccio farmacologico per il trattamento dell'infezione da SARS-CoV-2 al di fuori del setting ospedaliero, al centro di un acceso dibattito tra sostenitori e detrattori dei due farmaci, è stata calata dai risultati dello studio ACT OUTPATIENT su circa 4000 pazienti ambulatoriali con COVID-19, condotto da John Eikelboom, McMaster University, Hamilton, Canada e colleghi e presentato al congresso ESC 2022.

Nessun beneficio su mortalità, ospedalizzazione e incidenza di trombosi dalla terapia con aspirina o colchicina per la terapia domiciliare della COVID-19. La scure su questo approccio farmacologico per il trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2 al di fuori del setting ospedaliero, al centro di un acceso dibattito tra sostenitori e detrattori dei due farmaci, è stata calata dai risultati dello studio ACT OUTPATIENT su circa 4000 pazienti ambulatoriali con COVID-19, condotto da John Eikelboom, McMaster University, Hamilton, Canada e colleghi e presentato al congresso ESC 2022.

Le caratteristiche e gli obiettivi dello studio
Il peggioramento della malattia nei pazienti con COVID-19 è caratterizzato da una massiva risposta infiammatoria e da un'attivazione del sistema emocoagulativo.

Lo studio ambulatoriale Anti-Coronavirus Therapies (ACT) ha quindi voluto verificare l’efficacia di due trattamenti spesso utilizzati nel setting territoriale per prevenire la progressione della COVID-19: la colchicina, usata per ridurre l’infiammazione e l'aspirina per contrastare l'attivazione della cascata emocoagulativa.  Il trial è stato condotto in 12 paesi.

Lo studio ha randomizzato 3.917 pazienti in setting territoriale con COVID-19 diagnosticato in laboratorio a ricevere 28 giorni di trattamento con: (1) colchicina (0,6 mg due volte al giorno per tre giorni, seguita da 0,6 mg una volta al giorno per altri 25 giorni) rispetto al controllo e (2) aspirina (100 mg una volta al giorno) rispetto al controllo, utilizzando un disegno fattoriale.

Il disegno dello studio ha consentito la valutazione simultanea degli effetti indipendenti della colchicina e dell'aspirina, nonché dei loro possibili effetti additivi.

L'outcome principale per il confronto tra colchicina e controllo era l'ospedalizzazione o la morte, e per il confronto tra aspirina e controllo era la trombosi maggiore, il ricovero o la morte.

Le evidenze emerse
La colchicina rispetto ai controlli non ha ridotto in modo significativo l'ospedalizzazione o la morte [66 eventi (3,4%) contro 65 eventi (3,3%); hazard ratio (HR): 1,02; IC al 95%: 0,72–1,43; p=0,926).

Anche l'aspirina rispetto ai controlli non ha ridotto significativamente la trombosi maggiore, l'ospedalizzazione o la morte [59 eventi (3,0%) contro 73 eventi (3,8%); HR: 0,80; IC al 95% 0,57–1,13; p=0,211). Non è emersa l’evidenza di un beneficio per entrambi i trattamenti in nessuno dei sottogruppi esaminati, inclusa la gravità della malattia al basale, il tempo dalla diagnosi alla randomizzazione, lo stato vaccinale o il tempo del trattamento in base alla fase della pandemia.

Gli autori hanno notato che i tassi di eventi nel gruppo di controllo sono diminuiti progressivamente nel corso dello studio da circa il 7-8% all'inizio a meno del 2% verso la fine e il numero di pazienti che hanno avuto un outcome clinico è stato sostanzialmente inferiore al previsto.

I ricercatori hanno anche eseguito una metanalisi aggiornata degli studi randomizzati sulla colchicina in pazienti con COVID-19 ambulatoriali (n=8.369) e ricoverati (n=15.335). L’analisi non ha fornito prove di un beneficio significativo, né per la prevenzione dell'outcome primario (come riportato nelle sperimentazioni) né per la prevenzione della mortalità.

Conclusioni degli autori
«I risultati dell'ACT Outpatient Trial, insieme a quelli della nostra metanalisi aggiornata, non supportano l'uso né della colchicina né dell'aspirina per il trattamento dei pazienti ambulatoriali con COVID-19», ha commentato John Eikelboom. «Per i pazienti con COVID-19 attualmente infetti e a rischio di progressione della malattia andrebbe preso in considerazione in considerazione l'uso di terapie antivirali di comprovata efficacia, se disponibili, per prevenire la progressione della malattia».

Fonte
Eikelboom J.  Anti-Coronavirus Therapies (ACT) trials. Colchicine and Aspirin in community patients with COVID-19. An open-label, factorial, randomized trial. Presented at: ESC 2022. August 29, 2022. Barcelona, Spain.