Valvola aortica bicuspide, l'uso di statine preoperatorio riduce il rischio di sviluppo di aneurisma

Nei pazienti con malattia della valvola aortica bicuspide (BAV) l'impiego di statine prima di un intervento chirurgico aortico risulta associato a una minore probabilità di dilatazione dell'aorta ascendente clinicamente significativa.

Nei pazienti con malattia della valvola aortica bicuspide (BAV) l'impiego di statine prima di un intervento chirurgico aortico risulta associato a una minore probabilità di dilatazione dell’aorta ascendente clinicamente significativa. Lo dimostrano i risultati di uno studio retrospettivo pubblicato online su Clinical Cardiology. Il razionale? La capacità delle statine di limitare la dannosa sovraespressione delle metalloproteinasi (MMP) nelle pareti arteriose.

«Nonostante la stenosi aortica (AS) e l’insufficienza aortica (AR) rappresentino le complicanze più comuni nella BAV, più del 50% dei pazienti che ne sono affetti sviluppa una dilatazione dell’aorta ascendente, ponendoli a un rischio aumentato da 8 a 12 volte di dissecazione aortica rispetto alla popolazione generale» ricordano gli autori dello studio, appartenenti al Bluhm Cardiovascular Institute presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, e guidati da Alexander P. Taylor.

«La chirurgia preventiva dell'aorta è indicata nei pazienti BAV con aorta dilatata per prevenire eventi catastrofici» aggiungono. «Nei pazienti BAV sottoposti a sostituzione valvolare aortica per grave AS o AR, le linee guida di consenso stabiliscono che la riparazione dell’aneurisma sia ragionevole se l'aorta ascendente supera i 4,5 cm di diametro».

Finora nessun intervento farmacologico ha dimostrato di poter rallentare la progressione della dilatazione aortica nella malattia BAV e le strategie per la gestione medica sono estrapolate da quelle utilizzate per la sindrome di Marfan, spiegano gli autori.

«Si pensa che le statine possano limitare la progressione degli aneurismi dell'aorta addominale (AAA) riducendo l’espressione delle metalloproteinasi (MMP)» affermano Taylor e colleghi. «Recenti studi hanno suggerito che la terapia con statine potrebbe anche essere associata a una ridotta dilatazione dell'aorta ascendente nella malattia BAV».

In questo studio, pertanto, il team ha caratterizzato l'associazione tra uso preoperatorio di statine e dilatazione aortica in una coorte chirurgica di pazienti BAV.

I ricercatori hanno nuovamente analizzato i dati di tutti i pazienti BAV sottoposti a chirurgia valvolare aortica e/o a chirurgia aortica presso il Bluhm Cardiovascular Institute nel periodo compreso tra l’aprile del 2004 e il dicembre del 2013. Il diametro aortico (AD), definito come massima dimensione dell’aorta ascendente, è stato determinato mediante risonanza magnetica (RM), tomografia computerizzata (CT) o ecocardiografia.
I pazienti sono stati quindi divisi in 2 gruppi: AD massima <4,5 cm o =/>4,5 cm. L'associazione tra uso preoperatorio di statine e dilatazione aortica è stata valutata utilizzando un modello di regressione logistica multivariata.

Dei 680 pazienti consecutivi, al momento dell'intervento 405 (60%) avevano un AD <4,5 cm, un’età media di 60 anni e, nel 45% dei casi, erano in trattamento con statine; i restanti 275 (40%) avevano un AD =/> 4,5 cm, un’età media di 54 anni ed erano trattati con statine nel 35% dei casi.
Dopo aggiustamento per età, superficie corporea, genere, ipertensione, stenosi aortica, gravità del rigurgito aortico e uso di ACE-inibitori, sartani e beta-bloccanti, i pazienti con =/>4,5 cm hanno evidenziato di avere una probabilità inferiore (odds: 0,66x) di essere in trattamento con statine prima dell’operazione rispetto a quelli con AD <4,5 cm (P = 0,029).

«La dilatazione aortica nella malattia BAV probabilmente nasce da una combinazione di fattori emodinamici e genetici, in cui anomalie intrinseche della media aortica e la sovraespressione di MMP giocano un ruolo centrale. Data la loro capacità di sopprimere le MMP e limitare la progressione degli AAA, si ritiene che le statine possano anche essere utile nella malattia BAV» ribadiscono gli autori.

In effetti, la terapia preoperatoria con statine è risultata associata in modo indipendente a dimensioni aortiche inferiori nella coorte di pazienti chirurgici con malattia BAV considerata in questo studio, i cui risultati confermano quelli di precedenti ricerche: una relativa a un’associazione tra terapia con statine e diminuzione delle dimensioni di radice aortica, giunzione seno-tubulare, e aorta ascendente in una coorte di pazienti BAV avviati a chirurgia, l’altra riguardante un’associazione tra terapia con statine e dimensioni aortiche minori nei pazienti con grave BAV.

«Le statine» ricordano ancora gli autori, oltre a quelli ipolipemizzanti «hanno effetti indipendenti sul sistema immunitario e sulla funzione dell’endotelio vascolare, riducono le specie reattive dell’ossigeno, limitano il rilascio di MMP e preservano o aumentano l’espressione di inibitore tissutale di MMP. Studi precedenti hanno inoltre dimostrato che le statine limitano la progressione degli AAA diminuendo l’espressione delle MMP la cui attività è sovraregolata nell’aorta BAV, suggerendo che le statine possono funzionare attraverso un meccanismo simile anche per limitare la formazione di un aneurisma dell’aorta toracica».

Taylor AP, Yadlapati A, Andrei AC, et al. Statin Use and Aneurysm Risk in Patients With Bicuspid Aortic Valve Disease. Clin Cardiol, 2015 Dec 22. [Epub ahead of print]
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