Uno nuovo studio pubblicato on line su Hypertension dimostra che le variazioni della pressione arteriosa sistolica (SBP) a lungo termine e i livelli medi della frequenza cardiaca (HR) sono associati con lo sviluppo di disfunzioni, declino e deterioramento cognitivi in pazienti ad alto rischio con aterosclerosi o ictus pregresso o diabete mellito ad alto rischio.

«I fattori di rischio cardiovascolare, e in particolare un’elevata SBP, sono stati collegati a disturbi e declino cognitivi nella malattia cardiovascolare a causa del potenziale coinvolgimento di meccanismi quale la disfunzione endoteliale, la presenza di microemboli e lo stress ossidativo, promotori di aterosclerosi cerebrale» affermano gli autori della ricerca, coordinati da Michael Böhm, della Klinik für Innere Medizin III della Universitätklinikum des Saarlandes di Homburg (Germania).
«Di recente» aggiungono «si è scoperto che elevati valori di HR a riposo sono correlati ad outcomes cardiovascolari nell’ipertensione, nella malattia coronarica e nello scompenso cardiaco, e che sono in grado di indurre disfunzione endoteliale, meccanismi antiangiogenetici nell’ipercolesterolemia dopo occlusioni vascolari e di aumentare le dimensioni di un infarto cerebrale in modelli sperimentali».

«Nonostante gli effetti di una SBP non controllata sul declino cognitivo siano stati studiati, le informazioni disponibili – più o meno limitate – riguardano la variazione della SBP da una visita all’altra, la HR media e la variazione dell’HR in visite successive» spiegano gli autori. «In questo studio analizziamo la relazione tra SBP media in trattamento, la variazione della SBP, l’HR media e la variazione dell’HR da un lato con, dall’altro, il declino cognitivo (riduzione =/>5 punti) e la disfunzione cognitiva definita come un punteggio alla mini mental state examination [MMSE] 1 punto all’anno o declino a =/<24 punti).

Gli studiosi hanno fatto uso dei dati raggruppati degli studi ONTARGET (Ongoing Telmisartan Alone and in Combination With Ramipril Global Endpoint Trial e TRANSCEND (Telmisartan Randomized Assessment Study in ACE Intolerant Subjects With Cardiovascular Disease).

La SBP e l’HR sono state misurate fino a 10,7+/-2,2 visite. La SBP media, l’HR media e la variazione della SBP (SBP-CV) sono risultate associate con declino, disfuzione e deterioramento cognitivi (p<0,01 in tutti i casi, valore non aggiustato). Dopo aggiustamento, solo la SBP-CV (P=0,0030) e l’HR media (P=0,0008) sono rimaste predittive di disfunzione cognitiva (odds ratio: 1,32 per il 5° verso il 1° quintile di SBP-CV e 1,40 per il 5° verso il 1° quintile di HR media). Simili effetti si sono osservati per il declino e il deterioramento cognitivi. Inoltre, la SBP-CV e l’HR media hanno dimostrato effetti additivi sinergici.

Un’analisi secondaria del trial ONTARGET su un’ampia popolazione ha confermato, secondo Böhm e collaboratori, che «l’HR e le variazioni della pressione arteriosa possono essere considerati marker di disfunzione cognitiva» e che, potendo essere importanti per giudicare il rischio futuro dei deficit cognitivi, «dovrebbero essere incorporati nel parere clinico» relativo ai pazienti ad alto rischio cardiovascolare.  In conclusione «si rendono necessari studi sulla riduzione della HR e la regolarizzazione dei profili della SBP».

A.Z.
Böhm M, Scumacher H, Leong D, et al. Systolic Blood Pressure Variation and Mean Heart Rate Is Associated With Cognitive Dysfunction in Patients With High Cardiovascular Risk. Hypertension, 2015 Jan 12. [Epub ahead of print]
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