Coronavirus: misure per prevenire il contagio, vaccini e farmaci. Tutte le novitą dal congresso CROI di Boston

COVID-19

Sono passati poco pił di due mesi e mezzo dal primo caso di coronavirus identificato in Cina e da allora ricercatori e medici hanno galoppato nello studiare il virus, come si manifesta e diffonde l'infezione e sono partiti studi sul vaccino e su eventuali trattamenti. Nella giornata di ieri, durante una sessione del congresso CROI ( Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections) di Boston che quest'anno č completamente virtuale, diversi esperti hanno mostrato le ultime novitą e tra essi anche Anthony Fauci immunologo statunitense di origini italiane e capo dell'istituto statunitense National Institute of Allergy and Infectious Diseases che ha evidenziato come in soli due mesi dalla sequenza virale si inizierą la sperimentazione del vaccino sull'uomo.

Sono passati poco più di due mesi e mezzo dal primo caso di coronavirus identificato in Cina e da allora ricercatori e medici hanno galoppato nello studiare il virus, come si manifesta e diffonde l’infezione e sono partiti studi sul vaccino e su eventuali trattamenti. Nella giornata di ieri, durante una sessione del congresso CROI ( Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections) di Boston che quest’anno è completamente virtuale, diversi esperti hanno mostrato le ultime novità e tra essi anche Anthony Fauci, immunologo statunitense di origini italiane e capo dell'istituto statunitense National Institute of Allergy and Infectious Diseases che ha evidenziato come in soli due mesi dalla sequenza virale si inizierà la sperimentazione del vaccino sull’uomo.

Il primo caso cinese di coronavirus risale al 27 dicembre quando è stata riportata una polmonite insolita in un paziente cinese. Il caso venne subito discusso al CDC e il 29 dicembre viene rilasciata un’allerta epidemiologica.
Il 1° gennaio 2020 viene chiusa una pescheria del mercato centrale di Wuhan in Cina. Il 3 gennaio viene informata della situazione l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) e gli altri paesi e il 7 gennaio viene isolato il coronavirus SARS-CoV2.

Pochi giorni dopo la sequenza viene condivisa con l’OMS e viene spedito il primo test per PCR a Wuhan. Il 23 gennaio la città di Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei, viene chiusa e pochi giorni dopo vengono chiuse altre 15 città cinesi perché l’infezione si espande velocemente.

Come sottolinea Zunyou Wu, Chinese Center for Disease Control and Prevention Beijing, China: “COVID-19 è altamente contagioso basti pensare che in Cina il 31 dicembre aveva coinvolto gli abitanti di 14 paesi in 1 provincia, il 10 gennaio i paesi erano 113 e le province 20, il 12 febbraio 1605 paesi in 31 province”.

Sintomatologia
Non sono state riscontrate differenze tra i sessi a livello di contagio e la maggior parte delle persone infettate avevano un’età tra i 20 e i 74 anni.
I sintomi più frequenti sono febbre, tosse secca, affaticamento, espettorato, mal di testa, dolore muscolare, gola infiammata, oppressione toracica, raffreddore. I casi più severi in Cina presentano un peggioramento dei primi tre sintomi che possono arrivare alla Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) che può richiedere supporto respiratorio e può comportate decesso. Alcuni pazienti presentano anche diarrea che spesso precede la tosse e la febbre.

Non ci sono sintomi che possano farlo differire da una normale influenza stagionale.

Soggetti a rischio più elevato
La maggior parte dei pazienti in condizioni critiche sono ipertesi, diabetici, con problemi cardiovascolari, problemi polmonari preesistenti etc.
Ad alto rischio sono anche i soggetti immunocompromessi come le persone con HIV soprattutto se con conta bassa dei linfociti CD4 o nei casi di mancata soppressione virale. Il CDC ha emesso anche delle raccomandazioni per le persone con HIV che vanno dal ricordarsi sempre di prendere i farmaci, alle vaccinazioni per influenza e pneumococco, ad essere collegati con i loro medici per via telematica.

Le complicanze dell’infezione includono la polmonite, insufficienza respiratoria e insufficienza multiorgano.

Numeri del contagio e misure per contenerlo
In Cina per contenere l’epidemia sono state adottate soprattutto misure di salute pubblica che sono state man mano crescenti. Dal lavaggio delle mani per almeno 20 secondi, all’uso delle mascherine, al chiudere i contatti in quarantena, all’isolamento dei casi, a sospendere incontri e spostamenti, scuole chiuse e telelavoro.

Non abbiamo immunità sviluppata verso questo virus, non ci sono farmaci e neanche vaccini. In 10 giorni sono state isolate a casa 14 miliardi di persone in tutta la Cina, solo a Hubei sono stati istituiti più di 50mila posti letto solo per i pazienti COVID-19 (3 nuovi ospedali e 16 strutture temporanee con funzione ospedaliera) con ben 40mila sanitari schierati.

I casi lievi (circa il 40%) hanno avuto tutti un decorso positivo verso la guarigione dall’infezione e anche la maggior parte dei casi moderati (circa il 40%) mentre una piccola parte di questi ultimi è purtroppo andato incontro a decesso come alcuni dei casi severi (totale dei severi pari al 15% della popolazione infetta) e critici (5% della popolazione infetta, il 50% è riuscito a recuperare).

Il 10-15% dei casi lievi-moderati è evoluto a grave e il 15-20% dei severi è diventato critico.

Droplets, le responsabili del contagio
La trasmissione avviene per contatto diretto, nella maggior parte dei casi tra membri della stessa famiglia mentre non è stata osservata una trasmissione nelle scuole considerato anche il periodo di festività in Cina.
Sono le “droplets”, le goccioline di saliva, le maggiori responsabili del contagio che possono infettare per contatto diretto ma anche dopo deposizione su superfici.

L’infezione da persone asintomatiche o presintomatiche è possibile anche se in percentuale bassissima rispetto a quanto avviene tra chi ha già sintomi manifesti.

Dall’esposizione all’insorgenza dei primi sintomi passano circa 5-6 giorni, e dai primi sintomi alla guarigione passano 2 settimane per i casi lievi e dalle 3 alle 6 settimane per i casi critici e fino ad 8 settimane in caso di prognosi sfavorevole che porta a decesso.

L’infezione asintomatica non può essere confermata senza indagine sierologica ma in genere è rara con i test molecolari. Il 75% dei casi asintomatici alla diagnosi sono progrediti velocemente verso la malattia.
Il soggetto è infettivo già 24-48 ore prima dell’insorgenza dei sintomi e i pazienti che guariscono continuano ad essere positivi al test con la PCR dopo la risoluzione dei sintomi.

“Conosciamo 7 coronavirus umani (HCoVs), 4 comuni con bassa patogenicità e gli altri 3 con alta patogenicità tra cui il SARS-CoV, il MERS-CoV e infine il SARS-CoV 2, l’attuale coronavirus. Non a caso sono proprio questi 3 che negli ultimi 15-20 anni hanno accelerato i loro movimenti tra specie” ha spiegato John T Brooks, Chiedf Medical Officer Center fo Disease Control and Prevention Atlanta USA
Con il mondo iperconnesso di oggi il COVID si è diffuso abbastanza velocemente anche fuori dalla Cina portando i decessi fuori dalla Cina al 4 marzo a superare quelli cinesi.

Vaccini e farmaci
Ralph S Baric University of North Carolina Chapel Hi US ha precisato quali ricerche oggi sono in corso a livello terapeutico.
Non abbiamo vaccini preventivi e neanche farmaci approvati. Il farmaco più promettente è remdesivir; si tratta di un inibitore ribonucleosidico.
Remdesivir ha dimostrato attività in vitro su colture cellulari inibendo la replicazione virale del SARS-CoV 2 e in vivo su animali migliorando la funzione respiratoria. I risultati ottenuti sul macaco sono stati pubblicati online su PNAS il 13 febbraio scorso.

Sono attualmente in corso due studi sull’uomo in doppio cieco e controllati con placebo in Cina. A livello globale ne è partito uno il 21 febbraio ed altri due in aperto stanno arruolando pazienti.
In Cina è in corso di sperimentazione la combinazione di lopinavir ritonavir e interferone beta. Si valutano anche anticorpi a scopo terapeutico come per la MERS.

Possiamo aspettarci anche altri sviluppi a livello farmacologico nel prossimo futuro. L’FDA sta rivedendo dati di un altro inibitore nucleosidico EIDD1931.
Come ha sottolineato Anthony Fauci, nel mondo al 3 marzo erano attivi ben 261 studi su varie molecole che potrebbero agire su questo virus, studi che sono registrati sulla piattaforma internazionale Clinical Trial Registry.

Per quanto riguarda i vaccini sono state sviluppate varie piattaforme che sfruttano meccanismi diversi nello sviluppo del vaccino come l’immunizzazione genetica (vaccini a DNA ed RNA), vettori virali (es. adenovirus), attraverso proteine ricombinanti o nanoparticelle (contenenti proteine virali).

Il vaccino a mRNA sviluppato dal NIAD Research center in collaborazione con la biotech Moderna esprime la proteina virale spike del COVID-19. I tempi fino alla prima somministrazione nell’uomo saranno con molta probabilità rapidissimi (si stima 2 mesi) rispetto ad altri vaccini sviluppati in passato come quello per la SARS che per arrivare alla prima somministrazione nell’uomo ci ha impiegato 20 mesi.

In conclusione, l’infezione da SARS-CoV2 è presente ormai in quasi tutti i paesi del mondo, è molto contagiosa e per tale motivo anche l’Italia è ultimamente ricorsa a misure molto restrittive per limitare i contagi. In corso ci sono molti studi su farmaci e vaccini e speriamo di avere presto buone notizie.