COVID-19

I vaccini approvati e in sviluppo contro il COVID-19: una mappatura aggiornata

Il presente articolo propone una mappatura aggiornata dei vaccini autorizzati da parte degli enti regolatori e di quelli prossimi all'autorizzazione, offrendo così una visione d'insieme dell'impegno di prevenzione che, unitamente a quello terapeutico basato su farmaci innovativi (e.g., anticorpi monoclonali) la comunità scientifica sta profondendo per contrastare la pandemia da COVID-19.

Lo sforzo congiunto di imprese farmaceutiche ed enti regolatori ha permesso di sviluppare e autorizzare diversi vaccini anti COVID-19 nel volgere di un anno. Si tratta di un risultato notevole, considerati gli elevati standard di efficacia e tollerabilità richiesti dalle autorità regolatorie per concedere l’approvazione, sia pure condizionata ai risultati futuri, al loro impiego clinico.
Il presente articolo propone una mappatura aggiornata dei vaccini autorizzati da parte degli enti regolatori e di quelli prossimi all’autorizzazione, offrendo così una visione d’insieme dell’impegno di prevenzione che, unitamente a quello terapeutico basato su farmaci innovativi (e.g., anticorpi monoclonali) la comunità scientifica sta profondendo per contrastare la pandemia da COVID-19.
 

Comirnaty: vaccino Pfizer/BioNTech

Primo ad essere autorizzato in USA e in Europa per prevenire l’infezione da Covid- 19, il vaccino di Pfizer/BioNTech ha ricevuto l’autorizzazione all’emergency use dall’autorità regolatoria britannica (MHRA) il 2 dicembre scorso, e dalla Food and Drug Administration (FDA) l’11 dicembre. L’approvazione condizionata dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) è giunta il 21 dello stesso mese. In tutti e tre i casi l’uso del prodotto è indicato sugli individui di età pari o superiore a i 16 anni.
Il vaccino, ottenuto mediante una tecnologia assolutamente innovativa, si basa su una molecola chiamata “RNA messaggero”. Questa molecola contiene le istruzioni genetiche che servono alle cellule per “costruire” la proteina spike dell’involucro esterno del virus e di cui quest’ultimo si serve per penetrare all’interno delle cellule umane. Una volta rilasciate nell’organismo, queste proteine vengono riconosciute come estranee dal sistema immunitario il quale di conseguenza inizia a produrre sia anticorpi anti-SARS-CoV-2, sia cellule immunitarie chiamate “cellule T” in grado di rispondere al virus attraverso una risposta immunitaria specifica.
Il vaccino di Pfizer/BioNTech ha dimostrato un’efficacia pari al 95% verso la forma originaria del virus quando somministrato in due dosi successive, la prima a distanza di 3 settimane dalla seconda. 
Il suo limite, se così lo si può considerare, è che il prodotto necessita di una particolare “catena del freddo” per la conservazione e il trasporto, presupponendo l’uso di refrigeratori a bassissime temperature: tra -80⁰C e -60⁰C.
Fonti:
https://www.gov.uk/government/news/uk-medicines-regulator-gives-approval-for-first-uk-covid-19-vaccine
https://www.fda.gov/emergency-preparedness-and-response/coronavirus-disease-2019-covid-19/pfizer-biontech-covid-19-vaccine
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/847374/Comirnaty_CMA_opinion_2020-12_ITA.pdf/72ebe15e-814c-781c-8bfe-c887f1055811
https://www.ema.europa.eu/en/news/ema-recommends-first-covid-19-vaccine-authorisation-eu
https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/comirnaty-epar-product-information_it.pdf
https://www.nytimes.com/interactive/2020/science/coronavirus-vaccine-tracker.html#pfizer

mRNA-1273: Il vaccino di Moderna

Il vaccino di Moderna ha ottenuto l’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio da EMA il 6 gennaio e dall’MHRA britannico l’8 gennaio, avendo già ricevuto l’autorizzazione all’emergency use da FDA il 18 dicembre 2020.

Analogamente al vaccino di Pfizer/BioNTech, quello di Moderna si basa sulla tecnologia del RNA messaggero, agendo sull’organismo con il medesimo meccanismo d’azione e il suo uso è indicato nella popolazione di età pari o superiore a 18 anni. 
Questo vaccino ha dimostrato una efficacia molto elevata – pari al 94,1% sulla popolazione overall vaccinata – verso la forma originaria del virus. È stata altresì dimostrata un’efficacia del 90.9% nei partecipanti a rischio di COVID-19 grave, compresi i soggetti affetti da malattia polmonare cronica, cardiopatia, obesità, malattia del fegato, diabete o infezione da HIV. L’efficacia si è mantenuta elevata a prescindere dal sesso, dalla popolazione e dall’etnia.
Il vaccino Moderna prevede due somministrazioni, a 28 giorni di distanza l’una dall’altra. Anche in questo caso la conservazione richiede un sistema refrigerato di conservazione e di trasporto, ma a temperature meno basse – da -25 a -15°C per 6/7 mesi - rispetto a quelle necessarie per il vaccino Pfizer/BioNTech.
Fonti:
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1289823/2021-01-06_com-EMA_Moderna_CMA_IT.pdf/09efd2b3-851f-15c9-34d4-a2c4d18a8df5
https://www.aifa.gov.it/-/ema-raccomanda-l-autorizzazione-nell-ue-di-covid-19-vaccine-moderna
https://www.nytimes.com/interactive/2020/science/coronavirus-vaccine-tracker.html#pfizer
https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/covid-19-vaccine-moderna-epar-product-information_en.pdf
https://www.fda.gov/emergency-preparedness-and-response/coronavirus-disease-2019-covid-19/moderna-covid-19-vaccine
https://www.gov.uk/government/publications/regulatory-approval-of-covid-19-vaccine-moderna

AZD1222: il vaccino di AstraZeneca/Università di Oxford

Rispetto a quelli di Pfizer/Biontek e Moderna, il vaccino di AstraZeneca/Oxford è a “vettore virale”. Ciò significa che non viene iniettato l'mRNA per produrre la proteina spike di Sars-Cov-2 bensì un virus reso innocuo (un adenovirus dello scimpanzé) che contiene una sequenza di Dna utile a far produrre dall'organismo del paziente la proteina.

La rivista the Lancet ha pubblicato una analisi preliminare condotta su 11.636 partecipanti di età compresa tra 18 e 55 anni, prevalentemente di etnia bianca (oltre l’80%) e di sesso femminile (60%), di cui 7.548 nel Regno Unito, 4.088 in Brasile con 4 mesi di follow-up. I risultati mostrano che il vaccino garantisce una protezione del 90% - poco sotto a quella mostrata dai vaccini di Pfizer e Moderna - su questa fascia di età e una overall efficacy del 70,4%.
L'approvazione condizionata, concessa dall’Agenzia britannica MHRA il 30 dicembre e da EMA il 29 gennaio, raccomanda due somministrazioni, con un intervallo tra le 4 e le 12 settimane tra la prima e la seconda, secondo il seguente schema posologico: mezza dose alla prima somministrazione e una seconda dose piena.
Rispetto ai prodotti di Pfizer e di Moderna, il vaccino di AstraZeneca/Oxford può essere conservato, trasportato e manipolato in condizioni refrigerate normali (2-8°) per almeno 6 mesi. Il 9 febbraio le autorità sudafricane avevano sospeso la somministrazione del vaccino a seguito di risultati “deludenti” nel prevenire il contagio della variante locale ma, alla luce del suo effetto protettivo dalle forme più gravi della malattia e dagli eventi mortali, stanno riconsiderando la loro decisione.
Fonti:
https://www.infermieristicamente.it/articolo/13100/anteprima-sul-vaccino-astrazeneca:-differenze-con-pfizer,-conservazione,-costi
https://www.epicentro.iss.it/vaccini/covid-19-vaccino-astrazeneca
Safety and efficacy of the ChAdOx1 nCoV-19 vaccine (AZD1222) against SARS-CoV-2: an interim analysis of four randomised controlled trials in Brazil, South Africa, and the UK (The Lancet, 8 dicembre 2020)
Oxford-Astrazeneca COVID-19 vaccine efficacy (The Lancet, 8 dicembre 2020)
COVID-19 Vaccine (ChAdOx1 nCoV-19) Trial in South African Adults With and Without HIV-infection (ClinicalTrials.gov)
Oxford University/AstraZeneca vaccine authorised by UK medicines regulator (GOV.UK, 30 dicembre 2020)
https://www.bbc.com/news/world-africa-55975052
https://www.corriere.it/esteri/21_febbraio_15/coronavirus-palu-aifa-altri-due-mesi-sacrifici-no-riaperture-cambio-colori-600a14a0-6ef3-11eb-ba33-2aa6be852279.shtml.

Il parere dell’Aifa circa l’uso dei Vaccini anti-COVID 19

Sebbene i dati a disposizione sembrino indicare una efficacia superiore per i vaccini di Pfizer/BioNTech e Moderna, il confronto è difficile, specie se si considerano le diversità delle popolazioni studiate e la necessità di ampliare i dati di efficacia, durata e sicurezza dei tre prodotti nelle diverse popolazioni di individui.

Un esempio di tali difficoltà è rappresentato dai dati degli studi registrativi per il vaccino AstraZeneca: essi presentano un livello di incertezza nella stima di efficacia nei soggetti con più di 55 anni di età, in quanto tale popolazione (nella quale tuttavia si è osservata una buona risposta anticorpale) era scarsamente rappresentata.
Nel tentativo di contestualizzare le migliori condizioni di utilizzo dei tre vaccini e, in particolare, relativamente all’efficacia del vaccino AstraZeneca sulla popolazione over 55, la Commissione tecnico-scientifica dell’AIFA ha suggerito un utilizzo preferenziale:
  • dei vaccini a mRNAnei soggetti anziani e/o a più alto rischio di sviluppare una malattia grave;
  • del vaccino AstraZenecanei soggetti tra i 18 e i 55 anni. Sulla base dei risultati di immunogenicità e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio del vaccino risulta comunque favorevole anche nei soggetti di età più avanzata che non presentino specifici fattori di rischio.
Tali raccomandazioni dovranno armonizzarsi con l’organizzazione della campagna vaccinale e la disponibilità dei singoli vaccini. A questo proposito, occorrerà tenere conto che, al momento, non esistono dati certi sulla durata della copertura offerta dai vaccini approvati e che sarà pertanto necessario prevedere tempestivi richiami quando la loro efficacia andrà attenuandosi.
Fonti:
https://www.aifa.gov.it/-/aifa-autorizzato-vaccino-astrazeneca
https://www.epicentro.iss.it/vaccini/covid-19-vaccino-astrazeneca

Le varianti del SARS-CoV-2

La diffusione di varianti del virus SARS-CoV-2 ha acceso nella comunità scientifica il dibattito circa l’efficacia dei vaccini a oggi disponibili contro tali varianti, e in particolare contro quelle inglese e sudafricana, a cui si sono aggiunte le varianti brasiliane e quella australiana. Secondo alcuni osservatori infatti, i vaccini ad oggi autorizzati sarebbero meno protettivi contro i ceppi mutanti del COVID-19.
Di contro, un pool di esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il 10 febbraio ha ribadito la necessità fare il possibile per ridurre la circolazione del virus, prevenire le infezioni e ridurre le opportunità del virus di evolvere dando luogo a mutazioni che possono potenzialmente ridurre l’efficacia dei vaccini esistenti. La potenziale perdita di efficacia è motivo di preoccupazione, in quanto le varianti più diffuse tra quelle finora identificate presentano un tasso di contagiosità più elevato rispetto al virus originario.
In questa ottica, gli esperti dell’OMS hanno affermato che il vaccino AstraZeneca/Oxford può offrire protezione contro le forme severe dell’infezione, contro il rischio di ospedalizzazione e di decesso, e hanno confermato l’opportunità di utilizzare questo vaccino sia negli over 65, sia nei contesti in cui stanno circolando le varianti del virus. 
Fonti:
https://www.france24.com/en/health/20210210-astrazeneca-vaccine-can-be-used-for-over-65s-and-covid-variants-who-says
https://www.who.int/news/item/08-02-2021-covax-statement-on-new-variants-of-sars-cov-2

Sputnik V: il vaccino russo

L'Istituto di Ricerca Gamaleya, che è parte del Ministero della Salute russo, ha creato un vaccino con un tasso di efficacia che, secondo i dati pubblicati dalla rivista The Lancet il 2 febbraio, è pari al 91,6%. Gamaleya ha prodotto il vaccino, denominato Sputnik V, da una combinazione di due adenovirus chiamati Ad5 e Ad26. Entrambi i tipi sono stati testati come vaccini per diversi anni. Combinandoli, i ricercatori russi speravano di evitare una situazione in cui il sistema immunitario potesse imparare a riconoscere il vaccino come un oggetto estraneo che doveva essere distrutto.
Attualmente lo Sputnik V, che va conservato a -18° e somministrato in due dosi a distanza di tre settimane, è registrato in 16 paesi nel mondo, ma non ancora autorizzato in Europa.
Fonti:
https://www.nytimes.com/interactive/2020/science/coronavirus-vaccine-tracker.html
https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(21)00234-8/fulltext
CoronaVac e BBIBP-CorV: I vaccini cinesi
Sinovac Biotech, una società cinese privata, ha sviluppato un vaccino inattivato chiamato CoronaVac all'inizio del 2020. Un anno dopo, studi clinici in Brasile, Indonesia e Turchia hanno tutti indicato che il vaccino proteggeva contro il coronavirus, con un tasso medio di efficacia pari al 50,38%. Pur in assenza di dati pubblicati, il 6 febbraio Sinovac ha annunciato che la Cina aveva concesso al vaccino l'approvazione condizionata. Anche altri paesi stanno iniziando a utilizzare il vaccino.
L'Istituto per i Prodotti biologici di Pechino ha creato un vaccino inattivato contro il coronavirus – il BBIBP-CorV – che è stato sottoposto a studi clinici dalla società cinese di proprietà statale Sinopharm. Il 30 dicembre, Sinopharm ha annunciato che il vaccino aveva un'efficacia del 79,34%, inducendo il governo cinese a concedergli l'approvazione. L'azienda deve ancora pubblicare i risultati dettagliati del loro studio di fase 3.
Fonte:
https://www.nytimes.com/interactive/2020/science/coronavirus-vaccine-tracker.html#sinopharm

I vaccini in sviluppo

I vaccini, come i farmaci, richiedono in genere anni di ricerca prima di raggiungere l’autorizzazione all’immissione in commercio. L’emergenza della pandemia da Covid-19 rappresenta tutt’oggi una sfida senza precedenti per la scienza, esercitando sulle aziende farmaceutiche e biotech una pressione notevolissima per produrre vaccini contro il coronavirus sicuri ed efficaci in tempi record. Nel mondo, i ricercatori stanno attualmente testando 69 vaccini in studi clinici sugli esseri umani e 20 hanno raggiunto le fasi finali di sviluppo. Almeno 89 vaccini preclinici sono in fase di sperimentazione attiva sugli animali.

NVX-CoV2373: il candidato vaccino statunitense

Novavax, società di biotecnologia statunitense che sviluppa vaccini di nuova generazione per malattie infettive gravi, ha riscontrato il successo del suo candidato vaccino COVID-19 NVX-CoV2373, ottenendo risultati di efficacia provvisori dell'89,3% in uno studio di fase 3 del Regno Unito e del 60% in un trial di fase 2b condotto in Sudafrica. Ciò sembrerebbe indicare la sua efficacia anche contro alcune delle varianti più contagiose del virus originario. 

NVX-CoV2373 si differenzia da altri vaccini COVID-19 già approvati perché utilizza una nuova tecnologia di nanoparticelle ricombinanti, che include un adiuvante brevettato per aumentare la risposta immunitaria. Il vaccino agisce in sostanza “insegnando” al sistema immunitario per produrre anticorpi contro la proteina spike.
Anche per questo vaccino in sviluppo, come per quelli già autorizzati, saranno necessarie due dosi, la seconda a distanza di 21 giorni dalla prima. NVX-CoV2373 va conservato congelato ma può rimanere stabile fino a tre mesi in frigorifero. Esso può essere spedito e conservato utilizzando la normale refrigerazione; ciò lo differenzia sia dal vaccino di Pfizer/BioNTech, che richiede condizioni di congelamento ultra-freddo, sia da quello di Moderna che va conservato a -25° C e -15° C.
Fonte:
https://ir.novavax.com/news-releases/news-release-details/novavax-covid-19-vaccine-demonstrates-893-efficacy-uk-phase-3

Ad26.COV2.S: il vaccino di Johnson&Johnson

Il vaccino in sviluppo da Janssen (J&J) si basa, come quello di AstraZeneca, su un adenovirus geneticamente modificato e disinnescato, utilizzato come vettore. In questo caso si tratta di una variante umana del virus del raffreddore (l'adenovirus Type 26-Ad26) e non degli scimpanzé. L’uso della variante umana potrebbe influenzare l’efficacia del vaccino, in quanto gli individui infettati in passato potrebbero conservare una "memoria acquisita" del vettore e, di conseguenza, dare luogouna risposta anticorpale meno potente.

Il vaccino, ancora in fase sperimentale, sfrutta la piattaforma AdVac® dell'azienda, che è stata utilizzata anche per sviluppare e produrre il vaccino di Janssen contro Ebola, approvato dalla Commissione Europea, e per costruire i suoi candidati vaccini sperimentali contro Zika, RSV e HIV.
I primi dati sembrano indicare un'efficacia intorno al 66% a livello mondiale (72% in Usa e 54% in Sudafrica, ma verso la nuova variante), con il vantaggio, rispetto ai concorrenti, che tale efficacia viene raggiunta con una singola dose. Inoltre, come l’altro candidato statunitense (Novavax), anche questo può essere trasportato e conservato per tre mesi a temperature di refrigerazione normali (tra i 2 e gli 8 °C). L’ azienda ha già iniziato la procedura di submission presso EMA.
Fonti:
https://www.janssen.com/italy/johnson-johnson-annuncia-lavvio-della-rolling-submission-presso-lagenzia-europea-i-medicinali-il-suo
https://www.janssen.com/italy/candidato-vaccino-dose-singola-della-johnson-johnson-contro-il-covid-19-dimostra-forte-protezione
https://www.janssen.com/italy/sites/www_janssen_com_italy/files/final_ad26_covid_vx_nhp_manuscript_pr_ita_def2_0.pdf
Erika Ornago

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