Nessun farmaco riduce la mortalità intraospedaliera da Covid-19. Verdetto del Solidarity Therapeutics Trial dell'Oms

COVID-19

I risultati provvisori del Solidarity Therapeutics Trial, coordinato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, indicano che i regimi con remdesivir, idrossiclorochina, lopinavir/ritonavir e interferone sembrano avere un effetto scarso o nullo sulla mortalità a 28 giorni o sul decorso ospedaliero di COVID-19 tra i pazienti ospedalizzati.

In soli sei mesi, il più grande studio mondiale mai condotto sulla pandemia da coronavirus, randomizzato e controllato ha generato prove conclusive sull'efficacia di farmaci già noti e utilizzati contro il Covid-19

I risultati provvisori del Solidarity Therapeutics Trial, coordinato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, indicano che i regimi con remdesivir, idrossiclorochina, lopinavir/ritonavir e interferone sembrano avere un effetto scarso o nullo sulla mortalità a 28 giorni o sul decorso ospedaliero di COVID-19 tra i pazienti ospedalizzati.

Lo studio, che si estende su più di 30 Paesi, ha esaminato gli effetti di questi trattamenti sulla mortalità complessiva, l'inizio della ventilazione e la durata della degenza ospedaliera nei pazienti ospedalizzati. Altri usi dei farmaci, per esempio nel trattamento dei pazienti ricoverati in residenze per anziani o per la prevenzione, dovrebbero essere esaminati con diversi studi.

I farmaci di studio sono stati Remdesivir, Idrossiclorochina, Lopinavir (combinazione a dose fissa con Ritonavir) e Interferon-β1a (principalmente sottocutaneo; inizialmente con Lopinavir, in seguito no).

I pazienti ricoverati con COVID-19 sono stati randomizzati in egual misura tra i farmaci di studio disponibili localmente e il controllo in aperto (fino a 5 opzioni: 4 standard attivi e locali). Le analisi primarie da trattare sono relative alla mortalità in ospedale nei 4 confronti a coppie di ogni farmaco dello studio rispetto ai suoi controlli (contemporaneamente è stata assegnata la stessa gestione senza quel farmaco, nonostante la disponibilità).

In 405 ospedali in 30 paesi sono stati randomizzati 11.266 adulti, con 2750 Remdesivir, 954 Idrossiclorochina, 1411 Lopinavir, 651 Interferone più Lopinavir, 1412 solo Interferone e 4088 nessun farmaco da studio.

L’aderenza alla terapia è stata del 94-96% a metà del trattamento, con un crossover del 2-6%. Sono stati riportati 1253 decessi (al giorno 8 mediano, IQR 4-14). La mortalità a 28 giorni di Kaplan-Meier è stata del 12% (39% se già ventilati alla randomizzazione, 10% altrimenti).

I rapporti di mortalità (con il 95% di IC e numeri morti/randomizzati, ogni farmaco rispetto al suo controllo) sono stati:
  • Remdesivir RR=0,95 (0,81-1,11, p=0,50; 301/2743 attivo contro 303/2708 controllo), 
  • Idrossiclorochina RR=1,19 (0,89-1,59, p=0,23; 104/947 vs 84/906),
  • Lopinavir RR=1,00 (0,79-1,25, p=0,97; 148/1399 vs 146/1372) 
  • Interferone RR=1,16 (0,96-1,39, p=0,11; 243/2050 vs 216/2050). 

Nessun farmaco di studio ha ridotto la mortalità (in pazienti non ventilati o qualsiasi altro sottogruppo di caratteristiche di ingresso), l'inizio della ventilazione o la durata del ricovero in ospedale.

I regimi a base di Remdesivir, Idrossiclorochina, Lopinavir e Interferone sembrano avere un effetto scarso o nullo sui pazienti COVID-19 ospedalizzati, come indicato dalla mortalità complessiva, dall'inizio della ventilazione e dalla durata del ricovero.

Mentre per gli altri tre farmaci già si sapeva che il loro utilizzo non dà benefici apprezzabili, diverso è il caso di remdesivir che è invece approvato in via definitiva o temporanea in circa 50 Paesi. In merito ai risultati sull’efficacia di remdesivir emersi dallo studio SOLIDARITY dell’Oms, Gilead ne sottolinea alcuni limiti primo fra tutti il fatto che ogni Paese partecipante ha adottato e realizzato il trial secondo le sue specifiche esigenze, arruolando popolazioni di pazienti in alcuni casi anche molto differenti.  Ecco perché è molto difficile stabilire se dai risultati ottenuti è possibile trarre conclusioni definitive.

Gilead poi precisa che i risultati resi noti dallo studio dell’Oms  non sono coerenti con le evidenze emerse dagli studi randomizzati e controllati  pubblicati su riviste peer-reviewed come New England Journal of Medicine che hanno dimostrato l'efficacia e la sicurezza di remdesivir.

I risultati della sperimentazione sono in fase di revisione per la pubblicazione su una rivista medica e sono stati caricati come prestampa su medRxiv, disponibile a questo link

La piattaforma globale del Solidarity Trial  è pronta a valutare rapidamente nuove e promettenti opzioni di trattamento, con quasi 500 ospedali disponibili come sedi di test.

Nuovi farmaci antivirali, immunomodulatori e anticorpi monoclonali anti-SARS COV-2 sono ora in fase di valutazione.

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