Psoriasi a placche da moderata a grave, certolizumab rimborsato in Italia

Italia

L'Aifa ha autorizzato la rimborsabilitā di certolizumab pegol, un frammento Fab', coniugato con polietilenglicole (PEG), di anticorpo ricombinante umanizzato diretto contro il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α) per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave in pazienti adulti candidati alla terapia sistemica. La nuova indicazione si aggiunge alla rimborsabilitā negli adulti con artrite reumatoide attiva, spondiloartrite assiale attiva grave e artrite psoriasica.

L’Aifa ha autorizzato la rimborsabilità di certolizumab pegol, un frammento Fab', coniugato con polietilenglicole (PEG), di un anticorpo ricombinante umanizzato diretto contro il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α) per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave in pazienti adulti candidati alla terapia sistemica.

La psoriasi si aggiunge alle altre indicazioni del farmaco - artrite reumatoide attiva, spondiloartrite assiale attiva grave e artrite psoriasica -  per le quali CZP è già da diversi anni riconosciuto particolarmente di valore per le pazienti donne in età fertile, poiché può essere utilizzato durante tutti i trimestri della gravidanza e durante l’allattamento, offrendo quindi anche alle pazienti donne affette da PSO questa importante opportunità.

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La rimborsabilità si basa sugli esiti di 3 studi registrativi di fase III CIMPASI-1, CIMPASI-2 e CIMPACT, ognuno dei quali ha valutato l'efficacia e la sicurezza di certolizumab pegol (CZP) in pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a grave. Nel complesso hanno arruolato circa 1.000 pazienti, con e senza precedente esperienza di trattamento con farmaci biologici.

I pazienti sono stati randomizzati a ricevere CZP alle dosi di 400 mg ogni 2 settimane, 200 mg ogni 2 settimane (con una dose iniziale di carico di 400 mg alle settimane 0, 2 e 4), placebo o etanercept 50 mg due volte a settimana, fino alla settimana 12 (solo CIMPACT).

Come recita la scheda tecnica, dopo la dose iniziale, la dose di mantenimento di CZP negli adulti con psoriasi a placche è di 200 mg ogni 2 settimane. Una dose da 400 mg può essere presa in considerazione nei pazienti con risposta insufficiente. I dati disponibili suggeriscono che il raggiungimento di una risposta clinica avvenga solitamente entro 16 settimane di trattamento. La continuazione della terapia deve essere attentamente rivalutata nei soggetti che non mostrano alcuna evidenza di beneficio terapeutico entro le prime 16 settimane di trattamento, dal momento che alcuni pazienti con una parziale risposta iniziale possono successivamente migliorare proseguendo il trattamento oltre le 16 settimane.

Come si somministra il farmaco?  «Il farmaco si somministra per via iniettiva sottocutanea – dice Paolo Gisondi, professore di dermatologia all’Università di Verona -Sono delle siringhe preriempite con il farmaco che si somministra con una frequenza di una volta ogni due settimane per via sottocutanea, in maniera analoga a quanto si fa con l’insulina. L’ago va posizionato nella regione dove c’è il grasso addominale o anche a livello della coscia o dell'avambraccio del braccio».

Lo si potrebbe definire un amico delle donne? «Questa definizione è assolutamente corretta - dice Gisondi - soprattutto delle donne in età fertile e che desiderano pianificare una gravidanza e per le donne in gravidanza. Questo perché si tratta di persone fragili, nel senso che esporre al trattamento farmacologico una donna in età fertile può porre a rischio per il prodotto del concepimento perché ci sono alcuni farmaci che sono proprio teratogeni cioè che causare delle modificazioni patologiche al feto e compromettere il buon esito della gravidanza. Ci sono altri farmaci che anche se non così tossici ma comunque è meglio evitare. E’  quindi è chiaro che la terapia medica della donna in età presenta delle criticità».

«Con certolizumab possiamo essere sereni nella sua prescrizione – sottolinea Gisondi- perché il passaggio placentare è minimo se non assente del tutto e quindi non può essere assolutamente pericoloso per il prodotto del concepimento. Questo aspetto lo rende unico rispetto agli altri farmaci che estendo anticorpi invece passano possono passare la placenta . Va quindi prediletto nelle donne  giovani in età fertile con una forma di psoriasi importante e invalidante o che coinvolga delle zone sensibili come il viso o il cuoio capelluto o le mani, in un età dove avere una malattia e in quelle zone ecco può compromettere l'immagine che la pazienteha sdi se stessa e soprattutto la sua vita di relazione.»

Va bene anche per l’universo maschile? «Certo ovviamente una bene anche per i maschietti . Non ci sono problemi in termini di sicurezza anche nel caso dell’uomo che desidera diventare papà».

Per finire, professore, che messaggio possiamo dare le persone con psoriasi magari quelli che la trascurano, soprattutto i maschi?
«A queste persone possiamo dare oggi un messaggio ottimistico - conclude Gisondi -  e dire che abbiamo diverse risorse terapeutiche valide, efficaci e ragionevolmente sicure per poter controllare la psoriasi anche grave in modo soddisfacente e anche a lungo termine. Qualora fossero necessari, questi trattamenti possono essere protratti anche per anni rispettando la sicurezza e il benessere della persona. Continuo a visitare persone che mi riferiscono che a loro è stato detto che per la psoriasi non c'è nulla da fare. Se questo poteva essere abbastanza vero 20 anni fa oggi non è assolutamente così . Oggi c'è molto da fare, ci sono molte risorse terapeutiche valide ed efficaci. Bisogna fare degli esami di screening, bisogna fare degli esami di monitoraggio, bisogna escludere che ci siano delle comorbidità che possono compromettere il trattamento e quant'altro. Bisogna anche dire al paziente che qualche strada è più in salita e qualche strada è più in pianura. Ma, ciò detto, è giusto avere un atteggiamento positivo e incoraggiante per i pazienti affetti da psoriasi gravi perché oggi abbiamo diverse risorse terapeutiche valide e che è opportuno che siano sfruttate».

Per saperne di più: lo studio CIMPACT
I risultati del trial di fase III CIMPACT hanno dimostrato l'efficacia del trattamento prolungato con CZP nei pazienti con psoriasi che hanno risposto parzialmente, ossia che hanno raggiunto un miglioramento compreso tra il 50e il 75% nello Psoriasis Area and Severity Index (PASI), o in modo inadeguato (non hanno raggiunto il PASI75, endpoint primario dello studio) nelle prime 16 settimane di trattamento.

Il farmaco ha mostrato un importante miglioramento dei tassi di risposta PASI75, PASI90 e nel punteggio Physician’s Global Assessment (PGA 0/1, pelle libera/quasi libera da lesioni) durante ulteriori 32 settimane di trattamento alla dose di 400 mg ogni 2 settimane, sia per quanti hanno aumentato il dosaggio iniziale di 200 mg passando ai 400 mg ogni 2 settimane, sia per quanti hanno mantenuto il regime di 400 mg ogni 2 settimane.

Nel complesso, il trattamento con entrambe le dosi di CZP è stato associato a miglioramenti clinicamente significativi e sostenuti dei segni e sintomi della psoriasi a placche cronica da moderata a grave. In generale, così come concluso dagli autori dello studio, con la dose 400 mg ogni 2 settimane sono stati registrati i maggiori miglioramenti negli outcome di efficacia, senza nuove segnalazioni sul profilo di sicurezza con nessuna delle due dosi durante le 48 settimane di trattamento.

Questi dati sottolineano l'importanza di trovare il giusto regime terapeutico per i singoli pazienti con psoriasi e che CZP rappresenta una potenziale opzione terapeutica a lungo termine, anche per chi ha risposto in modo inadeguato nei primi mesi di trattamento.

Per saperne di più: gli studi CIMPASI-1 e CIMPASI-2
Si tratta di due trial di fase III, randomizzati, in doppio cieco, multicentrici e della durata di 144 settimane, che ha coinvolto 587 pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave.

I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere CZP 200 mg o 400 mg o placebo ogni 2 settimane. Alla settimana 16, i pazienti trattati con CZP che hanno ottenuto una riduzione del 50% nel PASI hanno continuato il trattamento fino alla settimana 48. Gli endpoint co-primari erano le percentuali di risposta alla settimana 16, definiti come riduzione del 75% nel PASI e il raggiungimento di un punteggio PGA 0/1 con un miglioramento di almeno 2 punti.

Gli endpoint della settimana 16 sono risultati significativamente superiori con entrambe le dosi di CZP rispetto al placebo e le risposte sono state mantenute fino alla settimana 48. Per la maggior parte delle misure, il miglioramento è stato numericamente maggiore con la dose da 400 mg ogni 2 settimane.

In sintesi i risultati hanno confermato che il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave con CZP alle dosi di 400 mg o 200 mg ogni 2 settimane è stato associato a miglioramenti clinicamente significativi nell'efficacia e nella qualità della vita, che si sono mantenuti nel tempo, indipendentemente da una precedente esposizione a farmaci biologici, sia antiTNF-α che inibitori delle IL-17A, con un profilo di sicurezza in linea con le attese per questa classe di farmaci.