Celgene ha annunciato che l’inibitore della fosfodiesterasi 4 (PDE4), apremilast, ha raggiunto la significatività statistica per l’endpoint principale degli studi di fase III, randomizzati, controllati  vs. placebo (ESTEEM 1 & 2), ovvero la risposta PASI 75 a 16 settimane, in pazienti con psoriasi a placche cronica nella forma da moderata a severa che hanno ricevuto il farmaco al dosaggio di 30mg due volte al giorno.

Inoltre, sono stati ottenuti miglioramenti significativamente superiori al placebo per quanto riguarda il principale endpoint secondario dei trial, lo Static Physician Global Assessment (sPGA). I risultati completi degli studi, che includono circa 1.250 pazienti, saranno presentati in occasione dei prossimi incontri medico-scientifici sull’argomento.
Sviluppato dall’americana Celgene, apremilast è una “small molecule” orale che inibisce l'attività della fosfodiesterasi 4 (PDE4) e modula la produzione di molteplici mediatori pro ed anti-infiammatori, tra cui il TNF-α, IL-23, IL-10 ed altre citochine.

Negli studi ESTEEM 1 & 2, non vi sono stati nuovi segnali relativi alla sicurezza del farmaco e vi è stato un miglioramento della tollerabilità rispetto ai trial di fase II ed in ogni caso consistenti con i risultati degli studi condotti in pazienti con artrite psoriasica. Attualmente è in corso la fase di estensione degli studi  ESTEEM 1 & 2 che durerà 4 anni in cui si sta valutando sia l’efficacia che la sicurezza del farmaco.

Il farmaco ha recentemente già ottenuto risultati positivi anche negli studi di fase III del programma di sviluppo clinico PALACE, condotti in pazienti con artrite psoriasica. In particolare, i risultati dello studio PALACE-1 hanno documentato come apremilast migliori significativamente i segni e i sintomi dell’artrite psoriasica in pazienti già sottoposti a terapia con farmaci modificanti il decorso della malattia (DMARD) senza esito positivo, compresi i pazienti sottoposti a una terapia biologica senza esito positivo.

Sulla base degli studi PALACE, nella prima metà del 2013 Celgene intende depositare all’Fda il dossier registrativo per apremilast, per il quale chiederà l’indicazione per l’artrite psoriasica. Nella seconda metà del 2013, si prevede venga effettuata la submission all’Fda per l’indicazione per la psoriasi sulla base degli studi ESTEEM e nello stesso periodo all’Ema, sia per l’artrite psoriasica che per la psoriasi.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle non infettiva, solitamente di carattere cronico e recidivante. Nella sua patogenesi intervengono fattori autoimmunitari, genetici e ambientali. La malattia colpisce approssimativamente il  2,5% della popolazione adulta e si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre e rotondeggianti, che possono interessare tutte le parti del corpo.  La psoriasi a placche rappresenta circa l'80% delle forme di psoriasi. Nella psoriasi a placche la pelle si accumula rapidamente e si ispessisce nelle zone interessate dalle lesioni conferendo un aspetto squamoso bianco-argenteo. Anche se il disturbo può comparire in qualsiasi zona del corpo, in genere si localizza in corrispondenza di gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e zona lombare della schiena, oltre che ai palmi delle mani, alle piante dei piedi e nelle regioni genitali.

L’artrite psoriasica (AP) è una malattia reumatica infiammatoria cronica associata alla psoriasi. Più di un milione di individui ne sono affetti in USA e in Europa. Più del 30% dei soggetti affetti da psoriasi può sviluppare AP, che comporta lo sviluppo di processi infiammatori a carico delle articolazioni, prodromici all’insorgenza di fenomeni di degenerazione articolare. Oltre alle lesioni psoriasiche cutanee, sintomi comuni dell’AP sono rappresentati dal dolore, dalla rigidità articolare e dalle tumefazioni che possono interessare solo alcune o un numero crescente di articolazioni, fino a coinvolgere il rachide. I disturbi articolari tipici dell’AP insorgono solitamente 10 anni dopo il manifestarsi della psoriasi e la prevalenza di questa condizione è sottostimata nella popolazione.