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Psoriasi, conferme su efficacia e sicurezza di bimekizumab anche nel lungo termine #EADV22

Nei pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave, il trattamento con bimekizumab si è dimostrato efficace e sicuro nel lungo termine, anche nelle aree corporee ad alto impatto sulla qualità di vita. Al congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV) 2022 sono state presentate tre analisi basate sui dati del programma di sviluppo clinico di fase III.

Nei pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave, il trattamento con bimekizumab si è dimostrato efficace e sicuro nel lungo termine, anche nelle aree corporee ad alto impatto sulla qualità di vita. Al congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV) 2022 sono state presentate tre analisi basate sui dati del programma di sviluppo clinico di fase III.

Valutazione di bimekizumab sulla psoriasi in aree ad alto impatto
La psoriasi a placche che colpisce il cuoio capelluto, le unghie, i palmi delle mani e le piante dei piedi può causare un significativo deterioramento fisico e un impatto negativo sulla qualità della vita, pertanto l’eliminazione dei segni della malattia in queste aree ad alto impatto è di notevole interesse clinico.

Dopo un anno di trattamento con bimekizumab sono stati segnalati livelli elevati di clearance cutanea completa nelle aree ad alto impatto. L’analisi presentata al congresso ha valutato i risultati a due anni a livello del cuoio capelluto, delle unghie e palmo-plantare in pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave trattati con due diversi regimi di dosaggio di mantenimento di bimekizumab.

Sono stati raggruppati i dati nel corso di 2 anni dallo studio di fase IIIb BE RADIANT, incorporando il primo anno della sua estensione in aperto in corso, e dallo studio di fase III BE SURE di 1 anno con l’estensione in aperto BE BRIGHT in corso.

I pazienti inclusi nell’analisi presentavano un coinvolgimento regionale da moderato a grave al basale, definito da Investigator's Global Assessment, IGA, dello scalpo ≥3, Nail Psoriasis Severity Index modificato, mNAPSI, >10 e IGA palmoplantare, pp-IGA, ≥3. Le percentuali di pazienti che hanno raggiunto una clearance regionale completa (IGA del cuoio capelluto 0, mNAPSI 0, pp-IGA 0) sono riportate durante l'anno 2 (settimana 48 dell’estensione in aperto).

I dati sono relativi ai pazienti che hanno ricevuto bimekizumab ogni 4 settimane (Q4W) fino alla settimana 16, seguito da bimekizumab Q4W o ogni 8 settimane (Q8W). I dati sono riportati utilizzando l'imputazione non-responder modificata (mNRI), NRI e come caso osservato (OC).

Clearance completa elevata e sostenuta nelle aree ad alto impatto
Tra i pazienti con IGA del cuoio capelluto ≥3 al basale, la clearance completa è stata raggiunta rapidamente da un'ampia percentuale di pazienti e alti livelli di risposta sono stati raggiunti fino alla fine dell'anno 2.

Tendenze simili sono state osservate nelle percentuali di pazienti che hanno raggiunto la clearance palmo-plantare completa tra i pazienti con pp-IGA ≥3 al basale.

Tra i pazienti con mNAPSI >10 al basale, i livelli di clearance completa sono aumentati fino alla fine dell'anno 1 e i tassi di risposta si sono mantenuti fino alla fine dell'anno 2.

«La clearance completa e prolungata della psoriasi del cuoio capelluto e palmo-plantare è stata raggiunta in un'alta percentuale di pazienti trattati con bimekizumab nell'arco di due anni, indipendentemente dal regime di dosaggio» hanno concluso gli autori. «La completa clearance dell'unghia è aumentata durante il primo anno di trattamento, riflettendo i tempi più lunghi necessari per la crescita e la riparazione dell'unghia, ed è stata ampiamente mantenuta durante il secondo anno, indipendentemente dal regime di dosaggio».

Valutazione di efficacia e sicurezza di bimekizumab a tre anni
Una seconda analisi presentata all’EADV ha valutato l'efficacia e la sicurezza a lungo termine di bimekizumab nell'arco di tre anni nei pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave che si sono arruolati nello studio di fase III BE SURE e sono entrati nell'estensione in aperto BE BRIGHT.

In BE SURE bimekizumab ha dimostrato un'efficacia superiore rispetto ad adalimumab nell'arco di 24 settimane. Dopo che i pazienti sono passati da adalimumab a bimekizumab alla settimana 24, le risposte sono migliorate e si sono mantenute per due anni, senza risultati inaspettati sulla sicurezza.

Alle settimane 56 e 80 (settimana 24 dell’estensione in aperto) potevano verificarsi aggiustamenti della dose in funzione del raggiungimento di un miglioramento ≥90% rispetto al basale nello Psoriasis Area and Severity Index (PASI 90). Tutti i pazienti hanno ricevuto bimekizumab Q8W dalla settimana 104 (settimana 48 dell’estensione in aperto o alla visita clinica successiva).

I risultati di efficacia sono riportati per la popolazione intention-to-treat (ITT) fino alla settimana 152 dal gruppo di randomizzazione iniziale al basale di BE SURE. I dati sono riportati utilizzando l'imputazione non-responder modificata (mNRI), NRI e come caso osservato (OC).

I dati sulla sicurezza sono riportati per le settimane 104–152 (data limite 23 ottobre 2021) e includono gli eventi avversi emergenti dal trattamento (TEAE) segnalati utilizzando i tassi di incidenza aggiustati per l'esposizione (EAIR). I dati di sicurezza a due anni sono stati riportati in precedenza (settimane 0-104).

Mantenimento a lungo termine della clearance cutanea
Nel trial BE SURE, 478 pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1:1 a ricevere bimekizumab Q4W/Q4W (N=158), bimekizumab Q4W/Q8W (N=161) e adalimumab /bimekizumab Q4W (N=159). I dati demografici basali sono stati allineati tra i bracci di trattamento.

I pazienti trattati con bimekizumab hanno mantenuto livelli elevati di risposta PASI 90 e PASI 100 dopo tre anni di trattamento, mentre nei pazienti sottoposti ad adalimumab i rapidi aumenti osservati nelle risposte PASI 90 e PASI 100 dopo il passaggio a bimekizumab alla settimana 24 si sono mantenuti fino alla settimana 152, raggiungendo livelli simili ai partecipanti trattati sin da subito con bimekizumab.

Queste tendenze si sono riflesse anche nel punteggio 0/1 del Dermatology Life Quality Index (DLQI) nel corso di tre anni.

I TEAE più comuni tra i pazienti trattati con bimekizumab sono stati infezione da coronavirus, candidosi orale e la rinofaringite, con tassi ridotti si eventi di sicurezza di interessa. Due infezioni da coronavirus sono state segnalate come gravi e solo una è stata confermata dai test.

«Le risposte cliniche e relative alla qualità della vita osservate durante i primi due anni di trattamento sono state mantenute fino a tre anni di trattamento, indipendentemente dalla frequenza della dose di mantenimento di bimekizumab prima del terzo anno. Inoltre, le risposte sono state mantenute nel terzo anno, indipendentemente dal passaggio di tutti i pazienti a bimekizumab ogni 8 settimane. Anche l'aumento delle risposte dopo il passaggio da adalimumab a bimekizumab si è mantenuto fino alla settimana 152» hanno concluso i ricercatori. «Bimekizumab è stato ben tollerato nell'arco di tre anni, senza risultati inaspettati sulla sicurezza».

Valutazione della sicurezza di bimekizumab nell’arco di tre anni
Data la natura cronica della psoriasi è importante considerare la sicurezza a lungo termine dei trattamenti, e i dati precedentemente raccolti nell'arco di 2 anni hanno indicato che bimekizumab è generalmente ben tollerato. Una nuova analisi ha esaminato i dati di sicurezza a lungo termine, raggruppati in modo da includere 3 anni di trattamento in pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave che hanno ricevuto almeno 1 dose di bimekizumab in quattro studi di fase III (BE SURE, BE VIVID, BE READY e la loro estensione in aperto in corso BE BRIGHT) e quattro studi di fase II (BE ABLE 1, BE ABLE 2, PS0016 e PS0018).

I dati sulla sicurezza sono stati anche valutati separatamente per i pazienti che hanno ricevuto bimekizumab alla dose di 320 mg Q4W o Q8W. Il dosaggio Q8W è stato utilizzato solo nel trattamento di mantenimento negli studi di fase III, tuttavia entro il terzo anno la maggior parte dei pazienti stava ricevendo bimekizumab Q8W.

I dati sono presentati cumulativamente come tassi di incidenza aggiustati per l'esposizione (EAIR), definiti come l'incidenza di nuovi casi per 100 anni-paziente (PY).

Bimekizumab si conferma un trattamento sicuro anche nel lungo termine
I dati sulla sicurezza osservati in tre anni di trattamento con bimekizumab erano coerenti con quelli osservati in due anni. Gli EAIR non aumentavano con un'esposizione più lunga ed erano generalmente inferiori nei pazienti trattati ogni 8 settimane. I tre eventi avversi emergenti dal trattamento (TEAE) più comuni negli studi di fase II/III sono stati rinofaringite, candidosi orale e infezione delle vie respiratorie superiori, in linea con quanto emerso nelle analisi precedenti.

Si sono verificati 18 decessi, tutti ritenuti non correlati al farmaco in studio tranne uno. I tassi di malattie infiammatorie intestinali, eventi avversi cardiaci maggiori accertati, neoplasie maligne, ideazione e comportamento suicidari e neutropenia sono rimasti bassi e paragonabili ai dati a due anni. Non si sono verificati casi di tubercolosi attiva.

I tassi di candidosi orale sono diminuiti con una maggiore durata dell'esposizione a bimekizumab. Non si sono verificati eventi gravi di candidosi orale, in quanto per la maggior parte (99,4%) erano di entità lieve o moderata. In tre anni di trattamento il 79,9% dei pazienti non ha manifestato alcun evento di candidosi orale e, in quanti si sono verificati tali eventi, la maggior parte ha avuto una (9,8%) o due (5,1%) infezioni.

Nel complesso, hanno concluso gli autori, bimekizumab è stato ben tollerato nel corso di tre anni di trattamento. Non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza e gli EAIR dei TEAE non sono aumentati rispetto ai dati a due anni.

Referenze

Merola JF et al. Bimekizumab efficacy in high-impact areas for patients with moderate to severe plaque psoriasis: Pooled results through two years from the BE SURE and BE RADIANT phase 3 trials. Poster 1467. EADV 2022.

Thaçi D et al. Bimekizumab efficacy and safety through three years in patients with moderate to severe plaque psoriasis: Long-term results from the BE SURE randomised controlled trial and the BE BRIGHT open-label extension. Poster 1572. EADV 2022.

Gordon KB et al. Bimekizumab safety in patients with moderate to severe plaque psoriasis: Analysis of pooled data from up to three years of treatment in phase 2 and 3 clinical trials. Poster 1569. EADV 2022.