Dermatologia EADV, Dermatologia

Psoriasi da moderata a grave, con guselkumab in fase precoce elevate percentuali di clearance cutanea completa #EADV22

I pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a grave trattati con guselkumab a meno di due anni dall'insorgenza della malattia, hanno pił probabilitą di raggiungere una clearance cutanea completa dalla settimana 20 alla 28 di terapia, secondo i nuovi dati dello studio di fase IIIb GUIDE e degli studi Voyage 1 e 2 presentati al congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV) 2022.

I pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a grave trattati con guselkumab a meno di due anni dall’insorgenza della malattia, hanno più probabilità di raggiungere una clearance cutanea completa dalla settimana 20 alla 28 di terapia, secondo i nuovi dati dello studio di fase IIIb GUIDE e degli studi Voyage 1 e 2 presentati al congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV) 2022.

Lo studio GUIDE si propone di comprendere quanto l’intervento precoce possa impattare sul decorso a lungo termine della psoriasi. Questi nuovi dati suggeriscono che gli adulti con psoriasi a placche da moderata a grave, che iniziano il trattamento con guselkumab a meno di due anni dall'insorgenza dei sintomi, hanno maggiori probabilità di raggiungere lo stato di super-responder, ovvero quei pazienti che hanno ottenuto un punteggio PASI (Psoriasis Area and Severity Index) pari a 0 sia alla 20a che alla 28a settimana (odds ratio, OR, 1,58 dopo aver adattato le differenze nelle caratteristiche basali).

È inoltre emerso che le probabilità di risultare super-responder diminuiscono in caso di utilizzo precedente di farmaci biologici (OR 0,47), in funzione dell’aumento dell’età (OR 0,98) e dell’indice di massa corporea (OR 0,95).

«Attualmente le persone con psoriasi vanno incontro a un percorso di cura lungo e complicato, nel tentativo di trovare il regime più adatto a loro e al loro stile di vita» ha dichiarato Kilian Eyerich, direttore del dipartimento di dermatologia presso il Medical Center della University of Freiburg a Breisgau, in Germania. «Questi risultati suggeriscono che i pazienti che vengono trattati subito dopo l'insorgenza della malattia possono registrare percentuali più elevate di guarigione dalla psoriasi».

Per quanto riguarda gli studi quinquennali VOYAGE 1 e VOYAGE 2 le nuove analisi dei dati dimostrano che, con guselkumab:
i livelli elevati della qualità di vita correlata alla salute (HRQoL), definiti da un punteggio del Dermatology Life Quality Index (DLQI) pari a 0 o 1, raggiunti nei pazienti con clearance cutanea completa o quasi completa, si sono mantenuti a un livello costante (intervallo 87,1 - 95,5% nei pazienti che raggiungono PASI 100), misurati circa ogni 24 settimane, dalla settimana 100 alla settimana 252 di trattamento le risposte di clearance cutanea sono rimaste costanti fino a cinque anni nei pazienti con psoriasi del cuoio capelluto o delle unghie, indipendentemente dalla gravità della malattia al basale.

In un'analisi a posteriori dei dati aggregati, la maggior parte dei pazienti ha ottenuto un miglioramento del punteggio PASI superiore al 90% (>77,8% tra testa, tronco, arti superiori e arti inferiori) o del 100% (>70,2% tra testa, tronco, arti superiori e arti inferiori). Questi dati sono stati duraturi e sono rimasti costanti fino alla settimana 2525

Risultati da tre trial clinici di fase III
GUIDE è uno studio di fase IIIb, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, che ha arruolato 880 pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave. Nella prima parte i partecipanti che hanno ricevuto il trattamento con guselkumab fino alla settimana 20 e hanno mantenuto un punteggio PASI 0 dalle settimane 20 alle 28 sono stati classificati come super responder.

Il trattamento con guselkumab è stato ben tollerato e non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza. Nella prima parte dello studio la rinofaringite è stato l'evento avverso emergente dal trattamento (TEAE) verificatosi più frequentemente (24,3%) e l'evento avverso più comune nei gruppi di studio nella seconda parte. Nel gruppo super responder, tra quanti avevano ricevuto il dosaggio ogni 8 settimane, il 17,6% ha riportato casi di rinofaringite rispetto al 18,5% nel gruppo non-super responder.

VOYAGE 1 è uno studio di fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e con un comparatore attivo su 837 pazienti, progettato per valutare l'efficacia e la sicurezza di guselkumab rispetto a placebo e adalimumab in adulti con psoriasi a placche da moderata a grave. I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere placebo alle settimane 0, 4 e 12, seguito dal crossover a guselkumab alle settimane 16 e 20 e poi ogni otto settimane (q8w), guselkumab 100 mg alle settimane 0, 4 e 12, seguito dal dosaggio q8w oppure adalimumab 80 mg (n= 334) alla settimana 0, seguito da 40 mg alla settimana 1, poi dosaggio ogni due settimane (q2w) fino alla settimana 47, con crossover a guselkumab q8w alla settimana 52.

Gli endpoint co-primari dello studio erano le proporzioni di pazienti che raggiungevano un punteggio di 0/1 (pelle libera o quasi libera da lesioni) nell’Investigator's Global Assessment (IGA) e una risposta PASI 90 alla settimana 16. Gli endpoint secondari sono stati valutati alla settimana 16, 24 e 48, con il monitoraggio della sicurezza durante tutto lo studio.

Durante il periodo di estensione in aperto, iniziato alla settimana 52, tutti i pazienti hanno continuato il trattamento con guselkumab fino alla settimana 252. Le valutazioni di efficacia comprendevano le proporzioni di pazienti che raggiungevano PASI 90, PASI 100, IGA 0/1 e IGA.

VOYAGE2 è uno studio di fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e comparatore attivo, progettato per valutare l'efficacia e la sicurezza di guselkumab rispetto a placebo e adalimumab in adulti con psoriasi a placche da moderata a grave. I pazienti (N=992) sono stati randomizzati a ricevere iniezioni sottocutanee di guselkumab 100 mg (n=496) alle settimane 0, 4 e successivamente ogni 8 settimane, placebo (n=248) alle settimane 0, 4 e 12 seguito da crossover a guselkumab 100 mg alla settimana 16 oppure adalimumab 80 mg (n=248) alla settimana 0, 40 mg alla settimana 1, poi 40 mg ogni 2 settimane (q2w) fino alla settimana 23. Le settimane dalla 28 alla 72 hanno incorporato un disegno di studio di sospensione randomizzata.

Durante il periodo in aperto (settimane dalla 76 alla 252), tutti i pazienti hanno ricevuto guselkumab 100 mg ogni 8 settimane. Sono stati valutati i risultati raccolti dai medici e dai pazienti. L'efficacia è stata analizzata utilizzando regole di insuccesso del trattamento pre-specificate (i pazienti che hanno interrotto il trattamento a causa della mancanza di efficacia, del peggioramento della psoriasi o dell'uso di un trattamento non consentito sono stati considerati non-responder). Sono stati combinati i dati dei pazienti randomizzati a guselkumab e dei pazienti originariamente randomizzati a placebo e passati a guselkumab alla settimana 16. I pazienti sono stati trattati e seguiti fino a 264 settimane.

Gli endpoint co-primari dello studio erano le proporzioni di pazienti che raggiungevano un punteggio IGA 0/1 (84% guselkumab vs 9% placebo, p<0,001) e PASI 90 (70% guselkumab vs 2% placebo, p<0,001] alla settimana 16.

Ulteriori valutazioni di efficacia comprendevano le proporzioni di pazienti che ottenevano risposte PASI 75 e PASI 100, nonché un punteggio IGA di 0, un punteggio di 0/1 nel DLQI, un punteggio di 0 nello Psoriasis Signs and Symptoms Diary (PSSD), SF-36, nella Hospital Anxiety and Depression Scale (HADs), e nel Work Limitations Questionnaire (WLQ).