Dermatologia EHSF 2026

Remibrutinib nell'idrosadenite suppurativa moderata-severa: risultati promettenti dallo studio di fase 2. #EHSF26

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo:

Al 15° congresso della European Hidradenitis Suppurativa Foundation (EHSF), tenutosi a Malta dal 4 al 6 febbraio 2026, è stato presentato uno studio di fase 2 che ha valutato l'efficacia di remibrutinib, un inibitore selettivo orale della tirosin-chinasi di Bruton (BTK), nel trattamento dell'idrosadenite suppurativa (HS) moderata-severa. Lo studio, presentato dal gruppo del prof. Falk G. Bechara, rappresenta un importante passo avanti nella ricerca di nuove opzioni terapeutiche per questa patologia cronica e debilitante.

L'idrosadenite suppurativa è una malattia infiammatoria cronica caratterizzata da noduli infiammatori profondi e dolorosi, ascessi e tunnels drenanti ricorrenti nelle aree intertriginose. La patologia è associata a un elevato burden di malattia e rappresenta un importante bisogno medico insoddisfatto. Remibrutinib, precedentemente denominato LOU064, ha già dimostrato efficacia in due recenti studi di fase 3 nell'orticaria cronica spontanea ed è attualmente in fase di sviluppo per altre indicazioni, tra cui la sclerosi multipla e l'orticaria cronica inducibile.

Disegno dello studio
Lo studio NCT03827798 è una piattaforma multicentrica randomizzata, in doppio cieco e controllata con placebo, che ha valutato diversi farmaci sperimentali in cinque coorti separate (coorti A-E). La coorte D, oggetto della presente analisi, ha arruolato 77 pazienti adulti (età 18-65 anni) con HS moderata-severa, definita come coinvolgimento di almeno 2 aree anatomiche con almeno 3 lesioni infiammatorie (ascessi e/o noduli infiammatori) e non più di 15 tunnels drenanti, con durata di malattia di almeno 12 mesi.

I pazienti sono stati randomizzati con rapporto 3:3:1 a ricevere remibrutinib 25 mg due volte al giorno (n=33), remibrutinib 100 mg due volte al giorno (N=33) o placebo corrispondente (n=11) per 16 settimane. Gli outcome sono stati confrontati con un gruppo placebo pooled di 50 pazienti provenienti dalle coorti A-D dello studio platform.

Caratteristiche basali della popolazione
La popolazione dello studio presentava caratteristiche demografiche generalmente bilanciate tra i gruppi, con un'età mediana di 36 anni nel gruppo remibrutinib 25 mg, 32 anni nel gruppo 100 mg e 41 anni nel gruppo placebo pooled.

La maggioranza dei pazienti era di sesso femminile (54,5% nel gruppo 25 mg, 60,6% nel gruppo 100 mg, 46% nel placebo) e fumatori attivi (69,7%, 60,6% e 62% rispettivamente). A causa della dimensione campionaria limitata, sono stati osservati alcuni squilibri minori nelle caratteristiche basali: i pazienti con malattia di Hurley stadio III erano meno rappresentati nel gruppo remibrutinib 25 mg (12,1%) rispetto agli altri gruppi (33,3% nel gruppo 100 mg e 38% nel placebo). Inoltre, il conteggio medio dei tunnels drenanti era più elevato nel gruppo placebo (3,1) rispetto ai gruppi remibrutinib (1,8 e 1,4 rispettivamente).

Risposta clinica incoraggiante, dati dell’HiSCR50 e sulla qualità di vita
Come precedentemente riportato, lo studio ha raggiunto l'endpoint primario, dimostrando una risposta clinica semplificata nell'HS (sHiSCR50) superiore con remibrutinib rispetto al placebo alla settimana 16: 72,7% con remibrutinib 25 mg, 48,5% con remibrutinib 100 mg versus 34,7% con placebo. Risultati simili sono stati osservati per l'HiSCR50 (endpoint esploratorio): 69,7% e 48,5% rispettivamente versus 32,7% con placebo. L'analisi esplorativa dei patient-reported outcomes, inclusi dolore cutaneo, prurito e qualità di vita (DLQI), ha mostrato miglioramenti superiori con remibrutinib rispetto al placebo.

Analisi degli outcome IHS4: noduli, ascessi e tunnels
L'International Hidradenitis Suppurativa Severity Score System (IHS4) è calcolato come: 1× numero di noduli + 2× numero di ascessi + 4× numero di tunnels drenanti, con punteggi che indicano malattia lieve (≤3), moderata (4-10) o severa (≥11).

Al baseline, il punteggio IHS4 medio era 18,7 nel gruppo remibrutinib 25 mg, 15,2 nel gruppo 100 mg e 23,5 nel gruppo placebo pooled, riflettendo una popolazione con malattia prevalentemente moderata-severa.

Alla settimana 16, si è osservata una riduzione sostanziale del punteggio IHS4 in tutti i gruppi di trattamento, con riduzioni più marcate nei gruppi remibrutinib. Il punteggio IHS4 medio è diminuito a 6,9 nel gruppo remibrutinib 25 mg (variazione media stimata dal baseline: −10,8), a 7,9 nel gruppo 100 mg (variazione media: −8,6) e a 14,9 nel gruppo placebo (variazione media: −5,5).

La separazione dal placebo è stata evidente già dalla settimana 4 e si è mantenuta costante fino alla settimana 16, con entrambe le dosi di remibrutinib che hanno mostrato un comportamento simile nel tempo.

La proporzione di pazienti che ha raggiunto la risposta IHS4-55 (definita come una riduzione pari o superiore al 55% del punteggio IHS4 totale) alla settimana 16 è stata significativamente superiore nei gruppi remibrutinib rispetto al placebo: 66,7% con remibrutinib 25 mg, 61,5% con remibrutinib 100 mg versus 34,2% con placebo pooled.

Anche in questo caso, la separazione dal placebo è stata osservata precocemente, già dalla settimana 2, con un trend progressivo di miglioramento mantenuto per tutta la durata dello studio.

Shift nella severità di malattia
Al baseline, quasi tutti i pazienti presentavano malattia moderata o severa secondo la classificazione IHS4 (96,7% nel gruppo remibrutinib 25 mg, 96,2% nel gruppo 100 mg, 97,4% nel placebo). Alla settimana 16, una proporzione maggiore di pazienti è passata da malattia moderata o severa a malattia lieve nei gruppi remibrutinib (36,7% con 25 mg e 30,8% con 100 mg) rispetto al placebo (23,7%).

Nel gruppo remibrutinib 25 mg, la percentuale di pazienti con malattia severa è diminuita dal 70% al baseline al 26,7% alla settimana 16, mentre nel gruppo 100 mg la riduzione è stata dal 57,7% al 23,1%. Nel gruppo placebo, la diminuzione è stata più modesta, dal 63,2% al 44,7%.

Analisi delle componenti IHS4
L'analisi delle singole componenti che costituiscono il punteggio IHS4 ha fornito ulteriori informazioni sulla risposta al trattamento. Per quanto riguarda il conteggio di ascessi e noduli infiammatori (AN), alla settimana 16 remibrutinib ha mostrato riduzioni percentuali maggiori rispetto al placebo: −68,0% con remibrutinib 25 mg, −57,1% con 100 mg versus −49,7% con placebo. La differenza è stata ancora più marcata per i tunnels drenanti: −55,6% con remibrutinib 25 mg, −43,0% con 100 mg versus solo −10,2% con placebo, suggerendo un effetto particolarmente favorevole di remibrutinib su questa componente della malattia.

Risposte rapide e oltre il 60% di riduzione IHS4
I risultati dello studio dimostrano che l'inibizione della BTK con remibrutinib rappresenta un approccio terapeutico promettente nell'HS moderata-severa. L'IHS4, essendo uno strumento validato e ampiamente utilizzato per la valutazione della severità dell'HS, fornisce una misura oggettiva e standardizzata del miglioramento clinico. I miglioramenti osservati in questo studio, con quasi due terzi dei pazienti che raggiungono una riduzione ≥55% del punteggio IHS4, sono clinicamente rilevanti e si accompagnano a miglioramenti nei patient-reported outcomes precedentemente documentati.

Gli autori hanni evidenziato che il meccanismo d'azione di remibrutinib si basa sull'inibizione selettiva della BTK, una tirosin-chinasi che svolge un ruolo centrale nella trasduzione del segnale del recettore delle cellule B (BCR) e in altre vie di segnalazione immunologica. Sebbene lo sviluppo iniziale del farmaco nell'orticaria cronica spontanea possa coinvolgere meccanismi diversi, i risultati nell'HS suggeriscono che l'inibizione della BTK potrebbe modulare efficacemente i processi infiammatori alla base della patologia. La risposta precoce osservata già dalla settimana 4 indica un'azione farmacologica rapida, aspetto particolarmente rilevante per i pazienti affetti da questa condizione dolorosa e debilitante.

È interessante notare che, sebbene entrambe le dosi di remibrutinib abbiano dimostrato efficacia, il gruppo 25 mg ha mostrato risultati numericamente superiori rispetto al gruppo 100 mg in diversi endpoint. Questo pattern di risposta suggerisce che la dose più bassa potrebbe essere ottimale per questa indicazione, sebbene siano necessari studi più ampi per confermare questo aspetto. La via di somministrazione orale rappresenta un vantaggio significativo rispetto alle terapie biologiche attualmente disponibili, potenzialmente migliorando l'aderenza al trattamento e la qualità di vita dei pazienti.

Limitazioni dello studio
Gli autori hanno identificato alcune limitazioni dello studio che meritano considerazione. La dimensione campionaria relativamente piccola e gli squilibri minori nelle caratteristiche demografiche e di malattia al baseline, in particolare il maggior numero di tunnels drenanti nel gruppo placebo, potrebbero aver influenzato gli outcome del trattamento. Tuttavia, l'utilizzo di modelli statistici appropriati (modelli lineari generalizzati a effetti misti e modelli a misure ripetute) ha permesso di tenere conto di queste variabili confondenti, includendo aggiustamenti per stadio di Hurley, peso corporeo e stato di fumatore.

Inibizione BTK: meccanismo d'azione innovativo
In conclusione, i risultati di questo studio di fase 2 supportano il potenziale terapeutico di remibrutinib nell'HS moderata-severa, con miglioramenti clinicamente significativi misurati attraverso l'IHS4 e altri outcome clinici e patient-reported. La riduzione della severità di malattia, con spostamento di una proporzione sostanziale di pazienti dalla categoria moderata-severa a quella lieve, rappresenta un obiettivo terapeutico importante per questa popolazione di pazienti.

Come sottolineato dagli autori durante la presentazione, questi risultati devono essere confermati in studi di fase 3 più ampi. Attualmente sono in corso due studi di fase 3 (NCT06799000 e NCT06840392) che valuteranno ulteriormente l'efficacia e la sicurezza di remibrutinib in questa indicazione. Questi studi forniranno dati più robusti sulla durata della risposta, sul profilo di sicurezza a lungo termine e sull'impatto sulla qualità di vita dei pazienti.

L'inibizione della BTK rappresenta un meccanismo d'azione innovativo nell'armamentario terapeutico per l'HS, potenzialmente complementare alle terapie biologiche esistenti. Se confermata l'efficacia negli studi di fase 3, remibrutinib potrebbe rappresentare un'importante opzione terapeutica orale per i pazienti con HS moderata-severa, contribuendo a colmare il significativo bisogno medico insoddisfatto in questa popolazione.

Fonte:
Bechara FG, Prens EP, Gudjonsson JE, Bang B, Ghanshani S, Loesche C, et al. Remibrutinib in patients with moderate to severe hidradenitis suppurativa: International Hidradenitis Suppurativa Severity Scoring System (IHS4) outcomes from a randomised, phase 2, double-blind, placebo-controlled platform study. In: 15th Conference of the European Hidradenitis Suppurativa Foundation (EHSF); 2026 Feb 4-6; Malta. Oral presentation.

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo:


Altri articoli della sezione Dermatologia

Dermatite atopica, tapinarof migliora rapidamente la clearance cutanea in bambini e adulti

Dermatite atopica, tapinarof migliora rapidamente la clearance cutanea in bambini e adulti

Vitiligine, ritlecitinib promuove la ripigmentazione e centra gli endpoint negli studi di fase 3

Vitiligine, ritlecitinib promuove la ripigmentazione e centra gli endpoint negli studi di fase 3

Psoriasi a placche, zasocitinib estende la clearance anche alle aree cutanee più difficili da trattare

Psoriasi a placche, zasocitinib estende la clearance anche alle aree cutanee più difficili da tra...

Dermatite atopica pediatrica, nuovi dati rafforzano il profilo di sicurezza di tralokinumab dopo oltre tre anni di trattamento

Dermatite atopica pediatrica, nuovi dati rafforzano il profilo di sicurezza di tralokinumab dopo ...

Amlitelimab, si chiude il programma nella dermatite atopica. Lo sviluppo prosegue nella celiachia

Amlitelimab, si chiude il programma nella dermatite atopica. Lo sviluppo prosegue nella celiachia

Alopecia areata severa, con bempikibart ricrescita dei capelli anche nei già trattati con JAK inibitori

Alopecia areata severa, con bempikibart ricrescita dei capelli anche nei già trattati con JAK ini...