Diabete

100 anni di insulina, 100 anni di progressi. Al via concorso mondiale di Lilly

In occasione del 100° anniversario della scoperta dell'insulina, Eli Lilly and Company ha lanciato oggi in tutto il mondo il Leonard Award, un premio per chi si è dedicato a migliorare la gestione del diabete attraverso pensieri e approcci innovativi.

In occasione del 100° anniversario della scoperta dell'insulina, Eli Lilly and Company ha lanciato oggi in tutto il mondo il Leonard Award, un premio per chi si è dedicato a migliorare la gestione del diabete attraverso pensieri e approcci innovativi.

Il Leonard Award si ispira alla vita di Leonard Thompson, la prima persona con diabete ad essere curata con l'insulina nel 1922, e celebra i risultati attuali nella comunità del diabete. Il premio è aperto alle seguenti categorie: teenager e giovani dai 18 ai 25 anni, caregivers, medici (endocrinologo, pediatra, medico di medicina generale), ricercatori, educatori e infermieri.

Le candidature per il concorso verranno accettate fino al 31 agosto 2021 contattando questo link

Saranno selezionati cinque vincitori – uno per ogni categoria – grazie ai quali Lilly donerà 20 mila dollari ciascuno (100.000 dollari in totale) a Life for a Child, organizzazione no-profit che fornisce l'accesso alle cure, all'istruzione e alle medicine e forniture salvavita a bambini e giovani con diabete di tipo 1 nei Paesi con meno risorse.

“Il Leonard Award riconoscerà i passi avanti compiuti nella gestione del diabete, con uno sguardo sempre rivolto alle future innovazioni – dice Huzur Devletsah, Presidente e General Manager-Italy Hub –. Ogni progetto candidato al Leonard Award rappresenta la forza e la dedizione di una vasta comunità, che ha avuto un impatto positivo attraverso il suo impegno per le persone che vivono con il diabete. Lilly e Life for a Child hanno inoltre appena rinnovato la loro partnership a lungo termine con Beyond Type 1, no profit globale impegnata nel diabete, focalizzata a cambiare ciò che significa vivere con una malattia cronica: da febbraio stanno infatti estendendo l’accesso ai trattamenti per giovani con diabete, passando dai 23 mila pazienti raggiunti nel 2020 ai 150 mila bambini e ragazzi di 65 Paesi in via di sviluppo che saranno toccati dall’iniziativa nei prossimi 10 anni”.

Per partecipare al premio Leonard, i candidati dovranno presentare un progetto originale, un'innovazione o uno sforzo - al di là della terapia con farmaci o dispositivi - che affronti un bisogno importante o una sfida nella gestione del diabete o che miri a sostenere la comunità. I vincitori saranno selezionati da una giuria esterna composta da stimati leader nella cura del diabete. I cinque vincitori del Leonard Award saranno annunciati a novembre, prima della Giornata Mondiale del Diabete.

In cento anni è incalcolabile il numero delle persone con diabete salvate grazie all’insulina, che ha cambiato il destino dei pazienti consentendo loro di avere una vita lunga e in salute. Nell’arco dell’ultimo secolo, un continuo percorso di innovazione ha visto Eli Lilly sempre in prima linea fin dalla scoperta dell’ormone e, dagli anni ‘80, con la messa a punto della tecnologia del DNA ricombinante per produrre un’insulina sempre migliore.

“Si è passati dalla ‘spremitura’ di pancreas, da cui questo ormone era inizialmente estratto, alle insuline animali, per giungere dopo circa 60 anni a insuline innovative da DNA ricombinante ed alle insuline biosimilari – dichiara Paolo Pozzilli, direttore dell’Unita Operativa Complessa di Endocrinologia e Diabetologia al Campus Bio-Medico di Roma – L’insulina è stata una scoperta ‘vitale’ nel trattamento dei pazienti con diabete di tipo 1 che senza questo ormone non avrebbero potuto sopravvivere alla malattia, ed è di ausilio anche nel 10-25% dei pazienti con diabete di tipo 2.  Non solo: nel corso degli anni, e più di recente, sono state messe a punto insuline con diversa durata di azione, da formulazioni con effetto quasi immediato a quelle di media-lunga durata in grado di non impattare sul rischio cardiovascolare, inizialmente ritenuto un importante evento avverso in pazienti con diabete di tipo 2 in terapia. Infine le penne per la somministrazione di insulina sono oggi molto sicure ed in grado ridurre fortemente il pericolo di ipoglicemie legato ad errori nella somministrazione”.

“Cento anni fa un bimbo con diabete aveva un’aspettativa di vita di dieci, vent’anni, mentre oggi può avere una vita normale e lunga grazie all'insulina, un farmaco che si è continuamente innovato nel tempo – spiega Claudio Maffeis, presidente SIEDP, Società italiana endocrinologia e diabetologia pediatrica e direttore del Centro Regionale di Diabetologia Pediatrica dell’AOUI di Verona –. Fino a non troppi anni fa la vita della persona con diabete era caratterizzata dalla difficoltà di mantenere livelli ottimali della glicemia. Oggi anche la gestione del pasto e delle ore notturne, cioè delle fasi più complesse del trattamento, è di gran lunga più agevole e i livelli di glicemia sono molto migliorati consentendo maggiore serenità e qualità di vita ai bambini e ragazzi oltre che ai loro genitori. L'ipoglicemia è assai meno frequente e l’applicazione dell'intelligenza artificiale ai microinfusori integrati con sensori della glicemia ha reso possibile il ‘pancreas artificiale’, una realtà che sta trasformando rapidamente le modalità di controllo del diabete”.

“Di aghi e siringhe di vetro ne ho solo sentito parlare. Fin da quando ho scoperto di essere diabetico – racconta Stefano Nervo, presidente di Diabete Italia – ho avuto la fortuna di potere utilizzare le prime insuline, autosomministrabili con penne: una grande innovazione introdotta nel 2000 (l’anno di nascita anche della mia malattia) che ha rivoluzionato il trattamento del diabete. Poi dal 2004, grazie a ulteriori avanzamenti, sono passato al microinfusore con insuline, dalle rapide alle attuali ultrarapide, in un crescendo di possibilità. Nonostante il progresso scientifico resta complessa la convivenza con la malattia, un pensiero costante nell’arco della giornata che porta a stare attenti al minimo segnale di qualcosa che non va nei livelli di glicemia. Sono grato alla scoperta dell’insulina, senza la quale non mi sarebbe stato possibile vivere, e a tutte le iniziative di informazione e sensibilizzazione, come il Leonard Award, che contribuiscono a far luce sulle innovazioni nel trattamento diabete e a educare i pazienti al corretto utilizzo. Iniziative, tutte lodevoli, tanto più quest’anno in occasione del centenario dalla scoperta dell’insulina”.

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