Antidiabetici, una nuova speranza per migliorare la neurodegenerazione nell'Alzheimer?

I farmaci utilizzati per il trattamento del diabete di tipo 2 sembrerebbero avere un effetto protettivo sulle aree cerebrali che solitamente sono danneggiate nei pazienti con Alzheimer. quanto emerge da una ricerca statunitense i cui risultati sono appena stati pubblicati sulla rivista PLOS One.

I farmaci utilizzati per il trattamento del diabete di tipo 2 sembrerebbero avere un effetto protettivo sulle aree cerebrali che solitamente sono danneggiate nei pazienti con Alzheimer. È quanto emerge da una ricerca statunitense i cui risultati sono appena stati pubblicati sulla rivista PLOS One.

«Un’ampia letteratura correla il rischio di declino cognitivo e demenza con il diabete di tipo 2 o con il pre-diabete», scrivono gli autori. «Nell’80% dei malati di Alzheimer possono essere presenti il diabete o una compromissione del glucosio. Si ritiene che un alterato metabolismo cerebrale dell'insulina sia tra i fattori patofisiologici alla base della demenza, sia dovuta all’Alzheimer che a un deficit cognitivo vascolare».

Gli studi di imaging suggeriscono cambiamenti significativi a livello dei microvasi cerebrali e della disfunzione metabolica in soggetti demenza e diabete, o anche con semplice iperglicemia senza diabete conclamato.

«L'insieme delle evidenze implica una stretta relazione tra la via di segnalazione del recettore dell'insulina cerebrale (IRSP, insulin receptor signaling pathway) e l'accumulo di beta amiloide e proteina tau iperfosforilata e con conformazione anormale», continuano.

Entrambe le patologie hanno dimostrato di ridurre le risposte all'insulina dei recettori insulinici cerebrali e di causare una rapida e sostanziale perdita di recettori dell'insulina neuronali di superficie. L’interruzione della segnalazione dell'insulina cerebrale è una delle spiegazioni per il rischio più elevato di Alzheimer e demenza negli anziani con diabete di tipo 2.

Una ricerca su tessuti cerebrali postmortem
I ricercatori dell'Icahn School of Medicine al Mount Sinai, New York, avevano in precedenza dimostrato che le caratteristiche neuropatologiche della malattia di Alzheimer erano ridotte nei pazienti con diabete trattati con insulina e farmaci antidiabetici orali.

Per comprendere meglio i substrati neurobiologici del diabete e dei farmaci per il suo trattamento in presenza di malattia di Alzheimer, hanno esaminato i marcatori IRSP e delle cellule endoteliali nel giro paraippocampale di controlli (N=30), di persone con Alzheimer (N=19) e di persone con Alzheimer e diabete di tipo 2 trattate con farmaci antidiabetici (insulina e agenti orali; N=34). Hanno studiato l'espressione genica dell'IRSP e dei marcatori selettivi di cellule endoteliali nel tessuto postmortem del giro paraippocampale e in isolati arricchiti di cellule endoteliali dalla stessa regione del cervello.

Gli antidiabetici riducono le alterazioni neuronali dell’Alzheimer
L’analisi ha evidenziato che nel giro paraippocampale delle persone con Alzheimer sono presenti notevoli anormalità e riduzioni nell'espressione genica, che mappano direttamente a geni associati ai microvasi cerebrali e all'IRSP.

I ricercatori hanno anche trovato che nei donatori di tessuto con Alzheimer e diabete trattati con farmaci antidiabetici, il numero di geni con espressione anormale associati alla microvascolarizzazione e all’IRSP era significativamente ridotto. Quindi, affermano gli autori, questi risultati suggeriscono che i trattamenti antidiabetici possono ridurre o normalizzare le funzioni microvascolari e gli IRSP compromessi nella malattia di Alzheimer.

«I risultati di questo studio sono importanti perché ci danno nuove potenziali prospettive per il trattamento della malattia di Alzheimer», ha detto l'autore senior Vahram Haroutunian. «I più moderni trattamenti per la malattia mirano alle placche amiloidi e non si sono dimostrati efficaci. I farmaci per il diabete come la metformina sono approvati dalla Fda, vengono somministrati in sicurezza a milioni di persone e sembrano avere un effetto benefico sulle persone con Alzheimer. Questo risultato apre l'opportunità di condurre studi di ricerca su persone che usano farmaci simili o che hanno effetti simili sui percorsi biologici e sui tipi di cellule cerebrali identificati in questo studio».

Rosa Sancho, responsabile della ricerca dell'Alzheimer's Research UK, ha dichiarato che «il diabete è un fattore di rischio per l'Alzheimer e vi è un grande interesse per i legami tra le due condizioni. L'unico modo per dire se i farmaci antidiabetici potrebbero aiutare ad affrontare la malattia di Alzheimer è farlo attraverso studi clinici completi».

Bibliografia

Katsel P et al. Parahippocampal gyrus expression of endothelial and insulin receptor signaling pathway genes is modulated by Alzheimer’s disease and normalized by treatment with anti-diabetic agents. PLOS One. 2018 Nov 1;13(11):e0206547

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