Con la vitamina C glicemia e pressione ridotte nel diabete di tipo 2

Nelle persone con diabete di tipo 2, l'assunzione di vitamina C due volte al giorno per 4 mesi è associata a una riduzione del picco ematico di glucosio postprandiale, a un tempo inferiore in condizioni di iperglicemia e alla riduzione della pressione sanguigna. Ce lo dicono i risultati di un piccolo studio australiano pubblicato sulla rivista Diabetes, Obesity and Metabolism.

Nelle persone con diabete di tipo 2, l'assunzione di vitamina C due volte al giorno per 4 mesi è associata a una riduzione del picco ematico di glucosio postprandiale, a un tempo inferiore in condizioni di iperglicemia e alla riduzione della pressione sanguigna. Ce lo dicono i risultati di un piccolo studio australiano pubblicato sulla rivista Diabetes, Obesity and Metabolism.

L'acido ascorbico (vitamina C) è un importante antiossidante idrosolubile che diminuisce lo stress ossidativo cellulare e tissutale. Lo stress ossidativo è stato proposto come un importante agente causale alla base della patogenesi dell'insulino-resistenza e nelle complicanze del diabete indotte dall’iperglicemia. Alcune ricerche, scrivono gli autori, hanno dimostrato che l'integrazione con acido ascorbico può migliorare l'azione dell'insulina in tutto l’organismo in chi soffre di diabete di tipo 2.

Gli obiettivi principali di questo studio erano valutare gli effetti della supplementazione di vitamina C sulle risposte glicemiche postprandiali e sulla durata del tempo trascorso in condizioni di iper/ipoglicemia misurati tramite dispositivi per il monitoraggio continuo del glucosio.

«Abbiamo ipotizzato - spiegano gli autori - che l'integrazione con acido ascorbico attenuasse l'aumento postprandiale giornaliero delle concentrazioni ematiche di glucosio, riducendo così la durata del tempo trascorso in iperglicemia in soggetti con diabete di tipo 2. Inoltre volevamo valutare gli effetti della supplementazione sulla pressione sanguigna».

Riduzione della glicemia postprandiale
Allo studio in doppio cieco, controllato con placebo e randomizzato cross‐over, hanno preso parte 31 soggetti con diabete di tipo 2, 26 uomini e cinque donne, che sono stati divisi in due gruppi. Un gruppo ha ricevuto placebo mentre il secondo ha assunto due compresse di vitamina C da 500 mg al giorno, equivalenti a circa 10 volte l'assunzione considerata normale.

Il trattamento è proseguito per 4 mesi al termine dei quali, nelle 48 ore in cui venivano effettuate le rilevazioni, entrambi i gruppi assumevano pasti standardizzati e indossavano dispositivi CGM per il monitoraggio continuo del glucosio.

«Abbiamo riscontrato che i partecipanti che assumevano vitamina C hanno avuto una riduzione significativa del 36% dei livelli di zucchero ematico postprandiale rispetto al placebo, il che significa che hanno trascorso quasi tre ore in meno al giorno in uno stato di iperglicemia, una notizia estremamente positiva in quanto costituisce un fattore di rischio di malattia cardiovascolare in chi soffre di diabete di tipo 2», ha detto il leader dello studio Glenn Wadley della Deakin University a Victoria, in Australia.

Riduzione della pressione sanguigna
La vitamina C ha anche ridotto la pressione sanguigna sistolica e diastolica e, come spiega Wadley, «le proprietà antiossidanti della vitamina C possono aiutare a contrastare gli alti livelli di radicali liberi presenti nei diabetici, ed è incoraggiante ottenere questo beneficio in una serie di comorbidità comuni in questa malattia, come l'ipertensione».

Secondo gli autori i meccanismi biologici plausibili alla base dell’effetto sulla pressione sarebbero legati alla capacità della vitamina C di migliorare la sintesi e la biodisponibilità di ossido nitrico attraverso le sue azioni antiossidanti, oltre che limitare la formazione delle specie reattive del perossinitrito, una potenziale causa di danno vascolare.

«L’elevata compliance e il basso numero di effetti avversi suggeriscono che la vitamina C possa essere utilizzata in modo sicuro e coerente in aggiunta a un trattamento primario per il diabete», concludono i ricercatori. «Dati i potenziali effetti collaterali dei comuni farmaci antidiabetici, come l'ipoglicemia e l'aumento di peso, l'idea che un integratore vitaminico poco costoso possa svolgere un ruolo nella gestione della malattia ha un fascino particolare».

«Pertanto, i risultati di questo studio implicano la supplementazione di vitamina C come terapia aggiuntiva potenzialmente utile nelle persone con diabete di tipo 2 per il trattamento sia della glicemia che della pressione arteriosa».

Bibliografia

Mason SA et al. Ascorbic acid supplementation improves postprandial glycaemic control and blood pressure in individuals with type 2 diabetes: Findings of a randomized cross‐over trial.

Leggi