Diabete - Endocrinologia

Dapagliflozin rallenta malattia renale e riduce decessi, anche nei non diabetici. Studio DAPA-CKDá

Nello studio DAPA-CKD dapagliflozin ha dimostrato un effetto statisticamente significativo e clinicamente rilevante sull'end point composito di peggioramento della funzione renale o rischio di morte, insorgenza di malattia renale allo stadio finale (ESKD) o cardiovascolare (CV) o morte per cause renali in adulti con malattia renale cronica. Lo studio ha centrato anche tutti gli endpoint secondari in pazienti affetti da malattia renale cronica (CKD) con o senza diabete di tipo 2.

Dopo aver sconvolto i normali paradigmi di cura nei pazienti con scompenso cardiaco, diabetici e non, dapagliflozin dimostra di essere altrettanto ‘game changer’ nei pazienti con malattia renale cronica, diabetici e non.

La novità, molto importante e molto attesa, arriva dai risultati dello studio clinico di Fase III DAPA-CKD condotto per valutare l’efficacia di dapagliflozin in pazienti con malattia renale allo stadio finale (ESKD), diabetici e non. L’azienda per ora ha diffuso i dati preliminari, che sono positivi, riservandosi di presentare i dati dettagliati del trial in un prossimo congresso medico.

Lo studio DAPA-CKD  ha dimostrato un effetto statisticamente significativo e clinicamente rilevante sull'end point composito di peggioramento della funzione renale o rischio di morte, insorgenza di malattia renale allo stadio finale (ESKD) o cardiovascolare (CV) o morte per cause renali in adulti con malattia renale cronica. Lo studio ha centrato anche tutti gli endpoint secondari in pazienti affetti da malattia renale cronica (CKD) con o senza diabete di tipo 2.

Lo studio è un trial internazionale, multicentrico, randomizzato e in doppio cieco che ha arruolato 4.304 pazienti. Ha valutato l'efficacia di 10 mg di dapagliflozin rispetto al placebo in pazienti con stadio 2-4 di CKD e con escrezione di albumina urinaria elevata, con o senza diabete di tipo 2. Dapagliflozin è stato dosato una volta al giorno in aggiunta allo standard di cura.

L'endpoint composito primario era il peggioramento della funzione renale o il rischio di morte, che è stato definito come un composito di un declino dell'eGFR pari o superiore al 50%, l'insorgenza di ESKD e la morte per causa cardiovascolare o renale. Gli endpoint secondari comprendevano il tempo di comparsa del composito renale, che era un declino del 50% o superiore dell'eGFR, l'ESKD e la morte renale, il composito della morte cardiovascolare o dell'hHF e la morte per qualsiasi causa. Lo studio è stato condotto in 21 Paesi.

David Wheeler, University College London. e Hiddo L. Heerspink, University Medical Center Groningen, co-presidenti della sperimentazione e del suo comitato esecutivo, hanno dichiarato: "La sperimentazione DAPA-CKD ha dimostrato il potenziale di dapagliflozin come nuova opzione terapeutica a lungo attesa per i pazienti con malattia renale cronica. I dati saranno di grande aiuto per questi pazienti".

"DAPA-CKD è il primo studio che ha dimostrato un'efficacia schiacciante, compreso il miglioramento della sopravvivenza, in pazienti affetti da malattie renali croniche, sia con che senza diabete di tipo 2" ha detto Mene Pangalos, vice presidente esecutivo, BioPharmaceuticals R&D per AstraZeneca. "Non vediamo l'ora di condividere questi entusiasmanti risultati di Farxiga con la comunità scientifica e le autorità sanitarie di tutto il mondo".

Dapagliflozin è un inibitore del co-trasportatore di sodio-glucosio 2 (SGLT2), con somministrazione orale once a day, approvato negli adulti per il solo diabete di tipo 2 non sufficientemente controllato e come parte di una terapia di combinazione come coadiuvante della dieta e dell'esercizio fisico per migliorare il controllo glicemico.

Ha anche dimostrato di aiutare nella perdita di peso e nella diminuzione della pressione sanguigna. Le prove dei risultati cardiovascolari arrivano dallo studio DECLARE in adulti con diabete di tipo 2 che ha dimostrato che il farmaco ha diminuito il rischio di un endpoint composito di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca o morte cardiovascolare rispetto al placebo quando aggiunto allo standard di cura.

Dapagliflozin fa parte della classe degli inibitori di SGLT2 che comprende empagliflozin di Eli Lilly e Boehringer Ingelheim e canagliflozin di Johnson & Johnson. Più di recente si è reso disponibile anche ertugliflozion di MSD. Nel corso degli ultimi cinque anni sono stati presentati i risultati di studi clinici di intervento in pazienti diabetici con i quattro farmaci della classe delle gliflozine (EMPAREG-outome, CANVAS, DECLARE-TIMI58, VERTIS). In questi studi è stata dimostrata una evidente efficacia delle gliflozine sulla riduzione degli endpoints renali e cardiovascolari maggiori e in particolare sull’end-point di riduzione delle ospedalizzazioni e mortalità per scompenso cardiaco.

Durante il congresso dell’ESS dello scorso anno sono stati presentati i risultati del trial clinico di fase III DAPA-HF, pubblicato poi sul Nejm.  In questo studio è emersa l’efficacia del dapagliflozin nella riduzione delle riacutizzazioni e ospedalizzazione per scompenso cardiaco e mortalità cardiovascolare, in una popolazione di pazienti affetta da insufficienza cardiaca a ridotta frazione di eiezione (Classe NYHA II-IV), con e senza diabete mellito.

A seguito dello studio DAPA HF, lo scorso maggio l’Fda ha approvato dapagliflozin per ridurre il rischio di morte da CV e di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca negli adulti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta (HFrEF) con e senza diabete di tipo 2. È il primo inibitore SGLT2 approvato negli Stati Uniti per il trattamento dei pazienti con HFrEF.

Lo scorso mese di marzo, l’Fda ha concesso a empagliflozin una rapida revisione per ridurre la progressione delle malattie renali e la morte cardiovascolare nei pazienti affetti da CKD. L’Fda baserà la sua revisione sui risultati dello studio Empa-Kidney outcomes attualmente in corso, che sta studiando l'effetto di empagliflozin sulla progressione della malattia renale e l'insorgenza di morte CV negli adulti con malattie renali croniche accertate, sia con diabete che senza.

Nel giugno 2019, Boehringer e Lilly hanno presentato i dati di uno studio precedente, Empa-Reg, che mostra che empagliflozin ha ridotto il rischio di nuove o peggiori malattie renali rispetto al placebo, indipendentemente dal fatto che la pressione sanguigna dei pazienti, i livelli di glucosio e i livelli di colesterolo fossero controllati da farmaci.

In definitiva, entrambi i farmaci, empagliflozin e dapagliflozin, stanno inseguendo canagliflozin, che a settembre ha ottenuto la prima approvazione Fda per il trattamento della malattia renale diabetica e per ridurre il rischio di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca in pazienti con diabete di tipo 2 e malattia renale diabetica.

La malattia renale cronica è una patologia grave e progressiva che colpisce quasi 700 milioni di persone in tutto il mondo di cui 700mila americani. Le opzioni di trattamento sono limitate. È associata alla morte del paziente e a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari, come l'insufficienza cardiaca e la morte prematura.


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