Diabete di tipo 2, meno eccessi alimentari con dulaglutide #EASD19

Il trattamento con dulaglutide riduce il consumo eccessivo di cibo (binge eating) nei pazienti con diabete di tipo 2 e disturbo da alimentazione incontrollata ed è stato associato a riduzioni rapide e significative del peso e della glicemia rispetto alla sulfonilurea gliclazide: E' quanto emerge da uno studio presentato al congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) 2019.

Il trattamento con dulaglutide riduce il consumo eccessivo di cibo (binge eating) nei pazienti con diabete di tipo 2 e disturbo da alimentazione incontrollata ed è stato associato a riduzioni rapide e significative del peso e della glicemia rispetto alla sulfonilurea gliclazide: E’ quanto emerge da uno studio presentato al congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) 2019.

Il disturbo da alimentazione incontrollata (BED, binge eating disorder) è caratterizzato da episodi ricorrenti di consumo di grandi quantità di cibo e da una sensazione di perdita di controllo durante l'abbuffata. È il disturbo alimentare più comune negli Stati Uniti e in Europa ed è associato all'obesità e al diabete di tipo 2. La sua prevalenza nel diabete non è ancora ben definita e in base ai dati in letteratura varia tra il 5 e il 40%.

La presenza e la gravità del BED sono state associate a un peggior controllo metabolico e un maggiore indice di massa corporea (BMI) nei pazienti con diabete di tipo 2. Studi recenti hanno dimostrato che i recettori del Glucagon Like Peptide-1 (GLP-1) sono presenti nelle aree del sistema nervoso centrale coinvolte nella regolazione dell'appetito e che il trattamento con farmaci GLP-1 agonisti è in grado di modulare l’attività delle aree cerebrali dell'appetito e della sensazione di ricompensa negli esseri umani.

«Rispetto alla sulfonilurea, la terapia con dulaglutide si è dimostrata efficace nel ridurre il comportamento di alimentazione incontrollata ed è stata associata a una maggiore riduzione del peso corporeo e dell'emoglobina glicata», ha riferito durante la presentazione dei risultati Andrea Da Porto dell'Università di Udine. «In particolare abbiamo riscontrato un effetto sul peso corporeo superiore a quello previsto con il trattamento con GLP-1 agonisti dopo alcune settimane. Dulaglutide potrebbe essere considerata una valida opzione di trattamento per i pazienti con diabete di tipo 2 e BED»

Il moderatore Jens Holst dell'Università di Copenaghen, in Danimarca, che ha scoperto l'ormone GLP-1 negli anni '80, ha accolto con favore la ricerca e ha apprezzato di poter vedere un effetto su questo disturbo alimentare che costituisce un problema clinico nel diabete di tipo 2. Ha fatto tuttavia presente che «il disegno dello studio presenta dei limiti per via dell'uso di una sulfonilurea nel gruppo di controllo, che favorisce un aumento di peso; avrebbero dovuto utilizzare come confronto un inibitore dipeptidil peptidasi-4 (DPP4)».

Binge eating più comune in chi soffre di diabete di tipo 2
Secondo i criteri previsti nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5), questi momenti di eccesso alimentare devono verificarsi una volta alla settimana per 3 mesi e interessano fino al 40% dei soggetti affetti dal diabete di tipo 2, rispetto a circa il 2,5% delle persone nella popolazione generale, ha osservato Da Porto.

«Non solo i soggetti con disturbo da alimentazione incontrollata hanno maggiori probabilità di sviluppare l'obesità, tre a sei volte superiori rispetto alla popolazione generale, ma nelle persone che hanno anche il diabete di tipo 2 può essere un ostacolo a un trattamento efficace», ha spiegato. «Inoltre, i punteggi più alti sulla binge eating scale (BES) sono stati collegati a livelli più alti di emoglobina glicata».

Da Porto ha continuato spiegando che il neuroimaging umano mostra che l'attivazione del recettore del GLP-1 riduce le risposte cerebrali all'anticipazione del cibo. «In generale gli studi suggeriscono che l'attivazione del recettore del GLP-1 potrebbe avere un effetto sul consumo anticipato di cibo come ricompensa e contrasterà l'appetito e l'eccesso di cibo», ha detto.

Binge eating, peso e HbA1c ridotti con dulaglutide
Lo studio, in aperto, randomizzato, prospettico e controllato, ha coinvolto 60 pazienti con diabete di tipo 2 inizialmente in monoterapia con metformina, che avevano meno di 65 anni, funzionalità renale ed epatica normali, diagnosi medica di BED e un livello medio di HbA1c del 7,9%. I partecipanti avevano un peso medio di 99 kg, quasi l'80% era obeso con un BMI medio di 36 kg/m2 e una massa grassa media del 37%. Il punteggio medio sulla binge eating scale era di 23,7, a indicarne un livello intermedio di gravità.

I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere dulaglutide per via sottocutanea alla dose di 1,5 mg/settimana) o gliclazide a lento rilascio alla dose di 60 mg/die per 12 settimane, oltre a un training standard su dieta e stile di vita.

Al termine delle 12 settimane i pazienti in trattamento con dulaglutide hanno mostrato una riduzione significativamente maggiore della gravità del binge eating (variazione della BES -12,07 vs -0,47, p<0,0001) e una maggiore riduzione del BMI (-1,65 vs 0,04 kg/m2, p<0,0001) e del peso (-4,77 vs 0,07 kg; p<0,0001). Inoltre il livello di HbA1c è stato ridotto in misura maggiore con dulaglutide rispetto a gliclazide (-1,07% contro -0,75%, p=0,009).

Nessun paziente ha interrotto la terapia con dulaglutide a causa di effetti collaterali gastrointestinali.

«La riduzione della gravità del binge eating è stata associata in modo indipendente a una riduzione del peso corporeo e dell'emoglobina glicata anche dopo l’aggiustamento per età e sesso», ha riferito Da Porto.

Tra le limitazioni dello studio il fatto che è stato condotto in un piccolo numero di pazienti, che il follow-up è stato breve e che è noto il verificarsi di una riduzione dell'appetito durante le prime settimane di trattamento con agonisti GLP-1. Sono comunque necessari ulteriori studi in questa specifica popolazione di pazienti, con un numero maggiore di soggetti coinvolti, differenti farmaci di confronto e un follow-up più lungo, ha concluso Da Porto.

Bibliografia

Da Porto A et al. Dulaglutide in type 2 diabetic patients with binge eating disorder: a pilot study. Abstract 150 presented at EASD 2019, 16–20 September, Barcelona, Spain.