Diabete

Diabete, alleanza positiva tra dulaglutide e anti SGLT-2

L'aggiunta dell'antidiabetico dulaglutide, un agonista del recettore GLP-1 (glucagon-like peptide 1), al trattamento con un inibitore del SGLT-2 (cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2), ha ridotto ulteriormente la glicemia, misurata dai livelli di HbA1c. Lo conferma proviene da uno studio pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology.

L'aggiunta dell’antidiabetico dulaglutide, un agonista del recettore GLP-1 (glucagon-like peptide 1), al trattamento con un inibitore del SGLT-2 (cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2), ha ridotto ulteriormente la glicemia, misurata dai livelli di HbA1c. Lo conferma proviene da uno studio pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology.

AWARD-10 è uno studio di Fase IIIb condotto in doppio cieco, a bracci paralleli, controllato con placebo, della durata di 24 settimane, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza dell’aggiunta di due dosaggi di dulaglutide (0,75 e 1,5 mg.) alla terapia in uso in pazienti nei quali il diabete non era adeguatamente controllato dagli inibitori SGLT-2, con o senza metformina. La combinazione era confrontata con placebo più inibitori di SGLT-2.

L'obiettivo principale era quello testare la superiorità di dulaglutide rispetto al placebo per la variazione della concentrazione di HbA1c, dal basale a 24 settimane.

L' obiettivo primario di questo studio, che ha arruolato 424 pazienti provenienti da otto Paesi con una A1C media al basale di 8,04%, è stato quello di dimostrare la superiorità nella riduzione di A1C di dulaglutide più un inibitore di SGLT-2 rispetto al placebo più un inibitore di SGLT-2.

"Nella mia pratica ho visto che anche con farmaci orali efficaci come gli inibitori della SGLT-2 e la metformina, molti adulti con diabete di tipo 2 possono avere ancora bisogno di una terapia aggiuntiva per mantenere una corretta glicemia ", ha detto Bernhard Ludvik, professore associato di Medicina, Rudolfstiftung Hospital Vienna, e principal investigator dello studio AWARD-10. "I risultati di AWARD-10 suggeriscono che la combinazione di dulaglutide una volta alla settimana e di un inibitore di SGLT-2 consente di aiutare un maggior numero di persone con diabete di tipo 2 a raggiungere gli obiettivi terapeutici".

Alla settimana 24 le due dosi di dulaglutide 0,75 mg e 1,5 mg, combinate con l’inibitore di SGLT-2, hanno raggiunto l’endpoint primario, mostrando un controllo glicemico statisticamente superiore (-1,21% e -1,34%, rispettivamente, p<0.0001) rispetto a un inibitore SGLT-2 più placebo (-0,54 %).

Inoltre, un numero significativamente maggiore di persone trattate con dulaglutide ha raggiunto i livelli obiettivo di A1C inferiori al 7% e pari o inferiore al 6,5%: dulaglutide 1.5 mg: 71% (inferiore al 7%), 50% (inferiore o uguale al 6,5%); dulaglutide 0,75 mg: 60% (inferiore al 7%), 38% (inferiore o uguale al 6,5%); placebo: 32% (inferiore al 7%), 14% (inferiore o uguale al 6,5%).
Ulteriori risultati hanno dimostrato che dulaglutide 1,5 mg combinato con un inibitore di SGLT-2 è stato associato con una perdita media di peso maggiore (-3,1 kg) rispetto al placebo (-2,1 kg). Una riduzione media del peso medio di -2,6 kg è stata osservata nel gruppo dulaglutide 0,75 mg.

Gli eventi avversi più comunemente segnalati associati a dulaglutide sono stati legati al gastrointestinale e coerenti con gli studi precedenti. Nausea (15%, 5%, 4%), vomito (4%, 3%, 1%) e diarrea (6%, 10%, 3%) erano più frequenti nei gruppi dulaglutide 1,5 mg e 0,75 mg rispetto al placebo. Un evento ipoglicemico grave è stato documentato nel gruppo dulaglutide 0,75 mg. Non sono stati individuati nuovi problemi di sicurezza connessi ai dulaglutidi.

Ludvik B et al. Dulaglutide as add-on therapy to SGLT2 inhibitors in patients with inadequately controlled type 2 diabetes (AWARD-10): a 24-week, randomised, double-blind, placebo-controlled trial. The Lancet Diabetes & Endocrinology


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