Diabete, bene in fase III ertugliflozin, l'anti SGLT2 di Merck e Pfizer

Obiettivo raggiunto per due studi clinici di Fase 3, VERTIS Mono e VERTIS Factorial, che stanno valutando l'antidiabetico sperimentale ertugliflozin per il trattamento del diabete di tipo 2. I due trial hanno infatti centrato i loro endpoint primari mostrando una riduzione statisticamente significativa della emoglobina glicata (HbA1c).

Obiettivo raggiunto per due studi clinici di Fase 3, VERTIS Mono e VERTIS Factorial, che stanno valutando l’antidiabetico sperimentale ertugliflozin per il trattamento del diabete di tipo 2. I due trial hanno infatti centrato i loro endpoint primari mostrando una riduzione statisticamente significativa della emoglobina glicata (HbA1c).

I risultati sono stati presentati a New Orleans durante il 76 congressi annuale dell’American Diabetes Association.

La molecola sperimentale ertugliflozin, fa parte di una nuova classe di farmaci per il diabete da assumere per via orale, gli inibitori del co-trasportatore sodio/glucosio di tipo 2 (SGLT2) che abbassano la glicemia facilitando l'eliminazione del glucosio da parte dei reni.

Dal 2013, Merck e Pfizer stanno collaborando per lo sviluppo clinico di questo farmaco e la successiva commercializzazione di ertugliflozin e delle sue associazioni a dose fissa con metformina e sitagliptin. Entro la fine dell’anno le due aziende prevedono di depositare all’Fda il dossier registrativo.

Pfizer, che ha messo a punto il farmaco, ha ricevuto un pagamento immediato di $60 milioni e altri pagamenti successivi, al superamento di milestones regolatorie e commerciali. Merck e Pfizer condivideranno utili e costi  di sviluppo in un rapporto 60 e 40.

I pazienti trattati con una di due dosi di ertugliflozin (5 mg o 15 mg) come monoterapia nello studio VERTIS Mono hanno ottenuto una riduzione della emoglobina glicata compresa tra 0,99% e 1,16%, rispettivamente, superiore rispetto al placebo (p <0.001). Inoltre, molti più pazienti nel gruppo di trattamento hanno raggiunto l’obiettivo di una emoglobina glicata inferiore al 7,0% rispetto al placebo (28,2%, 35,8% e 13,1%, rispettivamente; p <0,001).

Lo studio VERTIS Factorial, che valuta la co-somministrazione di ertugliflozin e sitagliptin, ha dimostrato che i due farmaci presi insieme sono stati più efficaci rispetto e entrambi i principi attivi presi singolarmente.

La riduzione di A1C nel gruppo che ha valutato la co-somministrazione (5 mg o 15 mg di ertugliflozin associati a 100 mg di sitagliptin) è stata dell'1,5% rispetto al 1,0% per 5 mg per il solo ertugliflozin, 1,1% per 15 mg di sola ertugliflozin e 1,1% per sitagliptin da solo (p <0.001).

Anche la percentuale dei pazienti che assumevano le due compresse insieme che ha raggiunto l'obiettivo di A1C inferiore al 7,0% è stata maggiore (52,3% e 49,2%) rispetto alle coorti di terapia con i singoli principi attivi (26,4%, 31,9% e 32,8%, rispettivamente).

Un altro studio di fase 3, VERTIS CV, sta valutando l'effetto di ertugliflozin sul miglioramento dei risultati CV in diabetici di tipo 2 è in corso. Secondo ClinicalTrials.gov, la data prevista di conclusione dello studio è giugno 2020.

Sicurezza cardiovascolare di ertugliflozin
I due partner per lo sviluppo del farmaco stanno cercando di arruolare 8.000 pazienti con diabete di tipo 2 e malattia vascolare, e hanno aggiunto due endpoint secondari - morte cardiovascolare e di un endpoint composito che comprende morte cardiovascolare e di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca.

Lo studio è iniziato come un trial su 4.000 pazienti focalizzato sulla sicurezza cardiovascolare, il Dr. Peter Stein, VP di sviluppo in fase avanzata nel diabete ed endocrinologia, ha dichiarato "Stiamo espandendo ulteriormente, lo studio in modo che possa avere la necessaria potenza per misurare un beneficio cardiovascolare", Stein ha spiegato.

Gli studi di outcome sono sempre più importanti perchè i medici in questo modo valutano i farmaci lanciati di recente e i Payors li valutano per decidere circa la loro rimborsabilità.

Nel grande studio di outcome EMPA-REG, empagliflozin (Eli Lilly e Boehringer Ingelheim) ha ridotto i rischi cardiovascolari rispetto al placebo, diventando il primo farmaco per il diabete a raggiungere un simile traguardo. Recentemente, Novo Nordisk ha reso noti i dati top-line sul suo GLP-1 agonista, liraglutide, mostrando che anche questo farmaco riduce il rischio di complicanze cardiovascolari nei pazienti con diabete.

I farmaci a base di ertugliflozin arriveranno sul mercato dopo diverso tempo da altri SGLT2 singoli e combo. C'è Jardiance di Lilly e di Boehringer, ma anche Invokana di Johnson & Johnson e Invokamet, la sua combinazione con metformina, e infine Farxiga di AstraZeneca. Pertanto, non sarà tanto facile per i farmaci a base di ertugliflozin ritagliarsi una fetta di mercato.