Diabete, canagliflozin bene in prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria

L'antidiabetico canagliflozin, inibitore del SGLT2, riduce i rischi degli outcome cardiovascolari e il peggioramento della malattia renale o conseguente mortalità, indipendentemente dal fatto che i pazienti presentino fattori di rischio per malattie cardiovascolari o che ne siano già affetti. Sono gli ultimi di una serie di risultati che la sperimentazione sul canagliflozin (studio CANVAS) sta generando, presentati in occasione dell'American Heart Association 2017 e pubblicati contemporaneamente su Circulation.

L’antidiabetico canagliflozin, inibitore del SGLT2, riduce i rischi degli outcome cardiovascolari e il peggioramento della malattia renale o conseguente mortalità, indipendentemente dal fatto che i pazienti presentino fattori di rischio per malattie cardiovascolari o che ne siano già affetti. Sono gli ultimi di una serie di risultati che la sperimentazione sul canagliflozin (studio CANVAS) sta generando, presentati in occasione dell’American Heart Association 2017 e pubblicati contemporaneamente su Circulation.

“Questi risultati mi fanno pensare che finalmente, dopo decenni, abbiamo delle terapie che riducono gli eventi cardiovascolari nel diabete e la cosa ancora più entusiasmante è che abbiamo una nuova classe di farmaci per il trattamento dell'insufficienza cardiaca" ha commentato Ira J. Goldberg Goldberg, della Columbia University, e moderatore dell’AHA.

Lo studio CANVAS
I pazienti con diabete di tipo 2 presentano maggiori morbilità e mortalità per malattie cardiovascolari e renali. Le attuali terapie farmacologiche e gli interventi sullo stile di vita non risultano ancora adeguati, con elevati rischi, relativi ed assoluti, di gravi patologie sia nelle coorti di prevenzione primaria sia in quelle di prevenzione secondaria.

Il programma CANVAS (Canagliflozin Cardiovascular Assessment Study) è stato progettato per valutare la sicurezza cardiovascolare e l'efficacia di canagliflozin in una vasta gamma di pazienti con diabete mellito di tipo 2.
I principali risultati finora ottenuti hanno dimostrato che canagliflozin riduce il rischio composito di morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale o ictus non fatale rispetto al placebo; inoltre la somministrazione di canagliflozin è associata a un rischio ridotto di ospedalizzazione per scompenso cardiaco e ha confermato di avere potenziali effetti protettivi a livello renale.
Con il canagliflozin è stato osservato anche un aumentato rischio di amputazione.
In base alla progettazione, il programma CANVAS ha arruolato pazienti con o senza precedente malattia cardiovascolare per fornire informazioni sugli effetti che canagliflozin ha nella prevenzione primaria e secondaria.

“Nelle analisi qui presentate, l'efficacia e la sicurezza di canagliflozin sono state descritte separatamente per le coorti di prevenzione primaria e secondaria iscritte al programma CANVAS” hanno specificato gli autori.
Il programma CANVAS ha randomizzato 10.142 partecipanti con diabete mellito di tipo 2 a canagliflozin o placebo. La coorte di prevenzione primaria comprendeva 3.486 pazienti (34%) di età ≥ 50 anni con 2 o più fattori di rischio per gli eventi cardiovascolari (diabete da 10 anni o più; pressione arteriosa sistolica> 140 mmHg con almeno un farmaco antipertensivo; fumo; microalbuminuria o macroalbuminuria; colesterolo HDL <1 mmol/L) ma senza alcun precedente evento cardiovascolare; la coorte di prevenzione secondaria comprendeva 6.656 individui (66%) di età ≥30 anni con un precedente evento cardiovascolare.

L'endpoint primario era un composito di morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale o ictus non fatale. Gli esiti secondari comprendevano l'ospedalizzazione per insufficienza cardiaca e un composito renale (riduzione del 40% della velocità di filtrazione glomerulare stimata, terapia di sostituzione renale o morte renale).

Canagliflozin riduce gli eventi cardiovascolari e non solo
Il tasso di eventi dell’endpoint primario è risultato più alto nel gruppo di prevenzione secondaria rispetto al gruppo di prevenzione primaria (36,9 vs 15,7/1000 persone-anno; p <0,001). Nella coorte totale, l'endpoint primario è stato ridotto con canagliflozin rispetto al placebo (26,9 rispetto a 31,5/1000 persone-anno; Hr: 0,86; 95% Ic: 0,75-0,97; p <0,001 per non inferiorità; p = 0,02 per superiorità) senza evidenza di eterogeneità statistica (p di interazione = 0,18) tra le coorti di prevenzione primaria (Hr: 0,98, 95% Ic: 0,74-1,30) e secondaria (Hr: 0,82; 95%Ic: 0,72-0,95). Sia gli outcome renali (Hr: 0,59; 95% Ic: 0,44-0,79 vs Hr: 0,63; 95% Ic: 0,39-1,02; p di interazione = 0,73) sia l’ospedalizzazione per insufficienza cardiaca (Hr: 0,68; 95% Ic: 0,51-0,90 vs Hr: 0,64; 95% Ic: 0,35-1,15; p di interazione = 0,91) sono stati similmente ridotti rispettivamente nelle coorti di prevenzione secondaria e primaria.

Le amputazioni degli arti inferiori sono risultate analogamente aumentate nelle coorti di prevenzione secondaria e primaria (Hr: 2,07; 95%Ic: 1,43-3,00 vs Hr: 1,52; 95% Ic: 0,70-3,29; p di interazione = 0,63).
“I pazienti con diabete mellito di tipo 2 e precedenti eventi cardiovascolari presentavano tassi più elevati di esiti cardiovascolari rispetto ai pazienti in prevenzione primaria” hanno concluso gli autori aggiungendo e specificando che “Canagliflozin ha ridotto gli outcome cardiovascolari e renali senza evidenza statistica di eterogeneità tra i gruppi di prevenzione primaria e secondaria”.

“Possiamo ormai considerare il canagliflozin efficace nella gestione dei pazienti con diabete di tipo 2 ad alto rischio di eventi cardiovascolari poiché riduce gli outcome cardiovascolari e renali” ha commentato Kenneth W Mahaffey, della Stanford University School of Medicine, CA, presentando i risultati ottenuti, sottolineando però la necessità delle dovute cautele nell’utilizzo del farmaco nei pazienti a rischio amputazione.
“Infatti la prudenza in questi soggetti è d’obbligo visto l’aumento del rischio di amputazione degli arti inferiori con canagliflozin rispetto al placebo osservata nello studio CANVAS”, anche se gli stessi ricercatori pensano che ci sia un rapporto rischio/beneficio favorevole.

I ricercatori hanno fatto sapere inoltre che ci sono due studi in corso che forniranno ulteriori approfondimenti sull’utilizzo di questa classe di farmaci.

Mahaffey K. W. Et al. Canagliflozin for Primary and Secondary Prevention of Cardiovascular Events: Results From the CANVAS Program (Canagliflozin Cardiovascular Assessment Study). Circulation. 2017 Nov 13. pii: CIRCULATIONAHA.117.032038. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.117.032038. [Epub ahead of print]
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