Diabete

Diabete, canagliflozin potrebbe essere utile anche nel tipo 1

Un trattamento con l'inibitore dell'SGLT2 canagliflozin per 18 settimane ha migliorato il controllo glicemico rispetto al placebo e ridotto la variabilitÓ glicemica in pazienti adulti con diabete di tipo 1 non controllato adeguatamente con insulina, stando ai risultati di uno studio randomizzato di fase II presentato a New Orleans al congresso annuale dell'American Diabetes Association (ADA).

Un trattamento con l’inibitore dell’SGLT2 canagliflozin per 18 settimane ha migliorato il controllo glicemico rispetto al placebo e ridotto la variabilità glicemica in pazienti adulti con diabete di tipo 1 non controllato adeguatamente con insulina, stando ai risultati di uno studio randomizzato di fase II presentato a New Orleans al congresso annuale dell’American Diabetes Association (ADA).

"I pazienti con diabete di tipo 1 possono andare incontro a fluttuazioni acute e profonde della glicemia, che potrebbero essere correlate a una variabilità nell'attività dell’insulina e a variazioni di tale attività giorno per giorno" ha detto una delle autrici del lavoro, Maria Alba, della R&S Jannsen, presentando i risultati. 

"Una delle sfide principali nel trattamento del diabete di tipo 1 è raggiungere uno controllo glicemico specifico per ciascun paziente, evitando gli episodi di iperglicemia e ipoglicemia" ha aggiunto la Alba.

Canagliflozin è un inibitore dell’SGLT2 approvato per il trattamento del diabete di tipo 2 che abbassa la glicemia attraverso un meccanismo dipendente dall’insulina, abbassando la soglia renale del glucosio e aumentandone l'escrezione attraverso le urine. Il farmaco non è approvato, invece, per il trattamento del diabete di tipo 1.

Canagliflozin ha già dimostrato di migliorare il controllo glicemico e di consentire una riduzione del peso corporeo e della dose di insulina nei pazienti con diabete di tipo 1 in terapia con insulina, nell’arco di 18 settimane di trattamento, in uno studio randomizzato di fase II pubblicato su Diabetes Care nel 2015.

Lo scopo dello lavoro presentato ora a New Orleans, che rappresenta il proseguimento di quello studio, era valutare gli effetti di canagliflozin sulla glicemia media giornaliera, sul variabilità glicemica e sul tempo trascorso all’interno del range glicemico in pazienti adulti con diabete di tipo 1 non adeguatamente controllati con la terapia insulinica.

Complessivamente il trial ha coinvolto 351 pazienti, assegnati al trattamento con canagliflozin 100 mg o 300 mg oppure un placebo. Tutti i partecipanti erano malati almeno da un anno, avevano un livello di emoglobina glicata (HbA1c) basale compreso fra il 7% e il 9% e dovevano essere in terapia con un regime insulinico stabile da almeno 8 settimane. Il giorno prima della randomizzazione, sono stati invitati a ridurre la dose di insulina basale del 10% o del 20%, a seconda del valore basale di emoglobina glicata. Una volta randomizzati, venivano istruiti in modo da titolare l’insulina così da raggiungere i target glicemici specifici.

Tutti i pazienti dovevano effettuare l’automisurazione della glicemia in 9 momenti di valutazione nel corso dello studio. Un sottogruppo di 89 pazienti è invece stato sottoposto a un monitoraggio continuo della glicemia presso alcuni centri partecipanti. Gli endpoint di efficacia valutati medianti l’automisurazione della glicemia in 9 momenti dopo 18 settimane erano la variazione rispetto al basale della glicemia media giornaliera e della deviazione standard della glicemia giornaliera, mentre gli endpoint di efficacia valutati mediante il monitoraggio continuo della glicemia dopo 18 settimane erano la variazione rispetto al basale della glicemia media, i pattern di variabilità della glicemia e il tempo trascorso all'interno della glicemia target (70-180 mg/dl), sopra il target (> 180 mg/dl), o al di sotto del target (≤ 70 mg/dl). L'età media dei partecipanti allo studio era di 43 anni, il 55% era di sesso maschile e l’HbA1c basale era il 7,9%.

Dopo 18 settimane, si sono registrate riduzioni della glicemia media giornaliera nei gruppi trattati con canagliflozin 100 mg e 300 mg rispetto al gruppo di controllo placebo (rispettivamente -22,4 e -19,4 mg/dl, a fronte di un aumento di 3 mg/dl nel gruppo placebo), nonché riduzioni della deviazione standard della glicemia giornaliera (-16,4 e -18,1 mg/dl contro -1.9 mg/dl).

Anche la percentuale di tempo trascorso all'interno del range di target glicemico è risultata maggiore nei due gruppi trattati con canagliflozin rispetto al gruppo placebo (aumento rispetto al basale rispettivamente dell’11,6% e 10,1% contro una diminuzione del 3,5%), mentre la percentuale di tempo trascorso sopra il target è risultata inferiore con entrambe le dosi di canagliflozin rispetto al placebo.

L’inibitore, inoltre,  è risultato generalmente ben tollerato, anche se si è registrato un aumento dose-dipendente degli eventi avversi legati ai corpi chetonici nel (5,1% nel gruppo trattato con canagliflozin 100 mg e del 9,4% nel gruppo trattato con 300 mg).

H.W. Rodbard, et al. Canagliflozin (CANA) Improves Glycemic Control and Reduces Glycemic Variability in Patients with Type 1 Diabetes Mellitus (T1DM) Inadequately Controlled with Insulin. ADA 2016; abstract 291-OR.
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