Diabete, controllo glicemico stretto preserva forza muscolare e contrattilitā ventricolare in pazienti con scompenso

Nei pazienti con diabete di tipo 2 e scompenso cardiaco cronico, 4 mesi di controllo glicemico intensivo non hanno avuto alcun effetto negativo sulla riserva contrattile del ventricolo sinistro o sulla capacitā aerobica, in uno studio randomizzato da poco pubblicato su BMJ Open Diabetes Res Care. Inoltre, l'ottimizzazione del controllo glicemico si č associata al mantenimento della forza muscolare e della massa magra

Nei pazienti con diabete di tipo 2 e scompenso cardiaco cronico, 4 mesi di controllo glicemico intensivo non hanno avuto alcun effetto negativo sulla riserva contrattile del ventricolo sinistro o sulla capacità aerobica, in uno studio randomizzato da poco pubblicato su BMJ Open Diabetes Res Care. Inoltre, l’ottimizzazione del controllo glicemico si è associata al mantenimento della forza muscolare e della massa magra

Nei pazienti con diabete di tipo 2 e scompenso cardiaco, non è chiaro quale sia il target ottimale di controllo glicemico e mancano dati evidence-based.

Pertanto, un gruppo di ricercatori guidato da Roni Nielsen, del reparto di cardiologia dell’Aarhus University Hospital e del dipartimento di Medicina del Viborg Hospital, in Danimarca, ha provato a valutare gli effetti di un controllo glicemico ottimizzato sulla funzione ventricolare sinistra, sulla capacità di esercizio, sulla forza muscolare e sulla composizione corporea.

A tale scopo hanno arruolato tra il settembre 2010 e il novembre 2012 40 pazienti con diabete di tipo 2 scarsamente controllato (con un valore di HbA1c pari a 8,4 ± 0,7%) e scompenso cardiaco cronico. Dei 39 che hanno completato lo studio, 20 sono stati assegnati all’ottimizzazione del controllo glicemico (cioè il raggiungimento di un target di HbA1c < 7,5%) e 19 alla non ottimizzazione del controllo glicemico; nel secondo gruppo, la terapia farmacologica veniva intensificata se l’HbA1c superava il 10%.

Tutti i pazienti sono stati assegnati a un centro diabetologico ambulatoriale ed è stato detto loro di non cambiare i farmaci, a meno che non fosse detto loro di farlo. Il profilo glicemico è stato ottimizzato effettuando giornalmente valutazioni della glicemia e aggiustamenti del dosaggio dell’insulina, utilizzando ipoglicemizzanti orali e seguendo consigli forniti dai dietologi durante le visite di controllo presso il centro diabetologico. I pazienti assegnati al controllo glicemico non ottimizzato sono stati istruiti in modo da continuare qualunque farmaco antidiabetico che stessero prendendo e la solita cura prescritta.

I partecipanti sono stati sottoposti a prelievi ematici e sottoposti a ecocardiografia da stress, un test da sforzo cardiopolmonare, test della distanza percorsa camminando in 6 minuti, test della forza di presa della mano (per la valutazione della forza muscolare) e scansioni DXA al basale e durante il follow-up.

Nel gruppo sottoposto all’ottimizzazione del controllo glicemico, l’HbA1c media è diminuita dello 0,9% durante il follow-up (passando dall’8,4% al 7,6%), mentre nel gruppo in cui il controllo glicemico non era ottimizzato non si è registrata nessuna variazione (dall’8,3% all’8,4%).

Tra i due gruppi non si sono osservate differenze significative per quanto riguarda la riserva contrattile del miocardio (P = 0,18), il consumo di ossigeno (P = 0,55), la capacità di esercizio (P = 0,12) o il test del cammino in 6 minuti (P = 0,84).

Nel gruppo non sottoposto all’ottimizzazione del controllo glicemico, la forza muscolare è diminuita di 2,4 kg, mentre è rimasta stabile nel gruppo in cui il controllo glicemico era ottimizzato (P = 0,01), senza che vi fossero differenze di base tra i due gruppi. Inoltre, nel gruppo con il controllo glicemico non ottimizzato si è osservata una diminuzione non significativa della massa magra e della massa grassa, mentre non si sono trovate differenze tra i due gruppi per quanto riguarda l’incidenza delle ipoglicemie e la ritenzione di liquidi.

"Nel gruppo sottoposto all’ottimizzazione, il trattamento medico era regolato principalmente attraverso un aumento del dosaggio dell’insulina, che notoriamente può causare ritenzione di liquidi e avere effetti sfavorevoli nei pazienti con diabete di tipo 2 e scompenso cardiaco" scrivono i ricercatori .

Inoltre, aggiungono Nielsen e i colleghi, "i nostri risultati sono intriganti e utili perché indicano che un aumento del dosaggio dell’insulina non dà luogo ad aumento di peso, non peggiora i sintomi e non comporta deterioramento della riserva contrattile ventricolare sinistra o della capacità di esercizio in questi pazienti, quando i livelli glicemici sono ottimizzati".

R. Nielsen, et al. Effect of tighter glycemic control on cardiac function, exercise capacity, and muscle strength in heart failure patients with type 2 diabetes: a randomized study. BMJ Open Diabetes Res Care. 2016; doi:10.1136/bmjdrc-2016-000202
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