L’inibitore del cotrasportatore del sodio glucosio di tipo 2 (SGLT2) dapagliflozin ha ridotto l’emoglobina glicata (HbA1c), la pressione arteriosa e l'acido urico nei pazienti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato e ipertensione, a prescindere dalla classe di farmaci antipertensivi che i pazienti stavano assumendo. Il dato emerge da un’analisi appena presentata al congresso dell'American Heart Association (AHA), a Chicago.

"Questo studio aggiunge nuovi elementi alla nostra comprensione dell’efficacia e della sicurezza di dapagliflozin nei pazienti con diabete di tipo 2 e ipertensione" ha detto Michael A. Weber, del SUNY Downstate College of Medicine di Brooklyn, presentando i dati.

Lo studio, randomizzato, controllato e in doppio cieco, ha avuto una durata di 12 settimane e ha coinvolto 449 pazienti affetti da diabete di tipo 2 e ipertensione non adeguatamente controllata nonostante il trattamento con il farmaco ipoglicemizzante e/o insulina, oltre a un ACE inibitore o un antagonista del recettore dell'angiotensina (ARB), più un secondo antipertensivo. I pazienti sono stati assegnati al trattamento con dapagliflozin 10 mg oppure un placebo più un ACE inibitore o un ARB, più un antipertensivo aggiuntivo.

I risultati dell’analisi originaria dei dati hanno mostrato che il trattamento con dapagliflozin ha portato a una riduzione significativa dell’HbA1c e della pressione sanguigna da seduti dopo 12 settimane di trattamento.

Dato che l'effetto antipertensivo dimostrato da dapagliflozin è attribuito alla diuresi osmotica derivante dalla glicosuria e dalla perdita di peso ad esso associata, nell’analisi presentata al congresso, Weber e i colleghi hanno provato a confrontare le riduzioni dell’HbA1c e della pressione arteriosa ottenute nei pazienti trattati con un diuretico con quelle ottenute nei pazienti trattati con un betabloccante o un calcioantagonista.

I risultati hanno mostrato che dapagliflozin 10 mg ha ridotto significativamente l’HbA1c, la pressione arteriosa e l'acido urico, indipendentemente da quale fosse l’antipertensivo utilizzato in aggiunta all’ARB o all’ACE inibitore.

"Le riduzioni dell’’HbA1c e della pressione sanguigna sono risultate numericamente simili nei sottogruppi di pazienti trattati con dapagliflozin, mentre i sottogruppi trattati con placebo hanno mostrato risposte variabili" ha detto Weber.  Tuttavia, ha segnalato l’autore, ‘l’effetto di dapagliflozin rispetto al placebo non è stato così pronunciato tra i pazienti nel sottogruppo trattato con un diuretico come nei sottogruppi trattati con gli altri antipertensivi, forse perché all'effetto diuretico ha contribuito anche dapagliflozin"

Nel complesso, ha riferito Weber, il trattamento è stato ben tollerato, senza eventi imprevisti sul fronte della sicurezza.

M.A. Weber, et al. Dapagliflozin lowers HbA1c, systolic blood pressure and serum uric acid in patients with type 2 diabetes and hypertension, regardless of class of concomitant antihypertensive therapy. AHA 2014; abstract  13640.