Diabete di tipo 1, glicemia elevata associata a maggior rischio di fratture

Le persone con diabete di tipo 1 e livelli ematici di emoglobina glicata superiori all'8% hanno un rischio significativamente maggiore che una qualsiasi caduta dalla posizione eretta o da un'altezza inferiore si traduca in una frattura ossea, secondo i risultati di uno studio pubblicato sul The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.

Le persone con diabete di tipo 1 e livelli ematici di emoglobina glicata superiori all'8% hanno un rischio significativamente maggiore che una qualsiasi caduta dalla posizione eretta o da un’altezza inferiore si traduca in una frattura ossea, secondo i risultati di uno studio pubblicato sul The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.

I livelli di glucosio sembrano avere un ruolo nel noto rischio di fratture che si verificano nel diabete, anche se questo effetto risulta significativo solo nel diabete di tipo 1, suggerendo che lo scotto da pagare per una carenza di insulina e livelli elevati di emoglobina glicata nelle prime fasi della vita sia una riduzione della massa ossea.

Lo studio ha valutato l'associazione tra la HbA1c e il rischio di frattura su un'ampia coorte di persone con una nuova diagnosi di diabete di tipo 1 e di tipo 2, entrambi associati a fratture da fragilità, mostrando un’associazione tra livelli elevati di emoglobina glicata e un maggior rischio di frattura in chi soffre di diabete di tipo 1.

Valutazione del rischio di fratture da fragilità
Il maggior rischio complessivo di fratture nel diabete è ben documentato. Uno studio importante ha evidenziato che il rischio di frattura dell'anca, in particolare, è due o tre volte superiore nelle persone che hanno il diabete di tipo 2 rispetto alla popolazione generale, e fino a sei volte nel diabete di tipo 1.

I ricercatori della Boston University School of Medicine di Lexington, Massachusetts, hanno eseguito uno studio caso-controllo nidificato utilizzando un database del Regno Unito per esaminare l'associazione tra il livello di controllo glicemico e il rischio di frattura legato a un trauma con basso impatto.

Hanno preso in esame 3339 persone con diabete di tipo 1, tra cui 672 con frattura da fragilità registrata dopo la diagnosi e 442.75 con diabete di tipo 2, compresi 8859 casi di frattura. I risultati indicano che il tempo mediano tra l'esordio della malattia e una frattura era di 4,5 anni per entrambi i tipi di diabete.

A differenza di altri studi, la presente ricerca ha considerato valori medi di HbA1c rilevati nel corso di 3 anni, invece di misurazioni a breve termine. I partecipanti hanno avuto in media 9 misurazioni di HbA1c se avevano il diabete di tipo 1 e 11 con il tipo 2.

Rischio più elevato con il diabete di tipo 1
Il rischio di una frattura da fragilità - definita come qualsiasi caduta dalla posizione eretta o da un’altezza inferiore che ha provocato la rottura di un osso - è risultato superiore nei soggetti con diabete di tipo 1 e una HbA1c media>8,0% rispetto a quelli con una buona gestione del glucosio, ovvero con una HbA1c media ≤ 7,0% (odds ratio aggiustato, 1,39).

Sebbene non sia stato rilevato questo tipo di effetto in pazienti con diabete di tipo 2, il rischio di frattura era comunque elevato, in particolare con l'uso abituale di rosiglitazone e pioglitazone e indipendentemente dal controllo glicemico. Secondo gli autori in quest’ultima popolazione di pazienti il rischio di frattura potrebbe essere dovuto a fattori aggiuntivi oltre la gestione della glicemia, come le comorbidità o i farmaci. «È comunque un rischio di rilevanza clinica, dal momento che questa patologia è un problema di salute a livello mondiale per via della sua alta prevalenza».

Nel diabete di tipo 1 anche alcune comorbidità legate alle complicanze vascolari sono risultate associate al maggior rischio di fratture, come la retinopatia diabetica (OR, 1,29) e l'insufficienza renale cronica (OR, 2,24).

In entrambi i gruppi di diabetici la prima frattura da fragilità si è verificata relativamente presto durante il decorso della malattia, mediamente 4,5 anni dopo la diagnosi di diabete, in particolare nei diabetici di tipo 1 che avevano una HbA1c media dell'8,7%.

Gli autori ritengono che le persone con livelli più alti di emoglobina glicata e un’insorgenza molto precoce della malattia, generalmente in giovane età, possono avere un rischio di fratture superiore per via dell'interazione tra insulina e ossa, considerando che fino al 50% al 60% del picco di massa ossea si accumula durante la pubertà.

Bibliografia

Vavanikunnel J et al. Association between glycemic control and risk of fracture in diabetic patients: A nested case-control study. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, jc.2018-01879.

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